Delibera della vergogna sulla RU486, Regione deve adeguarsi al nazionale

 
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Delibera della vergogna sulla RU486, Regione deve adeguarsi al nazionale

Delibera della vergogna sulla RU486, Regione deve adeguarsi al nazionale

“Avevamo temuto che la celerità con cui in giugno questa Giunta a trazione leghista ha adottato la ‘delibera della vergogna’ sulla RU486, limitando l’accesso delle donne all’interruzione volontaria di gravidanza, non sarebbe stata eguagliata dalla celerità nell’adeguarsi alle linee guida emanato dal ministero della Salute nella prima decade di agosto”, lo scrivono i consiglieri regionali del Gruppo PD che aggiungono: “mai avremmo pensato che la Lega sarebbe arrivata a tenere in ostaggio il Centro per le Pari opportunità facendo mancare, nella seduta di martedì, in cui l’Assemblea del Cpo avrebbe dovuto esprimersi sull’aborto farmacologico, il numero legale per impedire di fatto non solo il confronto su questo tema ma anche il libero e democratico funzionamento di quest’organo”.

IN SINTESI
I consiglieri del Gruppo Pd di Palazzo Cesaroni puntano il dito sulla Giunta regionale per non avere dato corso al “recepimento delle linee guida sull’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica emanate dal ministero della Salute nella prima decade di agosto e sui cui la disponibilità annunciata dall’assessore Coletto, nel corso dell’ultimo Consiglio regionale, rimane solo a parole”. Il gruppo Dem lancia un appello alla presidente Tesei affinché “dimostri, come ha più volte detto, di essere davvero e con i fatti dalla parte delle donne e non ostaggio della peggiore destra”. 

“La volontà della Lega è chiara – proseguono i consiglieri Dem -, la disponibilità, in tema di recepimento delle linee guida, annunciata dall’assessore Coletto nel corso dell’ultimo Consiglio regionale, rimane solo a parole, nei fatti c’è il totale immobilismo e l’impedire il libero confronto su di un tema così significativo nella vita delle donne che tutt’ora in Umbria, per ricorrere all’Ivg farmacologica, sono costrette a sottostare ad un ricovero di tre giorni”. “Tutto questo è inaccettabile per la nostra comunità di donne e uomini. Per questo – concludono – lanciamo un appello alla presidente Tesei affinché recepisca in fretta le linee guida sull’IVG farmacologica dimostrando così, come ha più volte detto, di essere davvero e con i fatti dalla parte delle donne e non ostaggio della peggiore destra, che ha lavorato e sta lavorando per limitare il diritto di scegliere delle donne e per non ripristinarlo”.

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