Servizi ginecologici a Terni, la posizione della responsabile Diritti del Pd

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Servizi ginecologici a Terni, la posizione della responsabile Diritti del Pd

Manuela Pasquino prende posizione sulla culla per la vita all’ospedale di Terni, la tutela del diritto alla salute delle donne e l’applicazione della 194

“Continua il laboratorio delle destre contro le destre: la sospensione dei servizi ginecologici e l’istituzione di una Culla per la vita all’ospedale di Terni non è una buona notizia per nessuno. In primo luogo perché offende il buon senso comune a fronte,  da un lato, di una normativa che consente il parto in anonimato, dall’altro di una sistematica disapplicazione sul territorio della Legge 194 – che, ricordiamolo, non è tout court la legge sull’aborto, ma la legge sulla ‘tutela sociale della maternità”.


Queste le dichiarazioni della responsabile Diritti della segreteria regionale del Pd, Manuela Pasquino, diffusa dall’Ufficio Stampa del PD umbro


“In secondo luogo perché recepisce istanze di movimenti e associazioni che, nascondendosi dietro alla noema pro-vita, fanno dell’oscurantismo su temi centrali e che riguardano i diritti e la piena cittadinanza, non solo delle donne, la loro battaglia. Per questo l’attenzione con cui la Direzione dell’Azienda Ospedaliera di Terni ha seguito il progetto e l’enfasi riservata al relativo annuncio pubblico sono a dir poco imbarazzanti.
La sanità pubblica ha un altro ruolo, che è quello di assicurare la tutela del diritto universale alla salute, organizzando servizi qualificati e praticando adeguatamente la normativa in vigore. E su questo la giunta Tesei manifesta carenze gravi e complesse. E’ il caso della scarsa attenzione alla sanità territoriale, che verrà ancora una volta penalizzata dalla visione che il governo regionale ha espresso nel nuovo piano sanitario; è il caso degli investimenti sul personale e sulle strutture ospedaliere; è il caso della legge 194, che viene costantemente ostacolata per ragioni ideologiche e con modalità indegne di un Paese civile. Strutture insufficienti, pervasività oltre ogni limite dell’obiezione di coscienza, scarsa attenzione alla rete dei consultori, limitazioni all’utilizzo della RU486, rendono, infatti, la Legge sulla tutale sociale della maternità e sull’interruzione volontaria di gravidanza una norma sulla carta. Su questo, non sui progetti delle associazioni pro vita che vorrebbero mettere le mani sul corpo delle donne, dovrebbe concentrarsi l’istituzione pubblica. Il Pd dell’Umbria sarà impegnato per fare chiarezza sulla vicenda ternana, ma soprattutto continuerà a dare battaglia perché la giunta si faccia carico di rispettare e applicare la legge”.

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