Il pg: Luca Palamara deve rimanere fuori dalla magistratura

 
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Luca Palamara

Il pg: Luca Palamara deve rimanere fuori dalla magistratura

Ieri l’udienza in Cassazione: la difesa aveva chiesto un rinvio

Nessun rinvio. Il destino dell’ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati, salvo colpi di scena al momento alquanto improbabili, pare essere segnato: conferma della sentenza della Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura che lo scorso ottobre ne ha disposto la rimozione dall’ordine giudiziario.

La difesa di Luca Palamara, rappresentata ieri dell’avvocato Roberto Rampioni, aveva presentato una istanza di rinvio in attesa delle determinazioni della Procura di Firenze che sta svolgendo accertamenti sul server della società Rcs.

Le intercettazioni telefoniche, effettuate mediante il captatore informatico, sono alla base delle contestazioni nei confronti del magistrato romano. In particolare, i colloqui avuti la sera dell’8 maggio del 2019 all’hotel Champagne di Roma con i deputati Cosimo Ferri e Luca Lotti, oltre a cinque consiglieri del Csm, poi costretti alle dimissioni da Palazzo dei Marescialli.

Le indagini hanno evidenziato profili di criticità nello svolgimento di queste intercettazioni disposte dalla Procura di Perugia nell’ambito del procedimento per corruzione a carico di Palamara. Un elemento questo che renderebbe nulli gli ascolti effettuati e quindi le conseguenti contestazioni disciplinari.

Palamara, si ricorderà, era accusato di aver tenuto un comportamento gravemente scorretto, con pesanti giudizi di valore, nei confronti del procuratore di Roma Giuseppe Pignatone e dell’aggiunto Paolo Ielo.

Le Sezioni Unite Civili, non avendo disposto il rinvio, hanno fatto allora discutere le parti. La Procura generale, rappresentata da Simone Perrelli e Carmelo Sgroi, ha insistito per la conferma della sentenza della disciplinare. Al Csm, in un processo durato appena tre settimane, Palamara era stato assistito dal consigliere di Cassazione Stefano Giame Guizzi. Il collegio delle Sezione Unite Civili, presieduto da Margherita Cassano, presidente aggiunto a piazza Cavour, depositerà nelle prossime settimane il provvedimento con la decisione se accogliere o meno il ricorso di Palamara.

In caso di rigetto, se dovessero emergere comunque elementi nuovi, all’ex presidente dell’Anm resterebbe sempre la possibilità di chiedere una rinnovazione del procedimento. Un istituto alquanto complesso che prevede una prima istanza da presentarsi alla Procura generale della Cassazione. Di fatto quanto posto in essere nei mesi scorsi da Luigi De Magistris, sanzionato disciplinarmente dal Csm quando era pm, prima di lasciare la toga e diventare sindaco di Napoli. Una soddisfazione, quella di De Magistris, arrivata a distanza di oltre 13 anni dai fatti.

(G. M. JACOBAZZI)

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