Albo d’Oro maggioranza si spacca, no a Cucinelli e Aucc, sì Panichi e Sir

Albo d'Oro maggioranza si spacca, no a Cucinelli e Aucc, sì Panichi e Sir
Cucinelli davanti all'Acro Etrusco con il sindaco Romizi

di Marcello Migliosi
Albo d’Oro maggioranza si spacca, no a Cucinelli e Aucc, sì Panichi e Sir
Per il secondo anno consecutivo, a scrutinio segreto, porte chiuse e senza streaming video, la maggioranza di Centrodestra si spacca sui nomi da iscrivere nell’Albo d’oro della Città di Perugia. A quanto ci è dato a sapere il Centrosinistra (assente Emanuela Mori) avrebbe votato compatto i nomi di Luca Panichi, Sir Safety Conad del Presidente, Gino Sirci, Brunello Cucinelli e Aucc di Giuseppe Caforio. Fuori invece, secondo il Centrodestra, nomi “pesantissimi” quali Fondazione Brunello Cucinelli, che tanto ha fatto e fa per la città di Perugia, e l’Aucc del Presidente Giuseppe Caforio.

Da quanto si sa, sembra che ci sarebbero dovuti essere 22 voti per far passare ognuno dei candidati e invece niente. Sul più bello sarebbe mancato un voto per il Re del Cachemire, Cucinelli e per l’Aucc (Associazione umbra per la lotta contro il cancro), presieduta dall’avvocato Giuseppe Caforio.

Un’altra “grigia” insomma, per la Giunta guidata dal sindaco, Andrea Romizi che, stando a quando “si dice” non avrebbe grafito affatto il tiro mancino. Sì, perché i più esperti di Palazzo dei Priori sostengono che, in realtà, non ci sia nulla contro i due nomi, ma che si tratti solo di giochetti politici.

«L’amministrazione Romizi – scrivono da Palazzo Comunale i Consiglieri dei Pd – non è nuova alle brutte figure. Per il secondo anno consecutivo il centro destra a Palazzo dei Priori non riesce a raggiungere la maggioranza qualificata dei voti, come previsto da regolamento, per l’iscrizione nell’Albo d’Oro di cittadini, Associazioni ed Enti che abbiano dato, con la loro attività, particolare lustro alla città di Perugia«.

«Nella seduta odierna del Consiglio Comunale – aggiungono – era prevista la votazione delle quattro proposte di candidatura ritenute meritevoli dalla Commissione Consiliare appositamente istituita. All’inizio dei lavori abbiamo chiesto di posticipare questa votazione al secondo punto dell’ordine del giorno, sia per l’assenza di alcuni consiglieri di maggioranza temendo di non avere i numeri per l’inserimento di tutti i nominativi, sia perché al secondo punto era prevista la pratica urbanistica di Agri Flor s.r.l., di cui abbiamo quindi richiesto l’anticipazione della discussione, anche in virtù della presenza di alcuni cittadini, negata però dalla Presidenza del Consiglio».

Mentre il Partito Democratico dimostra compattezza e senso delle istituzioni, in sostanza, votando tutte le proposte emerse in commissione, il “centrodestra invece disattende gli impegni presi in commissione e viene meno alle responsabilità che mai dovrebbero venire meno, soprattutto dai banchi della maggioranza”.

«Lo scrutinio segreto – continua la nota – ci consegna un risultato monco, con il mancato inserimento di realtà significative che da anni apportano il loro contributo a livello culturale, sociale ed imprenditoriale alla città di Perugia. Una sconfitta delle istituzioni nel merito e nella forma, una brutta figura mai accaduta da quando palazzo dei Priori assegna quella che è la massima onorificenza cittadina, cioè dal 1991, con un unico precedente, lo scorso anno, quando il centro destra ha rifiutato l’Albo D’Oro al Prof. Grohmann, al Dr. Natalini e all’associazione AVIS.

Per l’ennesima volta da un lato il Sindaco Romizi – conclude la nota – ha dimostrato di non essere rappresentativo della sua maggioranza, dall’altro il centro destra non si assume le responsabilità politiche ed i doveri istituzionali a cui non può venire meno chi governa la città».

“Bisogna evitare una seconda votazione per l’iscrizione di nuovi nomi all’Albo d’oro 2018 e lasciare solo chi ha già ottenuto il consenso”. A dirlo tramite una nota stampa il consigliere comunale Carmine Camicia (Psi) a seguito della votazione a scrutinio segreto, che si è tenuta lunedì 11 giugno, e che ha visto passare solo due nomi su quattro. “Il messaggio è stato forte e chiaro – prosegue la nota – ed è inutile cercare di riproporre gli stessi nomi, già oggetto di dissenso. Si rischia solo di ripetere la stessa figuraccia fatta già lo scorso anno. Pertanto consiglio vivamente di evitare l’ennesimo dibattito dannoso per la città su un importante riconoscimento come quello dell’Albo d’oro”.

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