Melody Gardot e Gregory Porter con il suo omaggio a Nat King Cole ad Umbria Jazz

Il concerto perugino di Gregory Porter è l'unica data italiana e vanta un'orchestra arrangiata e diretta da Vince Mendoz

Melody Gardot e Gregory Porter con il suo omaggio a Nat King Cole ad Umbria Jazz
Gregory Porter

Melody Gardot e Gregory Porter con il suo omaggio a Nat King Cole ad Umbria Jazz. Chiusura in grande stile per l’edizione numero 45 di Umbria Jazz. All’Arena del Santa Giuliana prima salirà sul palco Melody Gardot poi Gregory Porter con il suo omaggio a Nat King Cole.

 È la quarta volta di Melody Gardot a Umbria Jazz, che ha seguito fin dagli inizi la carriera di questa raffinata artista. Melody è uno dei talenti più puri emersi negli ultimi anni, e per di più con alcuni tratti non comuni: voce suadente, calda, capace di emozionare e di sedurre, ma non solo.
Melody Gardot è pure una straordinaria songwriter ed una band leader capace di dare, anche grazie ad una sapiente scelta dei musicisti e ad originali orchestrazioni, una veste sonora accattivante alle sue canzoni. Chi non l’avesse ancora ascoltata dal vivo può intanto ritrovare questo identikit artistico nel suo recentissimo Live in Europe, il disco dal vivo che le mancava (ma c’è anche un bel video che documenta un suo concerto all’Olympia di Parigi) e che lei ha fortemente voluto, lavorando ad una paziente e puntigliosa scelta delle registrazioni realizzate nei suoi ultimi tour.
Nel corso della ancor breve carriera la Gardot
ha di volta in volta esercitato le sue doti di compositrice in ambiti diversi che vanno dal jazz al blues, dal r&b agli aromi latini.
Uno sguardo, il suo, rivolto a 360 gradi sulla musica del mondo e del suo tempo, senza dimenticare le tradizioni e le radici. La stessa musica che l’ha salvata, in un lunghissimo ricovero ospedaliero, dai gravi danni causati dall’ investimento di un suv mentre andava in bicicletta. Dapprima terapia, la musica è cosi diventata la passione della vita e infine lavoro. I suoi cinque cd, più alcuni singoli ed ep ed ancor più le esibizioni live documentano un’artista elegante e coinvolgente nello stesso tempo.

Gregory Porter – vincitore già di due Grammy Awards – presenta dal vivo il suo omaggio a Nat King Cole, oggetto del suo più recente disco (il quinto in studio) uscito qualche mese fa per Blue Note. Un tributo sentito e fortemente voluto, perché il grande crooner è stato uno dei primi ispiratori di Porter, complici i dischi che la madre gli faceva ascoltare da piccolo. Per il cantante statunitense (classe 1971), però, Nat King Cole è stato non soltanto una influenza musicale ma anche una specie di figura paterna.

Il concerto perugino ripete la formula del disco e quindi si giova – unica data italiana – di una orchestra arrangiata e diretta da Vince Mendoza, vero specialista della materia (ha vinto cinque Grammy Award).
All’interno del disco, intitolato appunto “Nat King Cole & Me”, ci sono dei grandi classici come “Nature Boy”, “Smile” ed alti brani che hanno fatto grande la stella di Nat King Cole, oltre a una nuova versione di “When Love Was King”, che Porter aveva già inserito nel suo primo album. L’album, composto da 12 tracce (15 nella versione deluxe), comincia con il brano “Mona Lisa” e contiene anche altre canzoni come “The Christmas Song”, “L-O-V-E” e “I Wonder Who My Daddy Is”

Per Porter tornare a Umbria Jazz è sempre un fatto speciale perché il festival umbro è stato tra i primi a riconoscere il talento del cantante californiano. Il suo esordio fu a Umbria Jazz Winter #20 come resident artist per l’intera manifestazione. Porter era stato preceduto dagli apprezzamenti della critica americana che lo aveva definito il più sensazionale cantante jazz, soul, blues emerso negli ultimi anni. A partire dal primo disco, Water, che fu un clamoroso successo, Gregory Porter si è guadagnato cinque nomination e due vittorie ai Grammy. Negli ultimi cinque anni è stato più volte a Perugia, in una occasione come ospite vocale della Lincoln Jazz Orchestra diretta da Wynton Marsalis. Voce potente e melodica, le sue radici sono ben piantate nelle migliori tradizioni del jazz e della musica Nera.
L’orchestra che dirigerà Mendoza si basa sul nucleo di giovani musicisti che ha dato vita alla Umbria Jazz Orchestra, più altri fiati ed una sezione d’archi. Complessivamente, una sessantina di musicisti sul palco.
L’Umbria Jazz Orchestra ha già fornito ottime prove lavorando in precedenti edizioni del festival con Kurt Elling, Ryan Truesdell e Wayne Shorter. Il suo prossimo impegno sarà la rivisitazione delle canzoni dei Beatles arrangiate da Gil Goldstein, in programma a Terni per Umbria Jazz Spring.

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