Il grido di allarme degli operatori del parco del Monte Cucco

 
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Il grido di allarme degli operatori del parco del Monte Cucco

da Francesca Fantozzi (Presidente Associazione Operatori Parco Monte Cucco)
Le nostre attività, quelle sopravvissute alle terribili CONSEGUENZE DEL TERREMOTO del 2016 e dalla chiusura del “sistema Merloni”, stavano da poco rialzando la testa, quando si affaccia nelle nostre vite un nuovo nemico sconosciuto, il coronavirus sars – covid 19.

Ci eravamo già dovuti confrontare con la crisi economica nazionale che da anni è ormai una cronicità, ancor più sofferta nella nostra area (riconosciuta come AREA DISAGIATA) rispetto al resto d’Italia. Centinaia di esercizi commerciali hanno infatti chiuso i battenti dal 2012 ad oggi.

Purtroppo le ns attività sono chiuse e le ns preoccupazioni sono sempre più alte. Ciò malgrado stiamo lavorando per trovare soluzioni x la sopravvivenza delle nostre aziende, cercando un modo per poter continuare. Alcuni di noi hanno imprese storiche, ereditate dalla famiglia, risultato del lavoro e dei sacrifici di generazioni e più degli altri non si vogliono arrendere.

Dall’inizio della Pandemia ad oggi, dopo 3 mesi di una situazione spaventosa e agghiacciante l’unica cosa che ci è chiara è di essere in un clima di enorme INCERTEZZA ed i continui cambiamenti di scenari che si susseguono, mescolando ogni volta le carte del nostro futuro, sono contrari a tutto quello che costituisce i capisaldi del ns lavoro.

I settori turistico (già fortemente condizionato dal clima) e della ristorazione, altamente rappresentati nella nostra Associazione, e riconosciuti come eccellenza dell’economia del ns territorio, sono fra i settori maggiormente colpiti e dovranno affrontare enormi cambiamenti e grandi difficoltà per poter avviare la loro ripresa.

Ringraziamo il Governo per le misure finora adottate, fra le quali x la cassa integrazione in deroga, ma purtroppo ad oggi 9 settimane non sono sufficienti. Ringraziamo x la sospensione dei mutui e delle rate e x il contributo di sostentamento mensile, ma tutto ciò non è sufficiente se non verrà prorogato fino alla riapertura delle nostre attività.

Se per il 2020 non ci sarà la rimodulazione di tutte le imposte (Imu, Tasi,  ecc), e finanche  la cancellazione, per chi non riuscirà a superare il 50% del reddito del 2019, riteniamo che si verificherà uno scenario drammatico in cui molti di noi si troveranno costretti a chiudere, con la triste conseguenza della desertificazione del tessuto economico del territorio, e l’aumento esponenziale della disoccupazione nonchè del disagio sociale.

Abbiamo ben presenti le enormi difficoltà che il governo si trova ad affrontare in questo drammatico momento ma noi abbiamo bisogno di garanzie di sopravvivenza.

L’economia è ferma, perché NOI siamo fermi, tutti grandi e piccoli. Oggi chiediamo di sostenerci dopo una vita di lavoro serio e impegnativo in cui abbiamo sempre dato senza protestare. OGGI NON ci RIUSCIAMO più, NON ABBIAMO RISORSE SUFFICIENTI X far FRONTE al domani.

Abbiamo inoltre bisogno di linea guida chiare per poter programmare il nostro futuro.


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