M5S, Dopo Schifanoia arriva l’ispezione al Canile rifugio di Gubbio

Si tratta della seconda ispezione effettuata nei canili umbri

 
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M5S, Dopo Schifanoia arriva l’ispezione al Canile rifugio di Gubbio

da Maria Grazia Carbonari (Consiglio Regionale Umbria M5S)
PERUGIA – Nel pomeriggio di martedì 2 gennaio, ho effettuato un’ispezione a sorpresa sul Canile rifugio di Gubbio sito in Loc. Ferratelle. Dopo le recenti polemiche sui social network con accuse specifiche, a cui hanno fatto seguito denunce penali a carico della gestione, ci hanno accolto gli operatori Asl e della Comunità Montana presenti.
L’ispezione ha riguardato non solo l’intera struttura, l’ambulatorio e la presenza degli operatori, ma ho voluto verificare di persona lo stato di detenzione e le condizioni degli animali, abbiamo chiesto quanti affidi vengono fatti, quante volte vengono somministrati i pasti ed effettuate le pulizie, le temperature invernali ed estive rilevate all’interno dei box, e abbiamo preso inoltre visione del registro di carico e scarico degli animali deceduti ed ispezionato il congelatore di conservazione delle spoglie degli animali morti.
Seppur l’esito visivo, non ha evidenziato gravi o insufficienti carenze strutturali, è emerso con solare chiarezza che il problema locale, è comunque replicato e replicabile in gran parte delle altre strutture simili in Umbria.
Canili affidati in gestione dai Comuni consorziati, tramite un’apposita convenzione con Enti, Associazioni e privati, senza che il Comune però pretenda ed effettui sufficientemente i doverosi e stringenti controlli circa il rispetto dei regolamenti e delle normative sul benessere degli animali e pretenda dai gestori (a fronte di una spesa annuale importante per il contribuente), che gli stessi rispettino e garantiscano una quota minima di affidi.
Il cane non deve morire dietro le sbarre, il Comune deve pretendere, modificando e/o integrando le convenzioni in essere, che i gestori effettuino (secondo le modalità previste dalla ASL), quanti più affidi possibili, favorendo massimamente l’accesso alla struttura da parte di quanti più volontari possibili, siamo essi singoli e/o associati.
Si tratta della seconda ispezione effettuata nei canili umbri. Il 28 dicembre u.s. infatti eravamo stati al canile sanitario della Asl 2 di Schifanoia in Narni, struttura che ha in essere convenzioni con vari comuni della bassa Umbria. Con nostro grande sconcerto ci è stata negata la visita alla struttura seppur in orario di apertura al pubblico adducendo motivazioni alquanto pretestuose come la mancanza di tuta e calzari e una non meglio precisata assicurazione. Ritengo il fatto grave, e torneremo sicuramente sulla vicenda interessando altri livelli istituzionali.
Come Movimento 5 Stelle Umbria, andremo a verificare altre situazioni e chiederemo al legislatore regionale di modificare, integrare la Legge, laddove oggi queste norme di buon senso, di etica morale e di trasparenza circa la gestione dei soldi dei cittadini,  vengano oggi lasciate alla libera gestione/interpretazione del singolo Comune, senza avere uno standard di riferimento, comportamentale e qualitativo minimo, che dovrebbe invece essere diffuso in tutte le realtà Umbre.
Gli affidi effettuati dalle Associazioni e volontari, devono essere il vero punto di discrimine tra una gestione efficiente e trasparente (da parte di chiunque), che rispetti il benessere degli animali, diminuisca sensibilmente la spesa pubblica, lasci la possibilità agli animali reclusi, di trovare un divano, un affetto, una famiglia. Non possiamo né vogliamo continuare a tollerare questo stato di cose, di indifferenza generale sulla pelle dei randagi.

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