Ast TK, Luigi Di Maio non incontra Catiuscia Marini e anche Verini si arrabbia

Ast TK, Luigi Di Maio non incontra Catiuscia Marini e anche Verini si arrabbia

Luigi Di Maio non incontra Catiuscia Marini e anche Verini si arrabbia La mancata presenza del Vicepresidente del Consiglio e Ministro Di Maio al tavolo sul futuro delle Acciaierie di Terni non è solo un grave e inaccettabile sgarbo. Fosse solo questo, ci si scuserebbe e si andrebbe avanti. Ma non è solo questo. Io penso che il Governo in carica non abbia ben chiara la portata delle questioni sul tappeto e delle emergenze. Credo quindi sia giunto il momento di un confronto urgente e a tutto campo tra l’Umbria e il Governo.

Ci sono grandi questioni sul tappeto

Ci sono grandi questioni sul tappeto, su cui da anni Regione, istituzioni locali, forze sociali sono impegnate e su cui – va riconosciuto – un confronto leale e costruttivo con i governi degli ultimi anni si era stabilito. Le Acciaierie di Terni sono una di queste. Le questioni legate alla ricostruzione delle zone terremotate sono un’altra.

Ci sono aperte serie situazioni di crisi industriali

Ci sono aperte serie situazioni di crisi industriali e di gestione degli ammortizzatori sociali. E di politiche attive del lavoro. C’è un tema – quello della fascia appenninica – sul quale mettere a sistema gli interventi e le iniziative delle Regioni a partire da Umbria e Marche e sul quale il Governo nazionale non può latitare.

Ci sono questioni nodali legate al futuro

Ci sono questioni nodali legate al futuro delle infrastrutture e alla mobilità: penso a un reale collegamento dell’Umbria all’Alta Velocità, penso all’irrobustimento della rete ferroviaria (e qui anche alle potenzialità della FCU). Allo sblocco dei finanziamenti per la Quadrilatero. Al tema delle risorse per i progetti sulle periferie e i quartieri di Perugia e Terni. Potremmo continuare. Insomma, credo che a rispondere debba essere il Presidente del Consiglio.

E’ giunto il momento, a quasi centoventi giorni dalla nascita del Governo

E’ giunto il momento, a quasi centoventi giorni dalla nascita del Governo, che questo comprenda come vicende di grande rilievo (non solo regionale, ma per l’Italia di mezzo e per il Paese) richiedano non sgarbi, assenze, visite spot, ma una reale e complessiva presa di coscienza e conseguenti interventi.

E a farsene carico deve innanzitutto essere il Presidente del Consiglio

E a farsene carico deve innanzitutto essere il Presidente del Consiglio, che rappresenta il Governo nel suo insieme. Non servono ministri dell’ultimo minuto che magari mettono il cappello su soluzioni costruite con pazienza da mesi a loro insaputa. Non sono sufficienti impegni generici di sottosegretari in visite lampo.  Serve un Governo all’altezza della situazione che rispetti l’Umbria, i suoi problemi e che sostenga – come suo dovere – gli sforzi di una comunità intera.

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