Terni, comune in dissesto, primi odiosi ritardi nei pagamenti

I MANDATI RELATIVI AI GIÀ MISERI COMPENSI PER GLI AFFIDI FAMILIARI SONO IN BANCA MA, SENZA COPERTURA, NON VENGONO PAGATI

Terni, comune in dissesto, primi odiosi ritardi nei pagamenti
Enrico Melasecche

Terni, comune in dissesto, primi odiosi ritardi nei pagamenti

da Enrico Melasecche (Gruppo civico “I love Terni – Valori & Competenze”)
TERNI – Il copione era già scritto ma è particolarmente amaro per chi già si trova in condizioni di difficoltà economiche dover subire ritardi nei pagamenti da parte del Comune. Mi riferisco alle famiglie che hanno in affido ragazzi loro assegnati dal Tribunale e che svolgono una funzione altamente meritoria, socialmente ed umanamente. Non tutte hanno redditi elevati. Tuttaltro.

Con molta dignità provvedono alle necessità quotidiane di giovani che, al pari dei loro coetanei hanno esigenze minime da soddisfare, con indennità che gridano vendetta per quanto sono basse e chi ha adolescenti da accudire sa bene quali esigenze hanno per non farli sentire diversi. Non sempre basta solo laffetto. 

Ho fatto varie battaglie affinchè il Comune innanzitutto regolarizzasse le date dei pagamenti e provvedesse a liquidare loro tutte le scadenze cosa che, incredibile ma vero, non avveniva come se si trattasse di una sorta di elemosina elargita distrattamente, talvolta anche con fastidio. In II Commissione abbiamo trattato più volte il problema ed è emerso che in altre città come Perugia  le famiglie affidatarie percepiscono, dietro presentazione dellISEE (Indicatore della situazione economica equivalente) quasi il doppio, 500 € rispetto ai 300 che eroga il Comune di Terni. 

Avevamo chiesto lintroduzione di quel criterio anche a Terni ma non c’è stato nulla da fare.  Assessore al welfare, sindaco, ma anche il presidente della commissione, si sono ben guardati dal valutare positivamente tale proposta innovativa da noi fatta e richiesta da alcune famiglie in condizioni economiche disagiate, tant’è che latto di indirizzo proposto e portato in consiglio comunale misteriosamente non conteneva più quella ipotesi di riforma. 

Molto di più costa un giovane inserito in una casa famiglia gestita dalle coop per conto del Comune, come molto, molto di più, costa allo Stato un immigrato, quasi cinque volte tanto e questa constatazione elementare cozza in modo stridente quanto incomprensibile con la sensibilità vantata da una certa sinistra nei confronti delle persone e delle famiglie in difficoltà

Ma, in attesa che il prossimo governo cittadino affronti questo problema in modo positivo, almeno vorremmo che tali miseri compensi vengano erogati puntualmente entro il mese di riferimento come eravamo riusciti ad ottenere perché su tale sussidio molti fanno riferimento. 

Il giorno 28 però chi si è recato in banca ha avuto la triste sorpresa di tornare a casa a mani vuote e protesta per una situazione di dissesto che molti ed ancor più pesanti disagi causerà ai cittadini. 

È chiaro che se il commissario ed i sub commissari dovessero agire in base alla voragine dello scoperto costituito dalla anticipazioni di cassa concesse dalla Cassa DDPP lasciato in eredità da questa giunga sgangherata, chi vive di quelle piccole somme potrebbe tranquillamente morire di fame. Pochi giorni fa era superiore ai 21 milioni di euro e le previsioni viaggiavano nellordine dei 30 milioni per maggio se la mannaia draconiana dei commissari non dovesse intervenire.  Tuttavia confido nella sensibilità di chi oggi ha in mano le sorti dellEnte affinché soprattutto coloro che fanno dellaffido familiare una missione di amore e non di certo  una  speculazione economica non vengano ulteriormente penalizzati da una situazione grave di dissesto di cui non loro ma altri hanno piena responsabilità

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