Emissioni incontrollate Thyssen, Liberati M5s, non è la prima volta

 
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Situazione anomala all'Ast di Terni, l'azienda chiarisce

Emissioni incontrollate Thyssen, Liberati M5s, non è la prima volta “E’ la prima volta”, “non era mai successo” e falsità simili. Alcune Istituzioni stanno come al solito minimizzando l’accaduto di domenica, soccorrendo l’amicone tedesco. Peccato che svariati video on line e altri in nostro possesso dimostrino l’esatto contrario. Tra le numerose clip, ne allego una che dimostra l’altro notissimo problema, oltre le ripetute e famigerate fuoriuscite di fumi non captati: ebbene, dopo 20 anni di parole, promesse e, soprattutto, menzogne, le polveri del Parco scorie ancora ricadono sulla città. Basta un po’ di vento.

E che dire delle “palline blu” volate pochi mesi fa sulle case di Viale Brin, https://bit.ly/2C81XEX? Potremmo proseguire. Temo che la Multinazionale, i suoi dirigenti tedeschi e locali, non si rendano conto di quel che rischiano sia amministrativamente che giudiziariamente. Non hanno forse capito che siamo dentro tempi nuovi. Che ci sono leggi da rispettare, a presidio della vita umana, fatti su cui non intendiamo transigere.

Il problema delle c.d. emissioni diffuse Thyssen resta dunque rilevantissimo non solo per Terni, ma tanto più considerando l’ampia diffusione delle polveri di metallo su larghi brani dell’Umbria meridionale: nichel e, soprattutto, cromo, tipici marker delle nostre acciaierie, elementi altamente volatili, sono rinvenuti fino a qualche decina di chilometri da Viale Brin, come attestano le stazioni di controllo e i deposimetri ARPA collocati nel tempo non solo a Terni, ma anche a Narni e ad Amelia.

E’ altrettanto vero che pure le stesse emissioni convogliate nelle ciminiere contribuiscono a questo caos, perché sfuggono a controlli certi da parte pubblica: rispetto ai circa 130 camini della Thyssen, sono soltanto cinque quelli davvero sotto monitoraggio costante di ARPA -con esiti comunque molto insoddisfacenti, visto il grave inquinamento da metalli della Conca.
Per tutti gli altri camini Thyssen, le Istituzioni accettano gli autocontrolli aziendali, giacché ARPA li esamina a campione (mediamente meno di cinque all’anno): ARPA ha infatti una struttura tale da non poter analizzare più di 100/150 ciminiere all’anno sull’intera regione, motivo per cui, di questo passo, occorreranno decenni solo per esaminare tutti i 130 camini della sola Thyssen!

Allo scrivente risultano poi problemi significativi – e da diversi anni – sui postcombustori installati nei camini della Multinazionale: sono davvero tutti funzionanti tali dispositivi, finalizzati all’abbattimento dei composti aromatici e delle diossine che si sprigionano nel processo produttivo?

Conosciamo bene la risultante di un simile disordine: un’ampia deregulation, indotta dall’assenza di rigore da parte della politica e delle autorità di controllo. Una deregulation attestata sia dalla gravissima contaminazione -di lunga data- da cromo VI delle acque sotterranee, sia dal perdurante ed elevato tasso di nichel, cromo e altri metalli pesanti nelle polveri nell’aria e nei deposimetri, così come tuttora ARPA Umbria certifica.

Si tratta di una realtà inaccettabile e vergognosa che colpisce i lavoratori Thyssen anzitutto e, poi, i residenti di interi quartieri, da Prisciano-Borgo Bovio al centro storico di Terni, sottoposti a una concentrazione esasperata di taluni metalli: chiunque può constatare on line come, nell’agosto 2018, il tenore di cromo registrato a terra a Prisciano sia stato il più elevato degli ultimi cinque anni, http://www.arpa.umbria.it/monitoraggi/aria/metallideposizioni.aspx. Ma la cromatura e la nichelatura della città, con l’esposizione involontaria dei residenti a questi fenomeni, prosegue fortemente anche nel nucleo urbano più antico, http://www.arpa.umbria.it/monitoraggi/aria/metallinew.aspx, ben più inquinato di quel quartiere Le Grazie che, anni fa, pareva essere il misterioso epicentro dell’ammorbamento di Terni: peccato che le stazioni di controllo in città, all’epoca, fossero state collocate solo lì e non altrove!
Infatti si scoprì poi che l’area di ricaduta delle polveri delle acciaierie era collocata in un asse ideale tra Prisciano e il centro storico, quel centro che, a quel tempo, appariva appunto ‘pulito’ soltanto perché non vi erano stati installati strumenti di monitoraggio!

Per questi motivi, sin dal 2015 il M5S in Regione ha ripetutamente chiesto per la Thyssen una nuova Valutazione di Impatto Ambientale, ferma addirittura al 2005, ben prima che venisse scoperto il cromo esavalente sotto le discariche di Pentima e Valle.

Abbiamo caldeggiato inoltre, con specifiche interrogazioni, l’adozione delle più severe misure previste dalla legge, fino a sospendere temporaneamente l’Autorizzazione Integrata Ambientale, come stabilisce il TU del 2006, fin quando l’Azienda non intenderà davvero investire, rispettando le numerose norme e prescrizioni da tempo violate.

Siamo dunque dinanzi a fatti sempre più gravi e traumatici che smentiscono la vecchia politica e i suoi clientes: l’omertà di sempre è agli sgoccioli e la rottura della storia stavolta pare prossima anche per la Thyssen a Terni

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