Vaccini, mozione Mancini sarà approfondita in commissione 

Un centinaio di mamme e papa in difesa dei diritti dei figli

Vaccini, mozione Mancini sarà approfondita in commissione

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha deciso, con i 10 voti favorevoli dei rappresentanti della maggioranza (Pd, Ser e misto-Mdp) e 7 contrari (Lega, M5s, Fdi, Ricci e misto-Umbria next) di rinviare in Commissione la mozione presentata da Valerio Mancini e Emanuele Fiorini (Lega) che proponeva l’intercessione della Giunta regionale nei confronti del Governo nazionale per fare in modo che i bambini non in regola con i vaccini finiscano almeno l’anno scolastico”.

LA MOZIONE DELLA LEGA IN FAVORE DEL RIENTRO A SCUOLA DEI BAMBINI NON VACCINATI SARÀ APPROFONDITA IN COMMISSIONE

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha deciso, con i 10 voti favorevoli dei rappresentanti della maggioranza (Pd, Ser e misto-Mdp) e 7 contrari (Lega, M5s, Fdi, Ricci e misto-Umbria next) di rinviare in Commissione la mozione presentata da Valerio Mancini (Lega) che proponeva l’intercessione della Giunta regionale nei confronti del Governo nazionale per fare in modo che i bambini non in regola con i vaccini finiscano almeno l’anno scolastico”.

“Dal 10 marzo scorso – ha ricordato Mancini – i bambini che hanno frequentato l’anno scolastico nelle scuole dell’infanzia non sono più accoglibili perché non in regola con le vaccinazioni. Ma una legge che finisce per discriminare certi bambini va almeno sospesa, per permettere nella pausa estiva di sistemare meglio le cose. Noi non abbiamo l’autorità per farlo ma, come hanno fatto altre regioni, possiamo indurre chi governa a modificarla per consentire ai bimbi di rimanere a scuola.

Non riguarda tanto il tema della vaccinazione, ma si tratta di cercare una soluzione per queste famiglie e di salvaguardare la continuità educativa dei più piccoli. In Umbria sono partite 800 multe per i genitori non in regola, ma fin dall’inizio il testo del decreto, poi trasformato in legge, è apparso lacunoso e contraddittorio. Non è razionale intimare alle famiglie di vaccinare i propri figli se poi, pagando una multa di oltre 500 euro, i bambini possono tornare a scuola e i pericoli di malattie contagiose vengono cancellati con uno sterile bonifico.

Sarebbe auspicabile, da parte dello Stato, un atteggiamento altrettanto rigido e militare nei confronti di immigrati clandestini che ogni giorno incontriamo nelle piazze ma della cui salute non sappiamo nulla”.

INTERVENTI CLAUDIO RICCI: “SAREBBE OPPORTUNO APPROFONDIRE LA PROPOSTA NELL’AMBITO DELLA TERZA COMMISSIONE”.

Nel settembre 2017 ho presentato un atto in cui ponevo lo stesso problema con una interrogazione a risposta immediata, visto che le deliberazione dell’Assemblea sul tema sono inefficaci. Sono sempre stato a favore dei vaccini, che sono efficaci e scientificamente validi, anche se va prestata attenzione agli effetti collaterali.

Sarebbe stata necessaria una applicazione più graduale, nell’arco di 6-12 mesi. L’argomento meriterebbe l’istituzione di un apposito osservatorio, affidando la competenza a quelli che già esistono, per avere una analisi costante della situazione. Sarebbe opportuno approfondire la proposta nell’ambito della Terza commissione”.

SERGIO DE VINCENZI

(Misto Umbria next): “La normativa che ha reso obbligatoria la vaccinazione è stata pubblicata dopo la scadenza delle iscrizione dei figli a scuola: l’obbligo è intervenuto successivamente.

Anche per questo LA REGIONE PUÒ PRENDERE IN CONSIDERAZIONE LA POSSIBILITÀ DI GESTIRE DIVERSAMENTE QUESTO QUADRO”. EMANUELE FIORINI (Lega): “QUESTA È UNA DELLE PROBLEMATICHE CREATE DAL DECRETO LORENZIN.

L’Italia deve pensare a fare, prima dei vaccini, uno screening per capire se i bambini sono immuni a certe patologie. Questa mozione non va riportata in commissione ma va votata oggi”.

ANDREA LIBERATI (M5S)

“Serve solo un poco di coraggio per andare avanti e chiuderla qui. CHI HA SCRITTO QUESTO ASPETTO DEL DECRETO AVREBBE DOVUTO VALUTARE LE CONSEGUENZE DELLA SCELTA DI TOGLIERE UN BAMBINO DALL’ASILO.

C’è una sensibilità diversa rispetto a quello del momento in cui è stato approvato il decreto. Siamo per la copertura vaccinale, serve consapevolezza e coinvolgimento dei cittadini. Credo che il bene comune che spesso ricerchiamo è possibile riscontrarlo oggi se raggiungiamo un facile accordo sul fatto che dobbiamo far concludere l’anno ai nostri bambini”.

