Torna la peggiore Democrazia Cristiana con Luigi Di Maio

Torna la peggiore Democrazia Cristiana con Luigi Di Maio
Domenico Benedetti Valentini

da Domenico Benedetti Valentini (Cntrovorrente Umbria)
Torna la peggiore Democrazia Cristiana con Luigi Di Maio. E’ tornato l’aspetto peggiore della Democrazia Cristiana: si chiama Movimento Cinque Stelle ed ha il volto di Di Maio. Sì, l’aspetto peggiore, perché la DC, tutto sommato, insieme alle cose più turpi che ha fatto ingoiare all’Italia, alcuni importanti meriti nel contesto della Prima Repubblica storicamente li può accampare.

Leggi anche: Rifiuti Roma in Umbria, Leonelli, idea bizzarra e offensiva di Virginia Raggi

I 5 Stelle no: sul piano concreto, messi alle prove di governo, possono vantare solo disastri epocali – cominciando da Roma e Torino – mettendo a nudo la propria incompetenza, che trascende spesso in irresponsabilità e arroganza delle ingiustificate pretese.

E se stiamo sbagliando, sbagliamo forse per difetto, certo non per eccesso. Tuttavia, la democrazia è quel sistema in cui l’elettorato ha sempre ragione. E siccome milioni di elettori li votano, è doveroso occuparsi dei “grillini”, specificando in che cosa li vediamo come uno dei massimi degradi della politica italiana.

Intanto stanno prendendo per il sellino il popolo e i loro stessi militanti virtuali on line. Hanno detto che stabilivano il limite di due mandati elettorali per i loro deputati, pardon “portavoce”, e già hanno stabilito che sarà abolita la regola: i loro eletti non hanno alcuna intenzione di mollare la presa!

Hanno detto che i loro candidati sarebbero stati designati dal popolo

Hanno detto che i loro candidati sarebbero stati designati dal popolo dei twittaroli “dal basso”; e infatti con tale metodo sono stati messi in lista i “riempiticci” (dal quinto posto in giù), mentre gli eleggibili sono stati officiati dall’alto, anzi dal vertice centrale, infischiandosene dei gonzi che hanno twittato.

Hanno detto che era finita l’epoca dei partiti padronali

Hanno detto che era finita l’epoca dei partiti padronali alla Berlusconi e loro hanno mummificato una struttura di partito-non partito di totalitaria proprietà di una società privata (Casaleggio & C.), disciplinata da un non-statuto, in cui il pro-console Giggino ha potere di vita e di morte fino al momento in cui i “padroni” reali non lo sostituiranno (sempre con un decreto dall’alto, perché i loro, sempre per il “rinnovamento”, sono non-congressi).

Non stiamo a dilungarci sugli aspetti di “costume”, sui quali hanno una condotta che perfino i democristiani e socialisti di un tempo avrebbero giudicato farisaica: ogni volta che gli scoppia un caso “scandaloso”, si limitano a dire che loro già avevano espulso o sospeso l’interessato.

Roba d’ogni giorno, non casi isolati. La loro neo-eletta sarda, senatrice Vittoria Bogo Deledda – tanto per esemplificare – secondo il racconto di un testimone a “Le Iene”, quale dirigente dei servizi sociali del Comune di Budoni non sarebbe andata a lavorare per 243 giorni consecutivi “per malattia” (sindrome di “burnout”), ma sarebbe immediatamente “guarita”, appena eletta in Parlamento, senza aver fatto neppure una capatina a Lourdes…..

Ma parliamo di politica

Ma parliamo di politica. “O noi o non si fa nulla, o Giggino o nessun altro; abbiamo preso il 32%, quindi contiamo più del centrodestra che ha preso il 37% e anzi più di tutto il “restante” 68%” è il ragionamento…..democratico che, appunto, solo la DC delle fasi più prepotenti ci rifilava. Ma peggio: nelle pre-trattative di governo, il M5S rimette in auge la “politica dei due forni”.

