Andrea Liberati, M5stelle, su Thyssen 30 anni di chiacchiere

 
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Andrea Liberati, M5stelle, su Thyssen 30 anni di chiacchiere


E così Thyssen avvierà forse nel 2021 un parziale riciclo delle scorie di acciaieria a Terni. ‘Appena’ dieci di ritardo sulle prescrizioni AIA, ma nessuna ombra: oggi, più di sempre, è come se sui mediaci fosse un solo editore, con sede in Viale Brin, alimentando more solito un pensiero che, pur debole e declinante, è il consueto pensiero unico, tanto è la capacità di influenza propagandistica e inserzionistica della Multinazionale tedesca e dei suoi corifei locali.


Quindi nessun dubbio, nessuna domanda, perché, stando alle veline, saranno ricchi premi e cotillons per tutti: abbiamo infatti la prima acciaieria “a rifiuti zero” (?), “un’eccellenza” (?!?) ove si inaugura la “stagione zero scorie” (???) et similia.

E’ proprio così?


Caso Thyssen, Liberati M5s, Procura di Terni
Andrea Liberati

Il citato progetto di parziale recupero naturalmente non può affrontare le mille questioni aperte, dalla discarica colabrodo alle emissioni fuggitive, dal cromo VI per gli ‘sciacqui’ dei ternani a PCB, nichel e cromo a go-go in aria (e non solo), dai fiumi ‘metallici’ ai rottami fusi con faciloneria assieme a ben altro, vicende gravissime che, in altri Paesi, avrebbero condotto a esiti immediati e definitivi e che qui, invece, fluttuano nell’aere immenso, come non esistessero.


Del citato progetto è inoltre ignoto il bilancio ambientale globale, mentre le ‘residue’ 400.000 tonnellate annue circa di rifiuti, tra scorie e velenosissimi fanghi, saranno invariabilmente abbancati in loco, come ‘dimenticando’ le decine di milioni di tonnellate di rifiuti già allegramente sepolti finora! Non saprei pertanto chi possa felicitarsi di una simile situazione, eccezion fatta per ignoranti seriali o interessati a vario titolo: ognuno scelga pure dove collocarsi.


Qui certo non esistono politica, né giustizia, né riflessioni più ampie: qui c’è un coro di Istituzioni corresponsabili di un meccanismo malato, ove, a fronte del danno catastrofico e irreversibile cagionato all’ambiente e alla salute dell’uomo, nessuno fa in concreto alcunché, al di là di gradevoli dichiarazioni che episodicamente si leggono sulla stampa da 30 anni a questa parte e che regolarmente lasciano il tempo che trovano. Solo chi non ha vissuto qui e non ha memoria dell’accaduto, può ingenuamente credervi ancora.


Chi, invece, molto ricorda, potrebbe citare politici, procuratori, prefetti, uno a uno eppure tutti uguali e indistinti per manifesta inerzia dimostrata, fatto salvo l’impegno a ricercare le prime file, tanto alla Santa Messa in fabbrica quanto all’ultimo dei convegni, mentre si annunciavano, per decine di volte, presunte soluzioni tecniche per Prisciano (come se il centro storico e la Conca intera avessero altri problemi!) e mentre procuratori di belle speranze entravano timidamente a Viale Brin per poi uscirne in fretta, sperando magari di scappar via dalla provincia, in direzione di ben più prestigiose sedi.


Terni, venduta dalla politica per quaranta denari, non ha speranze di rinascere se tutto resta com’è, con un’acciaieria posta in un territorio ormai compromesso, con una produzione locale totalmente incompatibile con le regole scritte e non scritte, con lavoratori e residenti immoralmente esposti a un inquinamento assurdo, con una Multinazionale verso cui gli eletti spulciano gli ultimi clientes e favori, mettendosi a tappetino, anziché reclamando i danni in ogni sede: assurdo che, nel 2019, nessuno inizi finalmente a immaginare e a pianificare un futuro diverso possibile per questo territorio
Andrea Liberati -M5S Regione Umbria

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