Chiusura anticipata asili nido Perugia, centrosinistra all’attacco

Asilo il Tiglio, un nuovo incontro tra genitori e assessori comunali Tuteri e Merli

Chiusura anticipata asili nido Perugia, centrosinistra all’attacco

I servizi scolastici – evidenziano i consiglieri dei gruppi PD, Giubilei ed Idee, persone Perugia – sono sempre stati, nella storia del Comune di Perugia, fiore all’occhiello delle amministrazioni cittadine. Fino alla Giunta Romizi. Che ha fatto registrare una preoccupante inversione di tendenza, che non acenna ad esaurirsi.

La chiusura anticipata de L’Aquilone a Case Bruciate per mancanza di supplenti e quella di un’intera sezione de Il Tiglio in via XIV settembre per diversi giorni a causa di non meglio precisati problemi organizzativi hanno generato gravi disagi alle famiglie e innumerevoli disservizi.

Se oggi il Comune di Perugia afferma di voler investire sulle Politiche familiari e di poter reperire risorse a tale scopo, allora deve fronteggiare le difficoltà al ricorso temporaneo alle supplenze con un potenziamento degli organici.

La questione non tocca solo l’ordine economico, ma riguarda anche più in generale l’indirizzo e la programmazione per gli Asili Nido che la Giunta Romizi vuole portare avanti.

Come ha scritto profeticamente anni fa Noam Chomsky: “Questa è la tecnica standard per spostarsi verso la privatizzazione: togli i fondi, assicurati che le cose non funzionino, fai arrabbiare la gente e consegnerai un bene pubblico al capitale privato“.

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Di seguito l’odg:

“RILEVATO CHE:

I servizi scolastici sono sempre stati, nella storia del Comune di Perugia, fiore all’occhiello delle amministrazioni cittadine. Ma nel quinquennio precedente, nel corso della prima Sindacatura Romizi, è stata registrata una preoccupante inversione di tendenza, che tuttora non cenna ad esaurirsi.

In primis, la pessima gestione da parte dell’allora Assessore Waguè delle mense scolastiche. Infatti, l’Amministrazione Romizi ha portato avanti in tema di refezione scolastica scelte discutibili e assai criticate non solo da parte di tutte le forze di opposizione, ma soprattutto da parte di comitati mensa, associazioni di genitori e famiglie, cioè dei cittadini: in particolare, la grave decisione di esternalizzare gli acquisti delle derrate alimentari nelle mense comunali ha prodotto un grave peggioramento della qualità del cibo che i bambini mangiano quotidianamente nelle scuole materne del Comune di Perugia, senza alcun tipo di risparmio economico effettivo. Ciò ha comportato una serie di gravi disagi, malumori e proteste che ha portato l’Amministrazione, dopo molto tempo, a rivedere le proprie discutibili azioni.

Ancora, la Giunta Romizi ha dimostrato un’incapacità anche nella gestione degli istituti scolastici. Le scuole, soprattutto nelle frazioni periferiche, sono un punto di riferimento importante per tutta la comunità. Le strutture che necessitano di lavori di manutenzione, di ristrutturazione e di adeguamento dovrebbero essere oggetto di interventi di riqualificazione, e non di chiusura, come già successo per la scuola di Collestrada Magnolia. Chiudere queste strutture significa cagionare un danno alle frazioni e alla periferia tutta, e decretare il fallimento dell’Amministrazione cittadina.

CONSIDERATO CHE:

Lo stato attuale degli Asili Nido comunali lascia trasparire un senso di precarietà diffuso ed una politica di tagli alle strutture e agli organici che appare in netto contrasto con il ruolo fondamentale indicato per le “Politiche familiari” dalle Linee Programmatiche di Mandato 2019-2024 presentate dal Sindaco Romizi qualche settimana fa.

I plessi di Castel del Piano e di Madonna Alta sono chiusi per ristrutturazione fino a data da destinarsi (si parla perfino di settembre 2020): nel  frattempo le educatrici in forza ai due nidi sono state trasferite ad altre strutture, e non sono stati inseriti nuovi iscritti. Per i plessi di via XIV settembre (Il Tiglio) e di Case Bruciate (L’Aquilone) è in scadenza l’ennesima deroga alla agibilità (agosto 2020) senza che siano stati programmati interventi risolutivi. Inoltre, in queste due strutture cittadine è stato ridotto il numero degli iscritti così da utilizzare il personale interno per supplire ad eventuali ed improvvise carenze di organico, e si è compensato il mancato rifornimento di materiale destinato alla didattica o ad altri usi (come ad esempio i bavaglini) con un piccolo contributo per ciascun bambino a sostegno delle spese pro capite.

VISTO CHE:

A fronte di tutto questo, il 23 ottobre si è verificata una chiusura anticipata dell’Asilo Nido L’Aquilone per mancanza di supplenti, e una intera sezione de Il Tiglio è stata chiusa per giorni a causa di non meglio precisati problemi organizzativi. Inoltre la Dirigenza Comunale ha già più volte paventato, ad anno scolastico iniziato, la possibilità di chiusura anticipata alle 14.30 delle materne essendo prossimi all’esaurimento sia le graduatorie per le supplenze che i fondi per le sostituzioni e perfino per il Sostegno, che è materia delicata, che richiede organici formati e competenti, e che non si può certo lasciare a tentativi di improvvisazione pur volenterosi ed apprezzabili.

Gli attuali organici stanno sostenendo uno sforzo eccezionale di disponibilità ben oltre i doveri di “straordinario” che i loro contratti prevedono, ed appaiono spiazzati e in affanno dalla estemporaneità delle decisioni in merito agli orari di servizio e alla loro organizzazione, oltre che dall’impatto dirompente che questo ha sulle famiglie, a cui la comunicazione spesso non arriva in modo tempestivo ed efficace. Pare sempre più evidente che può bastare un semplice infortunio o un qualunque impedimento dell’educatore (anche quando non di ruolo), in un ambiente fisiologicamente ad alto rischio contagio o in un contesto lavorativo ritenuto “usurante”, per interrompere un servizio che in alcuni casi è fondamentale per il bambino e per la sua famiglia.

La prima conseguenza di tale situazione si sostanzia nel grave disagio per tantissime famiglie dovuto alla mancata erogazione del servizio, il che muta non poco i vantaggi diretti o indiretti per il servizio privato, che per le famiglie più abbienti diventa scelta quasi obbligata, mentre per quelle con ISEE a fascia bassa diventa un problema, difficilmente sormontabile, di natura pratica oltra che economica. Se i bambini, infatti, hanno diritto ad una continuità del progetto educativo che, con supplenze frequenti e continui cambi di sede e docenti, si tende a perdere, ed alcuni in particolare hanno diritto ad un adeguato sostegno, i genitori devono poter fare affidamento su questo servizio, utile e prezioso.

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA:

-Ad audire nella competente Commissione consiliare il Sindaco e l’Assessore con delega alle Politiche per l’infanzia e l’adolescenza e a Scuola ed edilizia scolastica, nonché una delegazione dei genitori delle scuole colpite dai disagi sopra descritti, al fine di conoscere le intenzioni dell’Amministrazione comunale riguardo le problematiche sopra elencate.

-Ad aprire una nuova stagione di partecipazione ed avviare un percorso di coinvolgimento e collaborazione con i genitori e le famiglie dei bambini delle scuole comunali, affinchè i servizi scolastici possano tornare ad essere quel fiore all’occhiello che hanno sempre rappresentato nel la nostra città”.

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