Dove sono le sardine perugine? Chiedono quelli di Perugia social city |Foto

Dove sono le sardine perugine? Chiedono quelli di Perugia social city |Foto

Dove sono le sardine perugine? Chiedono quelli di Perugia social city

Nel 21esimo secolo non c’è motivo di pensare ancora che la voce del popolo esprima una volontà divina o, ancora maggiormente pensare, che sia una particolare saggezza di pensiero elevato. È più giusto e realistico ammettere che una eventuale posizione del popolo, sia soltanto il risultato della manipolazione di qualche leader che raccoglie il favore di una maggiore massa popolare, la quale non può fare a meno di ammirare e seguire quei leader; qualunque cosa dicano o facciano.

Perugia, Tamburi, le licenze commerciali da revocare
giampiero tamburi

Come dire che la moda è dettata dalla gente quando invece è proprio la gente che ne subisce i dettami imposti da chi è nella posizione di influenzare le masse! Nella politica c’è lo stesso meccanismo di manipolazione e c’è solo da sperare che quei leader politici che impongono, anche inconsciamente, le loro idee lo facciano con lo spirito giusto per essere di aiuto alla società e non per il loro esclusivo interesse politico di parte!

Nei casi di maggior “condizionamento”magari si fa credere, chiamando a raccolta un numero considerevole di gente nelle piazze, come è successo in occasione dell’adunata delle “sardine” a Perugia il 23 novembre 2019 in piazza Della Repubblica, che sia per motivi che possono essere di una schietta e sacrosanta protesta come no, per poi scoprire che “gratta…gratta” sotto c’è sempre uno scopo politico di una parte (ne la destra ne la sinistra sono incolpevoli per questi comportamenti) che è rivolta non a migliorare le condizioni sociali, morali, o quant’altro si voglia, di tutti i cittadini a prescindere da quale parte politica appartengano! Tanto è vero che la chiamata alle piazze, a cui si fa riferimento (le sardine), non voleva essere nient’altro che un atteggiamento contro il Salvini della Lega il quale, se se lo sia poi meritato o meno è un altro paio di maniche!

Comunque, sta di fatto, che una manifestazione con motivi del genere, non si può certamente chiamare “apartitica”. Che ci fossero state o no bandiere di partiti o movimenti non è che voglia dire molto; nella sostanza dei fatti.

Se si va a vedere chi reggeva le redini della piazza tutto appare chiaro e ci si può benissimo rendersene conto di quale aria tirava!

Tra gli altri organizzatori c’era un consigliere comunale di Torgiano e membro dei giovani comunisti; dei rappresentanti dell’UDU (Unione degli Universitari, organizzazione di sinistra); due consiglieri regionali sempre della sinistra, come alcuni consiglieri comunali di Perugia, sempre del PD e diversi altri impegnati nei sindacati CGIL e CISL.

Non che ciò la sinistra non lo poteva fare; ci mancherebbe altro negare le basi della democrazia ma, quello che si lamenta è la non chiarezza nel denunciare, in modo palese, la propria appartenenza politica; anche e soprattutto, nei momenti di chiamata nelle piazze.

Chissà se tutti coloro che sono intervenuti, in piazza l’hanno capita questa innegabile e sottile situazione di parte e cioè che, in definitiva, le “sardine” sono state (ahimè) assimilate da una particolare “spalancata bocca” politica?

Giampiero Tamburi (Perugia: Social City)

Nel 21esimo secolo non c’è motivo di pensare ancora che la voce del popolo esprima una volontà divina o, ancora maggiormente pensare, che sia una particolare saggezza di pensiero elevato.

È più giusto e realistico ammettere che una eventuale posizione del popolo, sia soltanto il risultato della manipolazione di qualche leader che raccoglie il favore di una maggiore massa popolare, la quale non può fare a meno di ammirare e seguire quei leader; qualunque cosa dicano o facciano.

Come dire che la moda è dettata dalla gente quando invece è proprio la gente che ne subisce i dettami imposti da chi è nella posizione di influenzare le masse! Nella politica c’è lo stesso meccanismo di manipolazione e c’è solo da sperare che quei leader politici che impongono, anche inconsciamente, le loro idee lo facciano con lo spirito giusto per essere di aiuto alla società e non per il loro esclusivo interesse politico di parte!

Nei casi di maggior “condizionamento”magari si fa credere, chiamando a raccolta un numero considerevole di gente nelle piazze, come è successo in occasione dell’adunata delle “sardine” a Perugia il 23 novembre 2019 in piazza Della Repubblica, che sia per motivi che possono essere di una schietta e sacrosanta protesta come no, per poi scoprire che “gratta…gratta” sotto c’è sempre uno scopo politico di una parte (ne la destra ne la sinistra sono incolpevoli per questi comportamenti) che è rivolta non a migliorare le condizioni sociali, morali, o quant’altro si voglia, di tutti i cittadini a prescindere da quale parte politica appartengano! Tanto è vero che la chiamata alle piazze, a cui si fa riferimento (le sardine), non voleva essere nient’altro che un atteggiamento contro il Salvini della Lega il quale, se se lo sia poi meritato o meno è un altro paio di maniche!

Comunque, sta di fatto, che una manifestazione con motivi del genere, non si può certamente chiamare “apartitica”. Che ci fossero state o no bandiere di partiti o movimenti non è che voglia dire molto; nella sostanza dei fatti.

Se si va a vedere chi reggeva le redini della piazza tutto appare chiaro e ci si può benissimo rendersene conto di quale aria tirava!

Tra gli altri organizzatori c’era un consigliere comunale di Torgiano e membro dei giovani comunisti; dei rappresentanti dell’UDU (Unione degli Universitari, organizzazione di sinistra); due consiglieri regionali sempre della sinistra, come alcuni consiglieri comunali di Perugia, sempre del PD e diversi altri impegnati nei sindacati CGIL e CISL.

Non che ciò la sinistra non lo poteva fare; ci mancherebbe altro negare le basi della democrazia ma, quello che si lamenta è la non chiarezza nel denunciare, in modo palese, la propria appartenenza politica; anche e soprattutto, nei momenti di chiamata nelle piazze.

Chissà se tutti coloro che sono intervenuti, in piazza l’hanno capita questa innegabile e sottile situazione di parte e cioè che, in definitiva, le “sardine” sono state (ahimè) assimilate da una particolare “spalancata bocca” politica?

Giampiero Tamburi (Perugia: Social City)

 

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