Bassetti (Cei), covid vaccino per tutti consentirà di superare emergenza

L’appello, no a divisioni e a disuguaglianze nel mondo, campagna vaccini condotta con serietà e prudenza

 
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Bassetti (Cei), covid vaccino per tutti consentirà di superare emergenza
Roma, 4 marzo 2021: card. Gualtiero Bassetti presiede la messa della Cei "La Chiesa in Europa prega per le vittime della pandemia di Covid-19" - foto Marco Calvarese

Bassetti (Cei), covid vaccino per tutti consentirà di superare emergenza

“Se oggi possiamo scorgere un barlume di luce alla fine del tunnel lo dobbiamo alle possibilità offerte dai vaccini, consapevoli che la vaccinazione, così come è avvenuto per altre malattie nel passato, è la via che consentirà di superare la situazione attuale. Guardiamo quindi con fiducia alla campagna vaccinale, condotta con prudenza e serietà”. Lo ha sottolineato il presidente della Cei card. Gualtiero Bassetti aprendo i lavori del Consiglio episcopale permanente di primavera.

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“Nel nostro Paese, ad oggi, – ha ricordato Bassetti – si contano più di 100mila morti per il virus. La situazione emergenziale si è trasformata rapidamente in criticità permanente mettendo a dura prova i sistemi sanitari e la loro capacità di fornire assistenza non solo a chi ha sviluppato le forme più gravi del virus, ma anche a tutti quei malati alle prese con altre patologie.Nonostante l’impegno inesauribile e ininterrotto degli operatori sanitari, la scarsità di risorse umane e materiali determina un preoccupante rallentamento o dilazione di altre attività ordinarie, come la prevenzione o, in alcuni casi, il trattamento stesso. Una sofferenza nella sofferenza da non dimenticare né sottovalutare, le cui conseguenze vedremo, purtroppo, nei prossimi anni”. Da qui il monito alla vaccinazione globale.

Bassetti ha ricordato il contributo della Chiesa nell’emergenza pandemica: “Attraverso l’eventualità inserita nel piano vaccinale di utilizzare strutture edilizie delle Chiese che sono in Italia, abbiamo modo di poter fornire un nuovo contributo di carità. La messa a disposizione di questi luoghi, che non sono quelli liturgici, s’inserisce in continuità con un cammino già avviato in tal senso presso numerose Diocesi che, in spazi idonei, ospitano medici, infermieri, Protezione civile, persone in quarantena, ammalati, poveri e quanti soffrono a causa del Covid. Inoltre, come ha ricordato Papa Francesco, evitiamo che la disponibilità dei vaccini e la capacità di somministrarli creino ulteriori divisioni e disuguaglianze nel mondo. Abbiamo il dovere di pensare e garantire soluzioni accessibili anche a chi vive in Paesi meno fortunati”.

 

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