Identità, sostenibilità e aggregazione: il futuro agricolo dell’Umbria.

 
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Identità, sostenibilità e aggregazione: il futuro agricolo dell’Umbria. Il presidente Comagri Filippo Gallinella lancia l’appello

Identità, sostenibilità e aggregazione: il futuro agricolo dell’Umbria.

“La centralità del settore agricolo e agroalimentare, in Europa come in Italia, è emersa con tutta la sua forza in questi mesi di emergenza legata al Coronavirus. È vero che ci sono evidenti ricadute sull’intera filiera, dovute alla sospensione di alcune attività Ho.re.ca., alle eccedenze di prodotti rimasti invenduti o non serviti, alle difficoltà di scambio di materiali tra Paesi e calo di manodopera disponibile.

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Ciononostante, il settore ha ‘tenuto botta’, soprattutto per quanto riguarda i prodotti a denominazione DOP IGP STG” – afferma il presidente Comagri Filippo Gallinella, che aggiunge: “basti sapere che, alla fine del 2020, si contano circa 3mila prodotti nei Paesi UE, di cui 1.477 agroalimentari e 1.616 vitivinicoli. 

L’Italia con i suoi 838 prodotti è il Paese con il maggior numero di filiere DOP IGP STG al mondo, un primato che vede superare Francia (692), Spagna (342), Grecia (260) e Portogallo (180). Nel corso del 2020, inoltre, l’Italia ha registrato 13 nuove DOP IGP in otto regioni, oltre a un prodotto STG. L’Umbria, con l’ultimo arrivato, il Pampepato di Terni IGP, vanta il 13esimo posto in Italia tra DOP, IGP e STG con ben 34 prodotti (13 prodotti agroalimentari e 21 vini).

Nel nostro ‘Cuore Verde,’ i prodotti a denominazione hanno sicuramente la loro importanza: si registra infatti un valore di 31 milioni di euro per quelli a base di carne, 2 milioni di euro per i prodotti ortofrutticoli, 4 milioni di euro per l’olio DOP IGP, 9 milioni per le carni fresche e 64 milioni per il vino. L’economia delle denominazioni vale, per il nostro territorio, 111 milioni di euro che ci posiziona al 15esimo posto nella classifica degli impatti economici di tali prodotti sulla regione.

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È vero, siamo sulla buona strada, ma dobbiamo fare di più. Per questo ritengo che identità, sostenibilità e aggregazione siano i principi attraverso i quali si dovrebbe muovere il Piano di Sviluppo Rurale (Psr).

L’auspicio è che la Regione Umbria, nella persona dell’assessore alle Politiche Agricole Roberto Morroni, persegua questi importanti obiettivi che devono andare di pari passo con la valorizzazione delle produzioni di qualità, l’integrazione di filiera, la sicurezza alimentare e la salvaguardia del territorio: solo così potremo rilanciare il futuro ‘verde’ della nostra agricoltura e, come sempre, sono a disposizione per collaborare insieme a tutti gli attori in questa direzione” – conclude Gallinella.

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