L’onore delle armi a Piacenti, parole di Enrico Melasecche

Il suo primo grave errore è il non aver preso le distanze, pretendendo il beneficio di inventario, per l’eredità del primo quinquennio Di Girolamo

Il sindaco avvelena i pozzi della sua ritirata, Melasecche non ha umiltà  

L’onore delle armi a Piacenti, parole di Enrico Melasecche

Da Enrico Melasecche (Lista Civica “I love Terni – Valori e Competenze”)
TERNI – Anche Piacenti se ne va, dimissionario per non essere dimissionato. Segue a poca distanza l’abbandono del suo sponsor, l’avv. Andrea Cavicchioli, che ha avuto però l’intelligenza di gettare la spugna per tempo per non tenere ancora bordone a questo sindaco  in una situazione che si è andata facendo sempre più imbarazzante. Ho incrociato il fioretto con Piacenti (talvolta anche la mazza da baseball) in questi quasi quattro anni di battaglie durissime a causa del montare della peggiore  emergenza economico finanziaria che si ricordi, sia del Comune che delle società partecipate.

Il suo primo grave errore è il non aver preso le distanze, pretendendo il beneficio di inventario, per l’eredità del primo quinquennio Di Girolamo, fradicia di debiti pregressi, di cui ha prima pervicacemente negato l’esistenza, firmando bilanci vergognosamente taroccati, poi, in modo odioso caricandoli sul futuro delle famiglie e delle imprese. Ha poi mentito successivamente in varie occasioni anche sull’esistenza dei debiti fuori bilancio.

Porta su di sé anche la responsabilità di una delega al Personale in cui ha fallito completamente, debilitandolo ulteriormente. Di positivo va detto che ha affrontato molto alla garibaldina, con una determinazione non usuale, problemi gravissimi, come quello della finanza derivata che avevo fatto emergere negli anni precedenti scivolando poi sulla buccia di banana delle consulenze.

Ricorderemo a lungo lui e soprattutto Di Girolamo, lo ricorderanno soprattutto i nostri figli ed i nostri nipoti perché ad ogni Capodanno, da qui al 2045, allo scoccare della mezzanotte sapranno che dovranno lavorare per pagare al Comune nuove imposte per 1,83 milioni di euro cui dovranno aggiungere una quota ancor più alta dei debiti ordinari rinviati con ben tre manovre successive, infine un terzo importo per i debiti fuori bilancio che i consiglieri del PD saranno costretti loro malgrado entro breve a riconoscere a meno che non subentri nel frattempo il commissario governativo visto che stanno facendo di tutto per non bere questo calice avvelenato. Grazie Massimo e Leo, una coppia che si scoppia. Siete stati per tutti i ternani dei buoni padri di famiglia.

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