Donatella Tesei è fuoco di fila di domande e accuse su Consip e ventilatori

Bufera nella video-conferenza con il commissario dellʼEmergenza

 
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Tesei, non vanifichiamo i sacrifici fatti, appello della presidente
Donatella Tesei - © Ujcom

Donatella Tesei è fuoco di fila di domande e accuse su Consip e ventilatori

«Almeno la metà dei ventilatori della gara Consip verrà consegnata solo alla fine dell’emergenza che, come noto, non si prevede a breve». Quando Domenico Arcuri rivela che più di qualcosa sta andando storto nella gestione degli approvvigionamenti, la videoconferenza (di cui rimangono dei file audio dice il Fatto Quotidiano ndr) organizzata ieri mattina con le Regioni in lotta contro il coronavirus si è trasformata in una bagarre.

Tanto tuonò che piovve, quindi, e la bufera sui ventilatori è esplosa. Ne dà conto anche TGCom24, rilanciando la vicenda della gara Consip. Quella che doveva essere una video conferenza, dunque, si è trasformata in una bagarre vera e propria sulla questione “approvvigionamenti per gli ospedali italiani“, approvvigionamento che è, assolutamente in affanno.


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Davide Caparini, l’assessore al bilancio della Lombardia, la regione più martoriata dal contagio – riporta Il Fatto Quotidiano -, lo incalza: “Voglio sapere se ci darete quello che abbiamo chiesto, altrimenti mi arrangio da solo con la nostra centrale acquisti e con le donazioni dei privati. Me lo dovete dire una volta per tutte, sennò queste riunioni sono solo una seduta di psicanalisi di gruppo”. Ma prima e dopo di lui è un susseguirsi di voci, tutte ugualmente esasperate perché le risposte non arrivano: che fine hanno fatto tamponi, tute e mascherine promessi? E i ventilatori indispensabili per tentare di salvare chi sta peggio, quando saranno disponibili?

E ad un certo punto apre il fuoco Donatella Tesei, governatrice dell’Umbria. “Ci servono camici impermeabili. E poi i caschituona Teseia oggi consegne zero e lo stesso per le mascherine total face. Di tute per i sanitari ne abbiamo ricevute 164 in tutto quando ne occorrerebbero 130 al giorno. Attualmente abbiamo solo 13 posti in terapia intensiva, stiamo per andare in crisi: abbiamo un bisogno disperato e urgentissimo. Ma soprattutto – aggiunge  – se mi si dice che arriva una certa cosa, mi aspetto che poi arrivi davvero: ieri notte nei pacchi che ci avete consegnato abbiamo invece trovato tre carrelli e soli due respiratori rispetto a quelli su cui confidavamo. Per di più sono ventilatori cinesi e non sappiamo neanche se funzionino come è successo con altri”.

I governatori, quindi, si sono fatti sentire: “Non sta arrivando nulla“, scrive TGCom 24 -. Parole pesanti come macigni, quelle di Arcuri, davanti a cui gli amministratori regionali insorgono, racconta il “Fatto Quotidiano”.
L’assessore al Bilancio lombardo Davide Caparini attacca: “Voglio sapere se ci darete le attrezzature, altrimenti mi arrangio da solo con la nostra centrale acquisti e con le donazioni dei privati”.

Arcuri: “Se comprate per conto vostro, fatelo anche per me” – Una gragnuola di lamentele e accuse, alle quali Arcuri ribatte: “Se andate sul mercato per conto vostro, vi chiedo anche di comprare qualcosa anche per me”.

Secondo Arcuri quegli 8mila ventilatori per le rianimazioni che Consip si sarebbe assicurata a inizio emergenza sono solo sulla carta, dal momento che, scandisce il commissario, “se ne ricevessimo la metà saremmo gli uomini più felici“.

Gli amministratori regionali non mollano la presa e allora lui annuncia: “Mi faccio carico delle responsabilità del commissario, ma non di Consip, fornitore della Protezione civile che quasi sempre non rispetta i tempi di consegna. Consip ha fatto una gara molto in fretta in un momento di profonda emergenza“.

Arcuri ammette che la centrale acquisti “non ha responsabilità per i mancati arrivi, ma certamente ha quella di non saper pianificare questi arrivi”.

“Consip non sa pianificare gli arrivi”. È inaccettabile che non ci dica per tempo che le consegne programmate invece non avverranno”. E poi affonda il colpo: “Da un paio di giorni sono riuscito a farmi fare uno schema da loro: ho preso atto che almeno il 50 per cento dei ventilatori acquistati verrà consegnato alla fine dell’emergenza che non sarà breve. Spero che almeno l’altro 50 per cento riusciremo a portarvelo”

Il Fatto Quotidiano 27 Marzo 2020 copy_compressed

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