LUCA BARBERINI (assessore alla Salute): “NON POSSIAMO CAMBIARE UNA LEGGE DELLO STATO CON UNA NOSTRA MOZIONE. IL MINISTERO HA GIÀ RISPOSTO ALLE REGIONI – Si tratta di una esposizione ‘furbesca’ della situazione, visto che fino a qualche mese fa si pressava l’assessorato per introdurre obbligatoriamente anche il vaccino contro il meningococco, mentre adesso sono tutti favorevoli a non tenere conto di una legge nazionale, che sta al di sopra delle nostre competenze di legislatori regionali.

Quel che fa testo, su questa materia, è la legge dello Stato numero 119, con la quale si era preso atto dell’evidenza scientifica che confermava l’utilità del vaccino. In Italia c’è stata una drastica riduzione della percentuale di bambini vaccinati. Siamo stati additati da altri Paesi come un Paese che ha trascurato l’aspetto delle vaccinazioni.

All’estero comunicavano a chi doveva entrare in Italia che si trattava di un Paese pericoloso a causa del basso tasso di vaccinazioni. Per questo siamo arrivati a una normativa che imponeva le vaccinazioni. Perciò, nel rispetto di una norma nazionale, abbiamo avviato una campagna di vaccinazione che ha portato a risultati notevoli: per il trivalente siamo arrivati al 97 per cento di bambini vaccinati e al 98 per cento per l’esavalente. Percentuali che hanno permesso di conseguire quella ‘immunità di gregge’, che non mi sono inventato io ma ce l’ha dato l’Organizzazione mondiale della sanità, dicendo che è la soglia di garanzia per l’intera comunità.

E c’è stato un impegno straordinario all’interno dei nostri centri di vaccinazione, siamo stati la prima regione che ha mandato i certificati di adempimento vaccinale direttamente a casa delle famiglie, evitando loro di fare accessi inutili ai centri.

La legge nazionale, che sta al di sopra delle competenze della Regione, approvata dal Parlamento, va rispettata. Non prendiamo in giro le persone facendo finta di mandare un messaggio che quella legge potrebbe non essere applicata o modificata da un voto dell’Assemblea legislativa. Non possiamo nemmeno far veicolare questo concetto alla comunità, che con una mozione si possa impedire l’efficacia di una legge nazionale.

La dobbiamo far rispettare. Poi non possiamo intervenire su materie e organi che non rispondono alla Regione ma ad altri organismi dello Stato. Inutile fare dichiarazioni di principio che sono una scusa per buttarla in politica. Inoltre la mozione ha già avuto risposta dal ministero della salute: c’è l’impegno affinché i bambini possano concludere l’anno scolastico ma parte da un presupposto, ovvero che vi siano ragioni che hanno impedito la vaccinazione, a partire dall’epidemia di influenza verificatasi nei primi mesi dell’anno.

I genitori devono dimostrare di aver richiesto la vaccinazione e i bimbi possono proseguire a frequentare la scuola dell’infanzia. In Umbria abbiamo circa 1488 bambini non vaccinati, non inadempienti, perché vi sono bambini non più reperibili per cambio residenza o che non possono essere vaccinati per ragioni certificate dai medici. Attualmente in Umbria i soggetti già sanzionati sono 318 e 443 le pratiche in corso di valutazione.

La mozione ha dunque già avuto risposta direttamente dal Ministero della salute, comunicata a tutte le scuole, ove si certifichi l’impossibilità di aver effettuato la vaccinazione. Rimane la disponibilità al confronto su ragioni scientifiche ma non siamo noi a poterle fornire. La comunità scientifica in prevalenza riconosce che il vaccino è utile e salvaguarda la salute dei bambini. C’è anche chi non sostiene questo, siamo aperti al confronto. In conclusione, se la mozione viene approvata così com’è formulata, per le ragioni che ho spiegato, non sarebbe di alcuna utilità, perché le leggi regionali non possono modificare una legge nazionale.

Gli atti che altre Regioni hanno prodotto sul tema hanno già avuto la risposta della circolare del Ministero della salute, che prevede che se vi sono motivi determinanti per cui i bambini non siano stati vaccinati possono continuare la frequenza a scuola. Siccome la risposta c’è stata, anche il rinvio della mozione non è di alcuna utilità, ma se si vuole un confronto siamo disponibili”.

Dopo il confronto fra assessore e proponente, la presidente Porzi ha suggerito di evitare un voto per fazioni contrapposte e dare la possibilità a tutti di approfondire la tematica nella competente commissione consiliare. Quindi ha chiesto, come da Regolamento, un parere favorevole e uno contrario su tale ipotesi.

Nelle dichiarazioni di voto, il consigliere Attilio Solinas (misto-Mdp) che è anche presidente della Commissione Sanità dell’Assemblea legislativa, ha proposto di non votare la mozione così com’è, alla luce delle osservazioni fatte dall’assessore, ma di approfondire l’argomento fino al punto da giungere a un testo condiviso il più largamente possibile e giungere a un atto che sia utile al raggiungimento dello scopo, quello di far proseguire la presenza dei bambini nelle scuole.

Contrarietà al rinvio in Commissione è stata espressa dagli esponenti delle opposizioni: Liberati e Carbonari (M5s), Mancini e Fiorini (Lega). Hanno votato contro il rinvio in Commissione anche Marco Squarta (FdI), Sergio De Vincenzi (misto-Umbria next) e Claudio Ricci. Tutti avrebbero voluto che l’Aula si fosse espressa oggi sulla mozione, che invece finirà in tempi brevi sul tavolo dell’organismo presieduto da Solinas.

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