Sanità, M5s, “Anomalia del caso umbro, serve ispezione ministeriale”

Sanità, M5s, “Anomalia del caso umbro, serve ispezione ministeriale” “Serve un’ispezione ministeriale sulle anomalie della sanità umbra da parte del Ministero della Salute e del Ministero dell’Economia e Finanze”. È quanto emerso dalla conferenza stampa dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, che si è svolta questa mattina a Palazzo Cesaroni. Liberati e Carbonari hanno annunciato l’intenzione di inviare ai due Ministeri una relazione per denunciare “che la sanità in Umbria è malata e per chiedere interventi ministeriali, visto che la governance del sistema sanitario è da rivedere completamente dal momento che i suoi vertici hanno tutti questioni giudiziarie aperte. Inoltre dalle relazioni dei collegi sindacali delle Aziende ospedaliere emergono da anni denunce di problemi e irregolarità gravi, che continuano a ripetersi, senza che nessuno faccia nulla. Non devono poi essere dimenticati i rapporti istituzionali compromessi tra aziende sanitarie e università, come dimostra il caso della direzione di Gastroenterologia.

E la responsabilità di tutto questo è della politica, che è assente e non interviene. Ci vorrebbe fermezza sotto il profilo della gestione amministrativa e contabile, ma anche per le politiche sanitarie”. Nel corso della conferenza stampa Liberati e Carbonari hanno denunciato le “inchieste giudiziarie a carico dei vertici sanitari umbri: dall’assessore alla Salute al Direttore regionale Salute e welfare, dal direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Terni fino al direttore generale, il direttore amministrativo e il direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera di Perugia.

Tutti hanno indagini aperte e in un caso è anche stato chiesto il rinvio a giudizio. Qualcuno di loro dovrebbe valutare anche le dimissioni”. Inoltre Carbonari ha analizzato le delibere e le relazioni dei collegi sindacali delle Aziende ospedaliere di Perugia e Terni “dai quali, a partire dal 2014, emergono problemi e irregolarità gravi, soprattutto per la violazione del codice degli appalti. Un comportamento reiterato che il collegio sindacale denuncia da anni con rilievi circostanziati.

Nessuno ha fatto nulla e questo ha consentito il ripetersi di una prassi fuori dalle regole, che probabilmente è andata avanti anche nel 2017”. Carbonari ha evidenziato come nelle relazioni ci siano denunce circostanziate di “proroghe continue degli appalti andate avanti per anni senza applicare il ribasso previsto dalla legge, problemi sugli acquisti di materiale a volte illegittime, assegnazione di incarichi professionali su cui sono stati chiesti chiarimenti mai dati, problemi nei bilanci.

Emerge una gestione delle risorse disinvolta. Ma in una amministrazione pubblica ci dovrebbe essere una maggiore attenzione su come vengono investite le risorse. Si deve prendere atto che non è più possibile andare avanti così: le risorse pubbliche vanno gestite secondo la legge. Perché una gestione più efficiente darebbe maggiori risorse al nostro sistema sanitario per poter fornire maggiori servizi ai cittadini. Speriamo che l’intervento dei Ministeri ricordi ai vertici regionali come vanno gestite le risorse pubbliche.

Per ora invieremo relazioni sulle Aziende ospedaliere, poi lo faremo anche sulle due Asl”. Liberati ha poi ricordato “il problema della direzione complessa di Gastroenterologia dell’Azienda ospedaliera di Perugia che rappresenta un malessere e un disagio molto diffuso, visto che la nomina senza intesa viola i protocolli firmati anche dalla Regione. La questione è il rapporto istituzionale tra Università di Perugia e Azienda, con uno scontro senza precedenti con il rettore che avrebbe diffidato gli apicali della sanità regionale per le ripetute nomine dirigenziali senza concorso.

È inaccettabile come venga dileggiata l’Università di Perugia. Questo dimostra che i rapporti istituzionali sono saltati, con conseguenze nefaste per l’efficienza del sistema sanitario, che è andato fuori controllo ed è sempre più autoreferenziale. Ecco perché poi i migliori professionisti se ne vanno impoverendo il nostro sistema sanitario”.

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