Ristori alle partite Iva dell’Umbria, se ne fa un gran parlare, la soluzione?

Anche le regioni in fascia arancione, per effetto delle misure restrittive previste dall'ultimo Dpcm

 
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Ristori alle partite Iva dell’Umbria, se ne fa un gran parlare, la soluzione?

“La Giunta regionale preveda ristori alle partite Iva dell’Umbria”. A chiederlo è il gruppo della Lega in Regione Umbria (Stefano Pastorelli, Eugenio Rondini, Francesca Peppucci, Daniele Nicchi, Paola Fioroni, Daniele Carissimi, Valerio Mancini). “Come già fatto in passato, rinnoviamo il nostro appello alla giunta regionale affinché intervenga prontamente per mitigare gli effetti economici nefasti della pandemia. In particolare, le partite Iva rientrano tra le tante categorie messe in ginocchio dal secondo lockdown che il Governo giallo-rosso non ha tenuto in debita considerazione, creando disomogeneità di trattamento e sperequazioni tra codici Ateco – proseguono gli esponenti leghisti – Anche le regioni in fascia arancione, per effetto delle misure restrittive previste dall’ultimo Dpcm, stanno affrontando una crisi economica e sociale di forte impatto per il tessuto locale alle prese con importanti cali di vendite e riduzioni di fatturato. In una regione come l’Umbria, che vive di turismo e che conta tantissime piccole attività, artigiani, commercianti e imprese familiari, l’impatto negativo della pandemia è stato ancora più percepibile. Da tempo la Lega ha richiesto al Governo e alla Giunta regionale, di prevedere misure aggiuntive, veloci e incisive, per le partite Iva dell’Umbria.

  • Siamo convinti che il grido di aiuto delle attività maggiormente colpite non rimarrà inascoltato“.

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