Il debito pubblico italiano è il debito contratto dallo Stato

la crescita è fortemente ridotta dai fatti avvenuti in questo anno

Il debito pubblico italiano è il debito contratto dallo Stato

Il debito pubblico italiano è il debito contratto dallo Stato

di Giancarlo Lunghi

Il debito pubblico italiano è il debito contratto dallo Stato  per soddisfare il proprio fabbisogno, ovvero le risorse necessarie per fa si che la macchina pubblica fatta di servizi e investimenti funzioni. La differenza tra entrate e uscite è detta saldo primario.

Nell’operazione di calcolo vanno però aggiunti gli interessi sul debito precedente che uno stato paga ai suoi creditori. Il debito può essere definito anche come la stratificazione,anno dopo anno, dei deficit.

[su_panel background=”#fdfafa” color=”#000000″ border=”2px solid #e82020″ shadow=”6px 6px 6px #eeeeee” radius=”8″ text_align=”center”]Si ha pertanto un deficit quando le entrate sono inferiori alla somma delle uscite e spese per interessi. L’Italia produce da anni un avanzo primario ma il peso degli interessi è talmente elevato  che i bilanci chiudono sistematicamente in deficit  e quindi il debito aumenta  e si continua a dover rimborsare i creditori.[/su_panel]

Chi sono i creditori?

I creditori possono essere nazionali o esteri, singole persone, imprese soprattutto banche e stati esteri.

Questo debito ha raggiunto nella rilevazione al mese di aprile 2022  circa i 2.760 miliardi di euro con un incremento rispetto allo stesso periodo  del 2021 di circa 80miliardi, a causa della pandemia, dell’aumento dell’inflazione, del costo della materie prime, dell’energia, del costo della vita  fino alla guerra scatenata dalla Russia in Ucraina.

Per capire quanto il debito pubblico pesi su un paese in particolare in Italia  si esamina  in rapporto al PIL Prodotto Interno Lordo che nel 2022 è intorno al  148 % dello stesso, una delle percentuali più alte al mondo.

Di conseguenza il nostro bilancio non è mai stato
in pareggio e non abbiamo mai smesso di indebitarci.

Come altri paesi europei fortemente colpiti dalla pandemia stiamo prendendo i fondi del PNRR nella speranza di tornare a crescere, di realizzare le infrastrutture di cui il paese ha bisogno accompagnate da riforme non più rinviabili.

Intanto però la crescita è fortemente ridotta dai fatti avvenuti in questo anno, l’inflazione è di nuovo tra noi, Intorno al 7 %.

E il fenomeno è troppo rilevante perché la politica monetaria non ne tenga conto e le banche centrali alzano i tassi di interesse e come conseguenza aumenta il costo per rifinanziare il nostro debito.

Siamo in un periodo in cui c’è necessità di aumentare la spesa sanitaria,con la guerra aumentano le spese militari, il costo dell’energia e dei cambiamenti climatici viene affrontato mettendo in campo risorse pubbliche che però non sono infinite.

[su_panel background=”#fdfafa” color=”#000000″ border=”2px solid #e82020″ shadow=”6px 6px 6px #eeeeee” radius=”8″ text_align=”center”]Lo stato dovrà farsi carico di nuovi compiti e al tempo stesso occorrerà ragionare su quali sono i compiti di cui si può alleggerirlo.[/su_panel]

La politica dovrà fare delle scelte, quali programmi finanziare e quali iniziative intraprendere per tenere i conti pubblici in ordine e mettere sotto controllo il nostro debito pubblico altrimenti saranno guai per il nostro paese che è chiamato a svolgere un ruolo importante in unione Europea.

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