Covid: Ema, ‘nuova revisione comitato Chmp su vaccino AstraZeneca’

 
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Covid: Ema, ‘nuova revisione comitato Chmp su vaccino AstraZeneca’

“In linea con una richiesta del commissario Ue per la Salute e la Sicurezza alimentare, a seguito di una riunione dei ministri della Sanità dell’Ue”, l’Agenzia del farmaco Ema annuncia l’avvio di una nuova revisione su Vaxzevria, il vaccino anti-Covid di AstraZeneca, da parte del proprio Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp). L’esame approfondirà ulteriormente i casi di trombosi rare associate a piastrine basse, segnalati dopo la somministrazione della prima iniezione.

“L’Ema sta intraprendendo una revisione dei dati sulle vaccinazioni – spiega l’ente regolatorio Ue – e dei dati sull’epidemiologia della malattia, compresi i tassi di infezione, ricoveri, morbilità e mortalità. La revisione da parte del Chmp consentirà alle autorità di inserire i rischi di Vaxzevria nel contesto dei benefici delle campagne di vaccinazione in corso”, precisa l’agenzia, ribadendo la convinzione “che i benefici complessivi del vaccino continuino a superare i rischi nelle persone vaccinate”.

Nelle intenzioni dell’Ema, oltre a valutare aggiornamenti sulle seconde dosi attese da chi ha già ricevuto la prima, c’è anche la volontà di aiutare i decisori a destinare al meglio il vaccino AstraZeneca: “La revisione del Chmp – si legge nella nota – sosterrà le campagne di vaccinazione nazionali in corso nelle loro decisioni su come distribuire in modo ottimale il vaccino. Come per tutti i vaccini, l’Ema continuerà a monitorare la sicurezza e l’efficacia di Vaxzevria e fornirà al pubblico informazioni più aggiornate”, conclude l’agenzia.

“La qualità e la sicurezza del vaccino Sputnik V sono, tra le altre cose, assicurate dal fatto che, a differenza di altri vaccini, utilizza una tecnologia di purificazione a 4 stadi che prevedono l’utilizzo di strumenti per la filtrazione di profondità, la separazione con cromatografia a scambio ionico e la formulazione attraverso filtrazione a flusso tangenziale (Tff)”, ricordano gli scienziati russi.

Il Gamaleya ricorda come “in uno studio pubblicato su ‘The New England Journal of Medicine’ il 9 aprile è riportato che una delle possibili cause delle rare trombosi verificatesi dopo la vaccinazione potrebbe essere collegata ad una purificazione insufficiente nello sviluppo del vaccino che porta alla comparsa di quantità significative di Dna libero che possono interferire con la risposta del sistema immunitario”. L’istituto russo si dice pronto “a condividere la sua tecnologia di purificazione con altri produttori di vaccini per aiutarli a ridurre al minimo il rischio di effetti avversi durante la vaccinazione”. (Opa/Adnkronos Salute)

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