Contagio covid, non si può scaricare tutto su personale sanitario
Dopo l’indizione dello stato di agitazione del personale e la convocazione dal Prefetto martedì alle 15 si terrà, in videoconferenza, l’incontro con i vertici della Regione Umbria e delle aziende sanitarie. Infermieri, operatori sociosanitari, autisti personale tecnico e di laboratorio sono allo stremo di fronte ad una situazione che, al contrario di quanto accaduto a marzo, vede la Regione Umbria pesantemente coinvolta dall’attuale ondata pandemica.
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Ad annunciare l’incontro virtuale è Luca Talevi, Commissario Fp Cisl Umbria.
«Il Commissario Antonio Onnis – scrive – ha definito l’attuale situazione uno “tsumani“, ma era purtroppo prevedibile, in Umbria come in tutta Italia, che con l’autunno si sarebbe riaccesa l’ondata pandemica e vi sarebbe stato bisogno di più personale e più posti letto in terapia intensiva. Gli Ospedali di Perugia e di Terni – aggiunge – sono praticamente con tutti i posti letto Covid occupati, in un contesto che deve continuare a prevedere anche l’assistenza a coloro aventi anche altre patologie, spesso a rischio vita, soprattutto di carattere oncologico e cardiogico, oppure coinvolgenti pazienti fragili e/o anziani».
- Il rischio, in felice sintesi di concetto, è di avere presto saturate le terapie intensive, mentre già ora sono in grande sofferenza i posti nei reparti Covid ordinari e nelle sub-intensive.
«Per la Fp Cisl Umbria – riporta la lettera inviata in redazione – non si possono continuare a chiedere decine di ore di straordinario al personale sanitario di fronte ad una problematica che potrebbe durare ancora cinque o sei mesi. Purtroppo si sono persi in tutta Italia mesi preziosi per arrivare preparati alla seconda ondata ed ora necessitano interventi straordinari sul personale».
«Necessita anche un piano di sorveglianza – spiega Talevi – che preveda tracciamenti mirati per interrompere le catene di trasmissione, strumenti informatici efficaci, e rafforzamento della capacità di diagnosi».
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Il tempo è ampiamente scaduto. Urgono interventi rapidi ed efficaci

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