Giorno del Ricordo, l’Umbria commemora le vittime delle foibe

Giorno del Ricordo, l'Umbria commemora le vittime delle foibe

Silvano Olmi ospite negli eventi della provincia di Perugia 

di RitaPaltracca

Ricordare è un dovere morale. Conoscere è un atto di giustizia. Partecipare è un segno di rispetto.
Comitato 10 Febbraio – Umbria

La regione Umbria si prepara a vivere un momento di profonda riflessione collettiva per restituire dignità e voce a una delle pagine più drammatiche e a lungo taciute della storia nazionale. In occasione delle celebrazioni istituzionali legate al Giorno del Ricordo, il Comitato 10 Febbraio- Umbria ha pianificato una serie di interventi coordinati che vedranno la partecipazione dei vertici nazionali dell’organizzazione.

Sabato 7 febbraio 2026 segnerà una data centrale per il territorio umbro, con la visita del Presidente Nazionale Silvano Olmi, atteso per una maratona di incontri volti a onorare la memoria dei martiri delle foibe e l’odissea degli esuli giuliano-dalmati.
La ricorrenza, sancita ufficialmente dalla legislazione italiana nel 2004, non rappresenta soltanto un atto dovuto di pietà verso chi perse la vita negli abissi carsici, ma un impegno civile contro l’oblio. Il dramma vissuto dagli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia iniziò a manifestarsi con violenza inaudita dopo l’armistizio del 1943, quando le milizie di Tito avviarono una sistematica operazione di eliminazione fisica e politica. Migliaia di innocenti vennero perseguitati e barbaramente uccisi, spesso legati tra loro con il filo di ferro e gettati nelle cavità naturali mentre erano ancora in vita. A questo orrore seguì lo sradicamento di oltre trecentocinquantamila persone, costrette a lasciare ogni bene per fuggire verso una madrepatria che, in molti casi, le accolse con un’indifferenza figlia delle tensioni ideologiche del dopoguerra.

Il programma di sabato 7 febbraio si aprirà alle ore 10:00 a Massa Martana, presso la cornice del Teatro Consortium. L’evento vedrà la partecipazione straordinaria del Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare, figura simbolo del servizio e del sacrificio per la nazione. La mattinata proseguirà con un gesto ad alto valore simbolico: l’inaugurazione di una “Panchina Tricolore” in Largo Norma Cossetto. Questo arredo urbano commemorativo intende fissare nello spazio pubblico il nome della giovane studentessa istriana, emblema del martirio femminile nelle foibe, affinché il suo coraggio sia di monito alle nuove generazioni. Nel pomeriggio, alle ore 16:00, la delegazione si sposterà a Bastia Umbra per una cerimonia solenne in via Martiri delle foibe, confermando la capillarità dell’iniziativa.

L’itinerario istituzionale toccherà infine in serata Città di Castello. Alle ore 18:00, presso i locali del Circolo Tifernate in Largo Goldoni, si terrà un seminario di approfondimento storico che vedrà Silvano Olmi dialogare con i cittadini. Accompagnato da Raffaella Rinaldi, coordinatrice regionale del Comitato, il Presidente traccerà un bilancio del lungo percorso necessario per rompere il muro di silenzio che per decenni ha circondato il confine orientale. La serata non sarà soltanto una rievocazione del passato, ma un’analisi lucida su come la cultura italiana dell’Adriatico orientale debba essere preservata come parte integrante e inalienabile del patrimonio identitario del Paese.

Raffaella Rinaldi, nel presentare il calendario degli eventi, ha voluto ribadire che l’opera dell’associazione non si esaurisce nella sola data del 10 febbraio. Il lavoro instancabile degli iscritti mira a scardinare quella “congiura del silenzio” che ha caratterizzato il panorama politico e accademico per gran parte del secondo Novecento.

Denunciare i crimini del comunismo jugoslavo non è un’operazione di parte, ma un atto di giustizia verso chi è stato ucciso due volte: dalla violenza dei carnefici e dall’indifferenza della storia ufficiale. L’invito rivolto alla cittadinanza perugina e di tutta la provincia è quello di partecipare numerosi, trasformando la commemorazione in un momento di autentica consapevolezza democratica.

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