Sindaca Ferdinandi: “Antifascismo Ineludibile per Chi Rappresenta le Istituzioni”
Perugia Commemora – Perugia ha celebrato con sentita partecipazione l’ottantesimo anniversario della Liberazione, un momento culminato nel vibrante discorso della Sindaca Vittoria Ferdinandi. La commemorazione, che ha toccato luoghi simbolo come il cimitero monumentale, Borgo XX Giugno e l’Ara Pacis, ha visto la presenza di numerose autorità civili e militari, rappresentanti delle istituzioni a vari livelli e associazioni combattentistiche.
Il cuore della giornata è stato il messaggio della Sindaca Ferdinandi, che ha posto l’accento sull’importanza di mantenere viva la memoria della Resistenza e di tradurre i valori della Costituzione in un impegno quotidiano. Citando le toccanti parole di Giordano Cavestro e Umberto Ricci, giovani partigiani che di fronte alla morte esprimevano la certezza che la loro “idea” di libertà sarebbe sopravvissuta, la Sindaca ha sottolineato come l’unico modo per onorare il loro sacrificio sia rendere la memoria un “impegno solenne qui ed ora”.
Ferdinandi ha criticato una certa tendenza a relegare il 25 aprile al passato, riducendolo a una mera data storica. “Il 25 aprile è stato il coronamento di un percorso e l’inizio di un cammino che dobbiamo rinnovare ogni giorno”, ha affermato con forza, distinguendo nettamente il concetto di Resistenza da quello di resilienza. “Resistere significa spingere indietro con forza; essere resilienti, invece, vuol dire che dobbiamo adattarci”, ha spiegato, mettendo in guardia dal rischio di una passiva accettazione delle ingiustizie. La Resistenza, ha ricordato, fu una reazione vigorosa a vent’anni di oppressione fascista.
Un passaggio centrale del suo intervento è stato dedicato al carattere antifascista della Repubblica Italiana, radicato nella Resistenza e sancito dalla Costituzione. “Veniamo da una Resistenza antifascista, siamo una Repubblica antifascista, poiché la Costituzione è intrisa di ribellione antifascista, ed è quindi ontologicamente antifascista”, ha dichiarato con fermezza. Da qui, un monito chiaro e diretto: “Nessuno di tutti quelli che hanno l’onore di rappresentare le nostre istituzioni può permettersi di non dichiararsi antifascista, se non a costo di rinnegare le nostre radici, la nostra storia, il sangue versato da chi ha lottato per la libertà della nostra Repubblica”.
Rifacendosi al pensiero di Piero Calamandrei, la Sindaca ha definito la Costituzione come “un giudizio sulla storia”, un baluardo contro le ingiustizie e un motore per il cambiamento sociale. Ha ricordato l’articolo 3 della Costituzione, evidenziando come esso impegni la Repubblica a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, un concetto reso ancora più pregnante dal contributo di Teresa Mattei, giovane partigiana e costituente.
Con uno sguardo all’attualità, Ferdinandi ha sottolineato che “il 25 aprile è oggi, non ottanta anni fa”, denunciando i venti di restringimento della democrazia, la costruzione di barriere tra gli esseri umani e le violazioni dei diritti individuali che si manifestano nel presente. Ha evidenziato le contraddizioni ancora esistenti, come la violenza di genere, il persistere di discriminazioni razziali e la crisi ambientale, fenomeni che richiamano quella “dimensione eterna del fascismo” evocata da Umberto Eco.
La Sindaca ha lanciato un appello alla responsabilità collettiva, invitando a trasformare la rabbia e l’odio in speranza e in un progetto politico concreto. “La liberazione è davanti a noi, se ne siamo all’altezza”, ha affermato, esortando a seguire verità come il rifiuto della paura, del giudizio, dell’aggressione e dell’indifferenza di fronte alla sofferenza altrui, verità che giungono anche attraverso figure come Papa Francesco.
In conclusione, Ferdinandi ha ribadito che “il nostro compito è allargare gli spazi della democrazia e difendere i diritti umani”, individuando nuove forme di partecipazione e riconoscendo il valore del dissenso e della ribellione come strumenti di ricerca. Ha invocato un impegno costante per la rimozione degli ostacoli al pieno sviluppo di ogni persona e un’abnegazione totale alla guerra. Il suo appello finale è stato un omaggio a Rita, Giordano e Umberto, un invito ad agire per un’Italia e un mondo all’altezza degli esseri umani.
Parallelamente al discorso della Sindaca, le celebrazioni hanno visto la deposizione di corone commemorative e momenti di raccoglimento nei luoghi simbolo della Liberazione perugina, con interventi che hanno riaffermato il valore fondante del 25 aprile per la Repubblica. Le commemorazioni proseguiranno con un convegno dedicato al significato storico della ricorrenza.
La giornata del 25 aprile è stata celebrata in Umbria con ampie manifestazioni di partecipazione popolare, sottolineando l’importanza della ricorrenza per l’identità nazionale. In occasione della Festa della Liberazione, numerosi cittadini si sono riuniti in una commemorazione diffusa che ha coinvolto capillarmente il territorio regionale.
Il messaggio centrale delle iniziative -come ha sottolineato la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti – è stato il legame tra i valori della Resistenza e quelli sanciti dalla Costituzione repubblicana, ancora oggi considerati fondamenta della convivenza democratica. A rendere il momento particolarmente significativo è stata anche la presenza del Presidente della Regione, che ha vissuto per la prima volta la ricorrenza in questo ruolo istituzionale.
L’evento, secondo quanto annunciato, seguirà – continua Proietti – nei prossimi anni una rotazione tra le due città principali, Perugia e Terni, e si estenderà a piccoli centri umbri teatro di gravi episodi durante la guerra, affinché nessun sacrificio venga dimenticato.
Tra le località menzionate, Mucciafora — frazione del comune di Vallo di Nera — è stata ricordata per l’eccidio del 1943 in cui persero la vita sette civili per mano delle truppe naziste. Il ricordo di queste tragedie sarà inserito stabilmente nel programma delle celebrazioni, con l’intento di mantenere viva la memoria collettiva.
Il 25 aprile in Umbria si conferma quindi – conclude Proietti – una ricorrenza sentita, che unisce comunità e istituzioni in un percorso di consapevolezza storica e di impegno verso i valori della libertà, della democrazia e della pace.
Il prefetto di Perugia, Francesco Zito, ha preso parte per la prima volta alle celebrazioni del 25 aprile, sottolineando l’ampia partecipazione della cittadinanza. La presenza diffusa testimonia l’attaccamento della popolazione alla ricorrenza e al suo significato storico. Le celebrazioni hanno evidenziato il valore della libertà e il carattere popolare della festa. La giornata si è svolta con un forte senso di coinvolgimento collettivo e condivisione civile.
Anche la Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi, ha sottolineato come il 25 aprile non sia una semplice festa, ma un momento di profonda riflessione sul sacrificio di coloro che hanno lottato per la libertà e per un’Italia migliore. Il Prefetto di Perugia, Francesco Zito, ha espresso la sua sorpresa per la grande partecipazione popolare alle celebrazioni, segno di un attaccamento vivo ai valori della Liberazione. La Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha annunciato una rotazione annuale delle celebrazioni principali tra Perugia e Terni, con l’intenzione di estendere il ricordo anche a realtà minori che hanno vissuto momenti di grande dolore durante l’occupazione nazifascista.


















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