Leggi anche: Elezioni 2018, Laura Agea, M5s, voto è un segnale per Bruxelles

Purché il governo sia “suo” (non le poltrone, quelle ai Cinquestelle fanno schifo, perché se stanno al governo loro, i Ministri non siedono sulle poltrone, ma sul pavimento), è disposto a fare coalizione indifferentemente col PD o con la Lega! Capite? Due idee di società, due programmi, due elettorati completamente opposti: ai 5Stelle, purchè al governo siano loro, andrebbero bene sia l’uno che l’altra. Anche la DC più baldracca linguimboccava, per il proprio potere, con l’uno o con l’altro, ma almeno se li faceva in alternanza, non in contemporanea!

Ma in una cosa i “grillini” addirittura superano l’impudenza della passata DC

Ma in una cosa i “grillini” addirittura superano l’impudenza della passata DC: pretendono di intrudersi nei ranghi e coalizioni altrui, stabilendo essi stessi chi è abilitato e chi no a portare acqua (nella loro damigiana). Selezionano dentro il PD chi è gradito o meno, senza alcun pudore di coerenza: chi diventa filo-grillino è ammesso al tavolo, fossero anche Renzi e la Boschi; chi si sente incompatibile col grillismo, non rispetta il popolo twittarolo e quindi rientra nella “vecchia politica”…….

Peggio verso il centrodestra: loro, gli “aziendali” virtuosi di Casaleggio, non vogliono contatto con l’aziendale Berlusconi; aprirebbero però a Salvini – come azionista di minoranza – nonostante che la Lega abbia i ranghi pieni di gente di destra che con Berlusconi ha cooperato per venti anni o che è stata perfino a fianco del Fini di FLI. E, nel minuetto agrodolce delle consultazioni quirinalizie, accusano Salvini di non volersi ufficialmente staccare da Forza Italia, quando tutti sanno che F.I. sarà anche scesa al 14%, ma che senza coalizione con F.I. e altri gruppi minori la Lega stessa (e per verità anche FdI) non avrebbero conquistato i seggi che hanno; per non dire che Salvini sta cercando di muovere al meglio le sue truppe, ma che un conto è per lui parlare a nome del 37% di centrodestra (ampliabile) e un conto sarebbe farlo a nome di un proprio esclusivo 17% (fosse anche incrementabile di qualche altro punto).

gli elettori hanno sempre ragione

Comunque, in democrazia gli elettori hanno sempre ragione e se questi campioni del “rinnovamento” che sono i grillini prendono oltre 10 milioni di voti, significa che gli altri – a sinistra e a destra – continuano a difettare nel dialogo con quella cosa complessa e contraddittoria che è la società italiana. Come non essere angosciati, per esempio, per quei due-tre milioni di italiani “di destra” (senza parlare degli indipendenti benpensanti ovvero esacerbati) che votano un Movimento che manda in Parlamento un 75% di elementi “di sinistra” dichiarata o surrettizia? Un problema democratico non da poco…..

Come sarebbe problema democratico

Come sarebbe problema democratico a dir poco imbarazzante vedere al governo insieme, pur di non sciogliere la Legislatura, Di Maio e Salvini – con la finta opposizione degli altri –sicchè nella “democrazia dei quarantenni” gli elettori avrebbero sempre ragione, ma contemporaneamente avrebbero anche torto! Nessun problema però, il punto programmatico in comune per rendere “popolare” l’inciucio c’è: la requisizione incostituzionalmente retroattiva dei vitalizi agli ex parlamentari, naturalmente non accompagnata da pari taglio agli emolumenti d’ogni tipo ai politici in carica, e totale silenzio sul rischio che tre milioni di pensionati a metodo “retributivo” (per doverosa “parità” di trattamento) si vedano ricalcolato al ribasso il vitalizio col metodo “contributivo”. Ma si sa, quando la democrazia muore di demagogia, per gli elettori avere ragione o avere torto o essere presi per il culo è esattamente la stessa cosa.

(d.b.v. per “Controcorrente”)

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*