Umbria al primo posto tra le regioni benchmark in sanità, soddisfazione di Catiuscia Marini


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Umbria al primo posto tra le regioni benchmark in sanità, soddisfazione di Catiuscia Marini

Umbria al primo posto tra le regioni benchmark in sanità, soddisfazione di Marini «Il lavoro concreto premia sempre. Nel 2012 ho voluto tenacemente la riforma sanitaria regionale, i dati del 2015 che portano l’Umbria ad essere prima ci hanno dato ragione. Umbria Regione benchmark dopo essere stata sempre tra le prime tre e per la seconda volta prima». Sono le parole scritte dalla Presidente dell’Umbria Catiuscia Marini non appena ricevuta la bella notizia per la sanità umbra

Umbria al primo posto, seguita nell’ordine da Emilia Romagna, Marche, Lombardia e Veneto. E’ la classifica basata sui dati 2015 delle scelta delle cinque Regioni tra cui andranno selezionate le tre benchmark (unca certezza per l’Umbria in quanto prima in classifica e quindi automaticamente selezionata) per determinare i parametri di riparto del fondo sanitario 2018.

La Toscana, che a fine dicembre era in testa alla classifica basata però sui dati 2014, è la prima delle escluse. Questo dopo che il Veneto (che nella lista secondo i parametri 2014 non era tra le prime cinque Regioni) ha formalmente protestato con una lettera del suo assessore alla sanità, Luca Coletto, scritta al ministro della Salute per sottolineare che la delibera del Consiglio dei Ministri dell’11 dicembre 2012 per la formulazione della graduatoria; sulle scelte metodologiche e le modalità di calcolo dei ricoveri; sulla necessità di un aggiornamento degli indicatori utilizzati per la formulazione di una graduatoria, dava indicazioni circa l’utilizzo dell’ultimo anno i cui dati sono disponibili e che questo, appunto, è il 2015 e non il 2014.

L’esclusione della Toscana è dovuta alle performance sulla spesa in base alle quali la Regione sulla base di quanto rilevato nel corso delle riunioni del Tavolo tecnico, registra per l’anno 2015 un disavanzo di gestione che la rende ineligibile, anche se nella classifica, invece, degli adempimenti secondo la griglia dei Lea è in realtà la prima in classifica con 212 punti.

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La nota metodologica con tabelle e criteri di scelta è stata appena trasmessa dal ministero della Salute alle Regioni che ne avevano fatta esplicita richiesta dei governatori dopo una serie di rinvii da dicembre a oggi legati prima alla richiesta del vento e poi della stessa Toscana per verificare gli accertamenti 2015.

La nota tecnica del ministero indica che gli indicatori in base ai quali si calcola l’IQE, indicatore di qualità ed efficienza e sono state selezionate le Regioni sono:
– punteggio della “Griglia Lea” 2014;

  1. – incidenza percentuale avanzo/disavanzo sul finanziamento ordinario;
  2. – degenza media pre-operatoria;
  3. – percentuale interventi per frattura di femore operati entro due giorni;
  4. – percentuale dimessi da reparti chirurgici con Drg medici;
  5. – percentuale di ricoveri con Drg chirurgico sul totale ricoveri (solo ricoveri in degenza ordinaria, togliendo quelli relativi ai 108 Drg a rischio di in appropriatezza);
  6. – percentuale di ricoveri ordinari con Drg ad alto rischio di inappropriatezza;
  7. – percentuale di ricoveri diurni di tipo diagnostico sul totale dei ricoveri diurni con Drg medico;
  8. – percentuale di casi medici con degenza oltre soglia per pazienti con età  >=65 anni sul totale dei ricoveri medici con età >=65 anni;
    scostamento dallo standard previsto per l’incidenza della spesa per assistenza collettiva sul totale della spesa (5%);
  9. – scostamento  dallo standard  previsto  per l’incidenza  della spesa  per assistenza  distrettuale sul totale della spesa (51%);
  10. – scostamento dallo standard previsto per l’incidenza della spesa per assistenza ospedaliera sul totale della spesa (44%);
  11. – spesa pro capite per assistenza sanitaria di base;
  12. – spesa farmaceutica pro capite;
  13. – costo medio dei ricoveri per acuti in degenza ordinaria;
  14. – costo medio per ricovero post acuto;
  15. – spesa per prestazione per assistenza specialistica – Attività clinica;
  16. – spesa per prestazione per assistenza specialistica – Laboratorio;
  17. – spesa per prestazione per assistenza specialistica  – Diagnostica  strumentale.

L’elaborazione degli indicatori – il documento consegnato alle Regioni li esamina tutti con risultati e relative tabelle -, una volta normalizzati come previsto dalla delibera sui costi standard, ha portato alla definizione della graduatoria finale delle 5 Regioni risultate eleggibili tra cui scegliere le tre su cui si basa il benchmark per il calcolo del costo medio standard, ottenuto come media ponderata dei costi delle 3 regioni benchmark per ciascuno dei tre  livelli di assistenza.

Sulla base dei risultati comunicati dal ministero, le Regioni hanno già deciso che nella prossima riunione (che dovrebbe essere il 7 giugno) si delibereranno le tre Regioni benchmarck utili al riperto 2018. (fonte quotidianosanita.it)

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