Tagli alle autonomie scolastiche: Umbria ricorre al Tar

Dimensionamento scolastico, il Governo commissaria quattro Regioni

Ridotte da 134 a 130, la Regione contesta i criteri

Con la pubblicazione del decreto ministeriale che stabilisce la nuova distribuzione dei dirigenti scolastici e dei direttori amministrativi per l’anno scolastico 2026/2027, l’Umbria subirà un’ulteriore riduzione delle proprie autonomie scolastiche, passando da 134 a 130. Il provvedimento, confermato dal Ministero dell’Istruzione, ha escluso le osservazioni presentate nei mesi scorsi dalla Regione, spingendo l’assessore regionale all’Istruzione, Fabio Barcaioli, ad annunciare un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale.

La decisione ministeriale si inserisce nel processo nazionale di razionalizzazione previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ha già comportato interventi simili in diverse regioni. Tuttavia, la giunta regionale umbra ritiene che i nuovi parametri adottati non riflettano adeguatamente le condizioni del territorio. Secondo l’assessore, la stima della popolazione scolastica fornita dal Ministero, pari a circa 105mila alunni, non corrisponderebbe ai dati effettivi e trascurerebbe la distribuzione degli studenti nei piccoli comuni.

In un primo tentativo di contenere gli effetti del ridimensionamento, la Regione aveva già incluso nel piano dell’offerta formativa per il prossimo anno la soppressione di un’unica autonomia, quella di Valfabbrica, suddividendo la gestione tra Perugia 13 e Gualdo Tadino. Con la conferma del decreto, però, l’Umbria dovrà rinunciare ad altre tre autonomie, incidendo su scuole che, secondo la giunta, svolgono una funzione strategica nei contesti più fragili.

La Regione ribadisce di non voler eludere gli obiettivi di semplificazione richiesti a livello nazionale, ma intende farlo rispettando le peculiarità locali. Il ricorso al Tar punta dunque a sospendere l’applicazione del decreto, in attesa di una valutazione più attenta dei dati demografici e della conformazione territoriale umbra.

La vicenda si colloca in un contesto delicato per il sistema scolastico regionale, in cui il mantenimento delle autonomie viene considerato essenziale per garantire un’offerta educativa adeguata, specialmente nelle aree interne e meno densamente popolate.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*