Carbonari e Liberati, M5s, denuncia grave conflitto di interesse in Regione

possibile conflitto d’interesse di un dirigente capo concorso vinto dalla moglie

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Carbonari e Liberati, M5s, denuncia grave conflitto di interesse in Regione

“Continua senza sosta l’azione del M5S in Umbria finalizzata a far emergere opacità e conflitti di interesse che tengono al giogo da troppo tempo l’intera Regione, che invece dovrebbe garantire a tutti, cittadini e imprese, pari condizioni per competere”. Così il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Maria Grazia Carbonari, che denuncia come una sua interrogazione “sul possibile conflitto di interesse di un dirigente della Regione Umbria, che si sarebbe dovuta discutere ieri in Assemblea legislativa, è slittata a data da definirsi”.

L’atto presentato da Liberati e Carbonari riguarda il possibile conflitti d’interesse di un dirigente regionale a capo della commissione concorsuale che ha stilato una graduatoria dalla quale risulterebbe tra i vincitori progetti presentati da una società di cui sarebbe socia una stretta familiare del dirigente.

“Purtroppo – spiega Carbonari – sembra che la risposta della Giunta si farà attendere per ancora molto tempo. Per questo, visti i mancati chiarimenti che sarebbero dovuti arrivare dall’Esecutivo di Palazzo Donini, chiederemo un approfondimento anche da parte delle autorità competenti, al fine di verificare la eventuale violazione di norme amministrative e penali”.

“Del resto – conclude Carbonari – la normativa europea, nazionale e regionale sul tema è chiarissima. E questa vicenda sembra presentare notevoli anomalie che andrebbero chiarite al più presto. Si tratta di un’azione in nome della trasparenza e della legalità. Una vicenda che speriamo possa essere smentita perché,a dispetto delle rassicurazioni della presidente Marini, la squallida e odiosa pratica dei conflitti di interesse più o meno diretti, di cui ci siamo già occupati in varie occasioni, è l’humus per quella mala politica che avvelena il libero mercato e l’economia locale, sempre più debole”.

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