Dissesto Terni, Corte dei Conti assolve Di Girolamo e Piacenti

Rigettati i ricorsi, non c’erano responsabilità per gli ex amministratori

Dissesto Terni, Corte dei Conti assolve Di Girolamo e Piacenti

Dissesto Terni, Corte dei Conti assolve Di Girolamo e Piacenti

Dissesto Terni – La Corte dei Conti ha emesso una sentenza di assoluzione nei confronti dell’ex sindaco Leopoldo Di Girolamo e dell’ex assessore al Bilancio Vittorio Piacenti D’Ubaldi, riconoscendo che non vi fu alcuna responsabilità da parte loro nel dissesto del Comune di Terni. La decisione riguarda anche gli altri membri dell’amministrazione che ha governato la città dal 2014 al 2018, tutti assolti dalla giustizia contabile, dopo che la giustizia penale li aveva già dichiarati non colpevoli. La Corte ha rigettato anche il ricorso della Procura della Corte dei Conti dell’Umbria contro le assoluzioni degli altri ex amministratori, tra cui gli assessori Francesca Malafoglia, Emilio Giacchetti, Stefano Bucari, Francesco Andreani, Daniela Tedeschi, Cristhia Falchetti Ballerani, e Tiziana De Angelis.

Nel merito, la Corte dei Conti ha ritenuto che gli amministratori non abbiano commesso omissioni o condotte negligenti, ma che, al contrario, abbiano tentato di evitare il dissesto pur non riuscendoci. Per tale motivo, la richiesta di risarcimento danni, che li avrebbe obbligati a pagare 59.034 euro per Di Girolamo e 11.180 euro per Piacenti D’Ubaldi, è stata annullata.

Gli ex amministratori hanno accolto con soddisfazione la sentenza, che chiude un capitolo difficile per la città. Roberto Spoldi, legale dell’ex sindaco Di Girolamo, ha espresso il proprio compiacimento per l’esito della causa, definendolo un momento di giustizia dopo anni di accuse infondate. A sostegno degli assolti si sono schierati anche molti esponenti del mondo politico, tra cui il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale, Francesco Filipponi, che ha sottolineato come gli amministratori abbiano agito sempre con onestà, trasparenza e impegno per cercare di evitare il dissesto.

La notizia ha avuto grande risonanza anche a livello locale, con Tommaso Bori, segretario regionale del Partito Democratico, che ha espressamente dichiarato di provare “profonda soddisfazione” per la decisione della Corte, la quale ha di fatto rigettato il ricorso della Procura della Corte dei Conti e ribadito che i ricorrenti non hanno agito in mala fede. “La città di Terni e la comunità democratica possono scrivere un nuovo inizio”, ha detto Bori, enfatizzando come la decisione della Corte dei Conti apra a un futuro di rinnovamento e crescita per la città, lontano dalle polemiche legate al dissesto finanziario.

L’assoluzione è stata definita una “giornata epocale” per la città, che potrà ora voltare pagina e costruire un’alternativa alle forze politiche che non perseguono il bene comune. Il segretario ha inoltre sottolineato che l’azione degli ex amministratori, sebbene non sia riuscita a evitare il dissesto, è stata comunque caratterizzata dall’impegno a fare tutto il possibile per prevenire il danno, segnalando la correttezza amministrativa e l’onestà con cui è stata affrontata la difficile situazione.

Il dissesto del Comune di Terni, avvenuto nel 2018, è stato un evento drammatico per la città, che ha visto un accumulo di difficoltà finanziarie e una gestione del bilancio che non è riuscita a prevenire la crisi. Tuttavia, la decisione della Corte dei Conti chiarisce che gli amministratori che hanno governato in quel periodo non hanno agito in modo da provocare o aggravare il dissesto, ma si sono trovati a fronteggiare una situazione complessa e difficile da gestire. La sentenza della Corte dei Conti riconosce che, sebbene la gestione non sia riuscita a evitare il dissesto, non vi è stato dolo o negligenza, ma piuttosto un impegno nella gestione delle risorse pubbliche in un contesto di straordinaria difficoltà economica.

La sentenza rappresenta un risarcimento morale per gli ex amministratori, che dopo aver affrontato le accuse e le condanne in primo grado si sono visti riconoscere la propria innocenza. La decisione di oggi, dunque, ha valore sia sul piano giuridico che su quello politico, segnando una chiusura definitiva per le vicende legate al dissesto di Terni e per il lungo processo che ha coinvolto gli ex esponenti dell’amministrazione.

1 Commento

  1. buon per loro. mi viene in mente però la famosa considerazione di un noto politico di qualche tempo fa, quella dell’ applicazione o interpretazione della legge a seconda di chi si deve giudicare.

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