151 positivi in 24 ore, cresce tasso ospedalizzazione in Umbria

 
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Crescono positivi, ricoveri e terapie intensive da Covid in Umbria, 86 guariti, 3 morti

151 positivi in 24 ore, cresce tasso ospedalizzazione in Umbria

151 nuovi positivi in 24 ore, su  2.645 tamponi analizzati. L’Umbria cresce a dismisura nella positività al coronavirus. Nel totale la “Verde terra”  tocca quota 3057, con un aumento di 381 casi da lunedì scorso ad aggi. I dati arrivano direttamente dal palazzo regionale del Broletto, dove è stata convocata una conferenza stampa per fare il punto sulla emergenza legata alla pandemia. Al tavolo, nell’incontro con i giornalisti, Antonio Onnis che si è detto “allarmato per i dati che si registrano”.

Antonio Onnis
I positivi, al dì di oggi, oltrepassano la soglia psicologica delle mille unità (siamo a 1005).
14 guariti (totale  1.965).
5 nuovi ricoverati (da 58 a 63)
invariati i pazienti in terapia intensiva:
8 e sono 4 a Perugia e 4 a Terni.
L’isolamento contumaciale riguarda 942 positivi, mentre in isolamento fiduciario di ci sono altre 2.112 persone (non positive)
Dati 9 ottobre 2020

È stato in diminuzione fino al 31 agosto ma “ora e in ripresa” il tasso di ospedalizzazione per il Covid in Umbria. Con ricoveri e casi di terapia intensiva in crescita anche se “il livello di gravità non è quello della prima fase”. Così come sta aumentando il numero di persone isolamento domiciliare. Sono alcuni dei dati forniti in una conferenza stampa dal commissario per l” emergenza Covid in Umbria Antonio Onnis. Secondo il quale “la previsione a 60 giorni vede una situazione che assume connotati di forte preoccupazione”. “Ci preoccupa anche – ha detto Onnis – il fatto che si è abbassato il livello di percezione del rischio da parte della popolazione”. Il commissario ha rilevato poi “una diversa progressione tra le province con diversa impennata di casi”, un aumento dell” età media dei contagiati”. “I movimenti estivi – ha proseguito – hanno creato il problema con contagi da rientro”.

RETE POSTI LETTO

Per far fronte alla seconda ondata epidemica, vista anche la strategia di potenziamento della Rete ospedaliera che richiede degli interventi straordinari per il suo completamento, si attua, nel rispetto e nell’ottica della DGR 180/2020, un modello in livelli subentranti per gestire sia la numerosità che la complessità assistenziale dei ricoveri COVID difendendo e garantendo tutte le altre attività assistenziali evitando la drastica riduzione delle stesse come avvenuto in fase di lock-down.

La gestione dei Pazienti Covid positivi o sospetti, compatibilmente con il necessario impegno di risorse per fronteggiare la eventuale seconda ondata dell’epidemia, dovrà salvaguardare non solo le reti cliniche tempo dipendenti e le attività chirurgiche di emergenza e quelle rivolte al trattamento delle patologie cd. “maggiori” ma finchè possibile tutte le altre attività assistenziali e di screening per la popolazione.


Cosa ci fa preoccupare

  1. •Rtstabile >
  2. •Raddoppio dei casi in una settimana -incremento del 95%
  3. •Tasso di ospedalizzazione stabile al 5,4% (all’aumento dei numeri di positivi aumentano in modo direttamente proporzionale i ricoveri in isolamento –reparti Covid)
  4. •Tasso di Ospedalizzazione in terapia intensiva, molto basso ma vale quanto sopra, comunque nessun modello prevede un collasso del sistema
  5. •Nuovi casi non collegati a cluster già noti
  6. •Aumento dell’età mediana dei contagiati•Differenza fra le due province
  7. •Il Contacttracingpresenta già alcuni elementi di difficoltà
  8. •Si evidenzia in alcune aree un allungamento dl tempo fra la segnalazione e la diagnosi

Considerazioni epidemiologiche

  1. •La riapertura delle attività produttive classiche non ha evidenziato un aumento significativo dei casi
  2. •La prima impennata si è avuta in concomitanza delle vacanze estive con una latenza di 15 –30 giorni e con i rientri delle persone da paesi con condizioni epidemiologiche a rischio (CONTAGIO FRA GIOVANI)
  3. •La seconda impennata si è verificata in base a 3 cause•Infezioni intra familiari o in comunità
  4. •Aumento dell’età dei contagiati (salto generazionale)•Apertura delle scuole (latenza di 15 –20 giorni)
  5. •L’aumento dei contagiati al di fuori di restrizioni determina un numero maggiore di contatti con difficoltà di tracciamento.

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