Landini[Foto Gallery]: “Sì al referendum per dire basta ai morti sul lavoro”

Landini: “Sì al referendum per dire basta ai morti sul lavoro”
ph. TommyB

A Perugia 1.500 persone per sostenere il voto di giugno

In occasione dell’iniziativa organizzata dalla Cgil la mattina ai Campacci della Cascata delle Marmore e la sera a Ponte San Giovanni, il segretario generale Maurizio Landini ha ribadito l’importanza del voto referendario dell’8 e 9 giugno. A suo avviso, sostenere il significherebbe dire stop alla precarietà, ai licenziamenti ingiusti e alle morti sul lavoro, restituendo centralità alla dignità dei lavoratori.

Landini ha accusato l’esistenza di una cultura economica orientata al profitto, che a suo giudizio ha trascurato la sicurezza sui luoghi di lavoro. Ha affermato che garantire salute e diritti ha un costo, ma rappresenta un’esigenza non più rimandabile. L’attuale sistema produttivo, secondo il leader sindacale, richiede una profonda revisione che ponga la persona prima degli interessi finanziari.

Nel suo intervento ha anche segnalato come, a fronte dell’assenza di una forte opposizione pubblica, vi sia il rischio di un “comitato del silenzio” invece di un vero dibattito. Da qui l’invito esplicito ai cittadini a esercitare il diritto di voto, definito da Landini come un gesto semplice, ma capace di innescare una rivolta democratica pacifica contro norme considerate dannose.

Ha infine ricordato che la Cgil ha scritto a tutti i partiti politici, sollecitandoli a promuovere la partecipazione. Per Landini, la libertà di schierarsi è garantita, ma astenersi o invitare a non votare costituisce una violazione dei principi fondamentali della Carta repubblicana.

1 Commento

  1. Più che un referendum sulle questioni inerenti il lavoro (precarietà, sicurezza) ritengo sia un referendum su Landini riguardo alla tanto declamata “rivolta democratica”. Votare per il referendum è un diritto non un dovere.

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