Sanità, lavoro, ambiente, cambiamo cresce da subito

Sanità, lavoro, ambiente, cambiamo cresce da subito

Sanità, lavoro, ambiente, cambiamo cresce da subito

Sanità, lavoro, ambiente: Cambiamo cresce da subito. A neanche una settimana dalla sua nascita, il nuovo movimento di Giovanni Toti sta raccogliendo consensi e adesioni in Parlamento e su tutto il territorio nazionale. L’Umbria certamente non fa eccezione, con Aldo Tracchegiani coordinatore regionale, affiancato nel suo compito da Pietro Laffranco. “Pietro è la persona migliore per condividere insieme un percorso – dichiara Aldo Tracchegiani – che si annuncia carico di lavoro ma anche di soddisfazioni. Già parlamentare e consigliere regionale, è la figura giusta per collaborare al raggiungimento dei nostri traguardi. Le sfide che ci attendono sono importanti, ed insieme riusciremo meglio ad affrontarle e a vincerle”.

L’obiettivo è molto ambizioso: costituire un partito ed affrontare le elezioni regionali del 27 ottobre prossimo, dopo appena due mesi dalla nascita di Cambiamo. “Tuttavia – prosegue il coordinatore – chi mi conosce sa quanto ami le sfide e quanto impegno ci metta per raggiungere gli obiettivi. Con Pietro sarà tutto più facile”.

Sono due, quindi, i reggenti in Umbria, regione nella quale Cambiamo è chiamato, più delle altre, ad organizzarsi in maniera più che efficiente e nel più breve tempo possibile. I comitati della prima ora si vanno costituendo, mentre numerosi sono coloro che hanno già dato la propria disponibilità per dar vita ai vari circoli del territorio.

“Sono tre i punti cardine del nostro programma – spiega Tracchegiani – e cioè una reale, drastica riforma della sanità regionale, serie politiche di sviluppo economico e lavoro e, infine, la gestione dell’ambiente e dell’agricoltura, che metta tutti gli attori a sistema fra loro, secondo una diversa prospettiva di sviluppo e conservazione attiva. Nel dettaglio, una rivoluzione del sistema sanitario regionale è quanto mai necessaria, a maggior ragione alla luce dei fatti giudiziari che hanno coinvolto la ex presidente della Regione Marini e l’ex sottosegretario Bocci.

Sotto questo aspetto abbiamo già steso un programma di massima sul quale ci confronteremo a breve con gli alleati. Riguardo le politiche del lavoro e per lo sviluppo economico, noi siamo la voce del ceto medio e della società civile, distrutta dalle politiche sbagliate degli ultimi governi nazionali e regionali. Pertanto, riteniamo che i soldi vadano lasciati nelle tasche di chi crea lavoro, affinché possa continuare a crearne investendo nella ricerca, nello sviluppo e nelle assunzioni di nuovo personale con contratti dignitosi.

L’Umbria può ripartire se e solo se ripartono le sue realtà produttive, senza operazioni di sciacallaggio politico e mediatico, con salvataggi “di facciata” da parte di soggetti esterni alla nostra realtà, interessati soltanto a speculare sui marchi, sulle competenze e sulla pelle dei lavoratori. Infine l’ambiente: riteniamo che la gestione attiva del patrimonio naturale e faunistico della nostra regione possa portare maggiore biodiversità e nuovi posti di lavoro, valorizzando le produzioni tipiche e la filiera della carne selvatica, intesa come materia prima tanto per l’alimentazione delle famiglie quanto per l’alta cucina e tutto ciò che da essa deriva.

Ovviamente – conclude Tracchegiani – prima di tutti questi punti viene la priorità, assoluta e non più rimandabile, della ricostruzione post-sisma del 2016. Un evento drammatico, gestito fino ad oggi in maniera a dir poco oscena con migliaia di persone che, a tre anni dal terremoto, non hanno ancora potuto dare il via ai lavori sulle proprie case. Prima di tutto metteremo mano a quella situazione, poi subito tutto il resto”.

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