Sciogliamo il Nodo di Perugia denuncia “un fatto gravissimo”

Sciogliamo il Nodo di Perugia denuncia “un fatto gravissimo”

Il COORDINAMENTO DEI COMITATI, IMPRESE, ORGANIZZAZIONI E DEI CITTADINI con il presente comunicato intende fortemente denunciare e prontamente stigmatizzare un gravissimo episodio accaduto mercoledì 28 luglio 2021, che riguarda direttamente il progetto stradale denominato Nodino di Perugia. Una delle famiglie su cui insiste il tracciato dell’opera, per l’esattezza la famiglia Giorgi di Miralduolo (Torgiano), ha subito quello che noi riteniamo un vero e proprio sopruso di diritto e di fatto da parte dell’Anas e, cosa ancora più grave, in presenza della forza pubblica, della Polizia. Cioè, dello Stato italiano! Senza aver concordato giorno, ora e punto del sopralluogo, il Sig.re Giorgio Giorgi si è visto arrivare all’interno dei suoi terreni, campi peraltro coltivati, un operatore Anas con i relativi attrezzi per l’effettuazione di rilievi.

Il Sig.re Giorgi si è, quindi, prontamente avvicinato a bordo della sua jeep, come farebbe chiunque all’arrivo di un estraneo in casa propria, presso il punto in cui il tecnico si apprestava ad eseguire i lavori e, mantenendo la debita distanza dal soggetto al momento non ancora identificatosi, e in maniera educata ha chiesto contezza di quello che l’operatore stava facendo e ha, quindi, preteso, sempre con estrema gentilezza – come è nel suo stile per chi lo conosce – verifica dei titoli di diritto sulla base dei quali lo stesso agiva.

A quel punto i poliziotti presenti, sono intervenuti, ma dalla parte sbagliata; perché hanno chiesto al Sig.re Giorgi di allontanarsi, accusandolo senza alcuna minima ragione ed evidenza di minacciare l’operatore. Tutto questo senza che né il tecnico Anas né le forze dell’ordine presenti mostrassero, né prima né dopo, una valida documentazione in base alla quale veniva effettuato questo sopralluogo.

In passato il Sig.re Giorgi ha ricevuto diversi espropri e mai, come lui stesso ha riferito ai presenti, ha assistito a scene come questa, tanto più per un sopralluogo; la presenza cioè di uomini armati, come se si trattasse di un delinquente, che peraltro non si preoccupano di far rispettare la legge, verificare cioè – presso il tecnico Anas – i titoli di legge per eseguire i rilievi, ma si preoccupano solo di allontanare chi in quei terreni ci lavora e ci vive.

Le forze dell’ordine, l’autorità pubblica, dovrebbero difendere il cittadino da atti illegittimi, chiunque li compia, come evidentemente si tratta in questo caso. Perché il tecnico Anas non si è limitato a presentare un valido titolo di legge sulla base del quale eseguiva i rilievi, e ha preferito, invece, chiedere la protezione di un pezzo così importante dello stato come la Polizia, distogliendolo peraltro da ruoli, mansioni e compiti a loro ben più confacenti. Perché lo stesso corpo dello stato non ha preteso che il tecnico mostrasse un titolo di legge valido o non lo hanno verificato chiamando gli Enti competenti al rilascio delle autorizzazioni?

Il legale di fiducia del Sig.re Giorgi, Avv. Valeria Passeri ha tempestivamente inviato ad Anas e alla Questura, vista la presenza della polizia sul posto, una comunicazione a mezzo PEC, dove si ribadisce: “ANAS non ha dimostrato, mediante idonea produzione/esibizione documentale, di avere la competenza e la legittimazione ad accedere alle proprietà private, in difetto, tutt’oggi, di un procedimento espropriativo e di formale delega da parte dell’Ente pubblico (Regione) committente e proponente il progetto di cui all’oggetto. Peraltro, la scrivente ha sempre formulato, nelle sue note, precipua richiesta di essere contattata, al contrario ANAS ha invaso, sine titulo, la particella surriferita senza alcun previo avviso, avvalendosi, addirittura, della forza pubblica, al fine esclusivo di incutere timore e arrogarsi un potere pubblico che esorbita le sue stesse competenze e quelle di chi, in data odierna, ha dato seguito ai suoi ordini.”


