Caso Thyssen, Liberati M5s, Procura di Terni in grave ritardo

 
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Caso Thyssen, Liberati M5s, Procura di Terni
Andrea Liberati

Caso Thyssen, Liberati M5s, Procura di Terni in grave ritardo

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“Leggiamo con sincero stupore le parole del Procuratore capo di Terni, dottor Alberto Liguori, apparse sulla stampa odierna. E’ lo stupore di chi, a fronte di vicende note da anni e decenni, osserva come la magistratura locale sia immotivatamente in ritardo, ancora in fase embrionale, facendo il paio col poco o nulla della politica, pur a fronte di una multinazionale che fa da sempre i suoi comodi e li fa tuttora, come nell’abbancamento delle scorie su un sito discarica che doveva viceversa essere sequestrato tempo fa. Inoltre, se usassimo un ‘metodo di lavoro che guarda ai dati e non alle suggestioni’, stando alle parole del dottor Liguori, dovremmo anzitutto riconoscere che, prima facie, il problema non sembrano certo essere addirittura 14 aziende, quindi tutti, quindi potenzialmente nessuno, ma Thyssen.

Crediamo si possano fare da subito nomi e cognomi, signor Procuratore, perché moltissimi dati, analisi, verbali ministeriali, etc., ci sono già e da anni, con chiari elementi di convergenza”: lo afferma il capogruppo del Movimento 5 stelle dell’Assemblea legislativa, Andrea Liberati. “Saremmo meno stupiti – continua – se avessimo letto le odierne parole del magistrato prima del servizio giornalistico Rai, prima della relazione della IV Commissione in Comune, prima del cromo esavalente nelle falde acquifere sottostanti la Thyssen, in sei pozzi su sette, dati peraltro nemmeno comunicati da ARPA Umbria agli interessati, cioè i cittadini, oltreché a noi.

Saremmo meno sorpresi se il predetto magistrato cercasse di capire cosa sia accaduto fin qui non solo nei confronti della multinazionale coinvolta, non solo in politica, ma anche in Procura, visto il caso del cromo esavalente nella galleria Tescino. Si aggiunga che, sin dal 2014 e tuttora, l’AIA della Thyssen è, non a caso, in fase di aggiornamento, giacché, almeno dall’epoca, non vengono garantiti gli standard ambientali previsti nell’Autorizzazione regionale. E’ tutto ampiamente documentato e dimenticato. Ci sono tantissimi altri episodi che, per noi, è stucchevole ripetere in questa sede. Chissà se ne esisteranno altre? Forse saremo troppo vecchi per assistervi brillantemente”. “L’auspicio – conclude – è che il capo della Procura possa incisivamente e velocemente indagare, globalmente, sul pregresso; di questo senz’altro lo ringraziamo, ben sapendo che, poi, solo una progettualità politico-economica totalmente diversa cambierà davvero le cose a Terni”.

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