L’augurio di fine anno del card. Gualtiero Bassetti

Progetto Perugia: cittadinanza onoraria a S. Em. Cardinale Gualtiero Bassetti

L’augurio di fine anno del card. Gualtiero Bassetti

“La pandemia non accenna a finire e proprio in questi giorni il numero dei contagi, purtroppo, continua a salire. Si tratta senza dubbio di una grande prova per tutti.” Queste le parole nel messaggio d’augurio di fine anno del card. Gualtiero Bassetti. L’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve parla alla comunità diocesana.


Fonte Ansa


“Ma come ci insegna Abramo – prosegue – , sappiamo che la prova è anche un momento di verità che ci permette di vedere cosa abbiamo veramente nel profondo del nostro cuore: quali sono le nostre ferite, le nostre idolatrie, i nostri desideri, la nostra fede”.

“Quest’anno – aggiunge, fra l’altro – come nel 2020, abbiamo perso amici, familiari e conoscenti. I costi sociali ed economici, inoltre, sono stati altissimi. I costi umani sono, però, probabilmente incalcolabili, soprattutto tra i giovani e gli anziani. Abbiamo, infatti, modificato stili di vita, interrotto molte relazioni personali, cessato alcune consuetudini”.

Il cardinale sottolinea come nonostante tutte queste difficoltà, si vedano comunque dei segni di speranza. Per tali motivi c’è da ringraziare il Signore perché: “La luce di Cristo, che è speranza per tutti i popoli, ci accompagna dunque nella nostra vita quotidiana e non dobbiamo avere paura delle diverse sensibilità che abitano la nostra Chiesa perché sono tutte un segno importante di vivacità e ricchezza spirituale”.
Per uscire migliori dalla pandemia, quindi, bisogna farlo tutti insieme e con l’aiuto reciproco, senza lanciare invettive contro altri, senza dimenticare nessuno lungo il nostro cammino, spiega poi il cardinale.
“Prego specialmente – conclude – per quanti, oberati dalle difficoltà e dalle sofferenze, fanno fatica a guardare con speranza al nuovo anno, un pensiero particolare ai malati, agli anziani e a quanti vivono nella solitudine; alle persone in stato d’abbandono, ai senza casa e a chi si sente rifiutato dalla società”

 

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