Il Coordinamento dei Comitati, Imprese, Organizzazioni e Cittadini denuncia pubblicamente questo fatto e chiede con forza a tutte le autorità e istituzioni pubbliche interessate al progetto stradale del Nodino di Perugia, ossia ai comuni dove il tracciato insiste – con decine di proprietari coinvolti che potrebbero presto subire la stessa sorte – ossia al Comune di Torgiano e al Comune di Perugia (dove il fatto è avvenuto, ossia in territorio di Perugia sponda destra del Tevere) e ovviamente alla Regione dell’Umbria, spiegazioni di quanto accaduto e chiede loro di esprimere ferma disapprovazione nei confronti del comportamento di Anas e delle forze dell’ordine presenti.

Il Coordinamento ricorda alle istituzioni che ha sempre assunto e continuerà sempre a farlo, un atteggiamento e un comportamento irreprensibile basato sul dialogo costruttivo, sul rispetto dei ruoli e sull’educazione che sono alla base della convivenza civile e anche del rapporto tra stato e cittadino.

Questo non significa però che il Coordinamento e tutte le organizzazioni e cittadini che ne fanno parte, sono disposti ad arretrare di un solo centimetro riguardo ai principi di diritto e di rispetto della legge. Comportamenti come quelli odierni evidenziano carenze progettuali – inutilità dell’opera e disastro ambientale come più volte il nostro Coordinamento ha pubblicamente denunciato – e si conformano a principi fondati sulla prevaricazione e abuso di potere che se accertati dovranno essere valutati nelle sedi competenti.

FIRMATO
IL COORDINAMENTO DEI COMITATI SCIOGLIAMO IL NODO


Arriva la smentita da parte di Anas
In merito alla nota diffusa dal coordinamento dei Comitati “Sciogliamo il Nodo”, Anas smentisce la ricostruzione dei fatti e precisa che:

1- Il sopralluogo dei tecnici Anas era dovuto ad attività tecniche necessarie allo sviluppo della progettazione dell’opera, in particolare all’esecuzione di attività preliminari alle indagini geognostiche e al monitoraggio geotecnico e, nello specifico, al posizionamento del punto di rilievo senza ingresso di mezzi e attrezzature all’interno della proprietà;

2- I proprietari dei terreni interessati sono stati informati ai sensi di Legge (art.15, commi 1 e 2, del DPR 327/2001) mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, in merito alla richiesta di autorizzazione avanzata dal Responsabile del Procedimento. Le osservazioni dei privati sono state contro-dedotte nei tempi previsti e ai proprietari dei beni è stata notificata l’avvenuta autorizzazione all’accesso alle aree e i giorni previsti, con un preavviso superiore ai limiti stabiliti dalla normativa.

3- Durante l’espletamento di tali attività, regolarmente autorizzate, i tecnici Anas sono stati avvicinati da una persona a bordo di un mezzo agricolo che intimava al personale di allontanarsi immediatamente minacciando, altrimenti, che sarebbe tornato con non meglio precisate conseguenze.

4- I tecnici Anas, come da istruzioni ricevute, hanno pertanto tempestivamente informato dei fatti le Forze dell’Ordine che erano state preventivamente attivate con apposita ordinanza del Questore. Dopo l’arrivo della Polizia, è sopraggiunto un fuoristrada a velocità sostenuta che ha proseguito la corsa all’interno del terreno in direzione del tecnico Anas che stava eseguendo i rilievi, arrestando la corsa a pochi metri dalla persona.

5- Le forze dell’Ordine hanno quindi rappresentato ai due occupanti del fuoristrada la gravità dell’atto e hanno verbalizzato l’accaduto. La discussione è terminata quando i due, una volta identificati, hanno compreso la regolarità dell’iter autorizzativo. Le attività sono state pertanto completate sotto la vigilanza delle Forze dell’Ordine.

 
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