Licei in Umbria chiusi da marzo 2020 situazione sta diventando ridicola

Non c'è variante che tenga, il Sars-Cov-2 si previene con i presidi

licei in Umbria chiusi da marzo 2020 situazione sta veramente diventando

Licei in Umbria chiusi da marzo 2020 situazione sta diventando ridicola

Ilicei in Umbria sono chiusi da marzo 2020, a parte pochi “giorni” di apertura, non possiamo neanche dire settimane visto che frequentavano a turno, la situazione sta veramente diventando ridicola se non fosse per i danni psico-fisici di una intera generazione. Quando lo stato apre le scuole le chiude la regione, quando le apre la regione le chiude il comune, quando le riapre il comune le chiuderà di nuovo lo stato perché finiremo in zona rossa:

1) non per colpa delle scuole superiori sempre chiuse
2) non per colpa della altre scuole di ogni ordine e grado ove il contagio non si trasmette grazie all’uso dei protocolli, caso mai sono presidi sul territorio ove intercettare e bloccare le catene di contagio.

Non c’è variante che tenga, il Sars-Cov-2 si previene con i presidi (mascherini e disinfettante mani ecc.) e i protocolli (banchi distanziati ecc.), di qualsiasi variante sia. Le scuole sono un servizio essenziale, come gli ospedali, stanno aperti con i rispettivi protocolli di sicurezza (per ovvie ragione più rigidi negli ospedali).
Non è possibile continuare a prendere in giro i nostri giovani, perché continuate a chiudere gli occhi davanti ai danni che producente? Ci sono segnali di allarme acclarati e agghiaccianti di tutti i disagi psico-fisici giovanili, di cui nei prossimi mesi e anni dovrà farsi carico il sistema sanitario nazionale, dov’è il vantaggio?
Questo è un circolo vizioso. Eppure dovreste essere voi che assicurate il diritto allo studio e alla salute dei nostri giovani. State gravemente ledendo entrambi questi diritti inalienabili. Ne sarete giudicati responsabili dalla storia, dalla società e possibilmente anche dalla legge. Tutti quelli che hanno visto e taciuto (professori, medici, genitori, giornalisti, politici, uomini di cultura) sono anch’essi moralmente responsabili, io non voglio essere tra questi.
Giuseppina Lombardi
(genitore)
LA LETTERA

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