Isola ecologica di Collestrada, cittadini lasciati fuori

Proteste a Perugia per rifiuti respinti nonostante orario regolare

Perugini, diciamocelo: andare a conferire i rifiuti ingombranti all’isola ecologica non è proprio il sogno di nessuno. Ma lo facciamo, perché è giusto, perché ci teniamo alla nostra città, perché vogliamo tenerla pulita come merita.

Immaginate questa scena, che potrebbe capitare a ognuno di noi.

È il 28 novembre e sono le 17:00 spaccate. Arrivi all’Isola Ecologica di Collestrada — sì, proprio quella dove tutti noi, almeno una volta, abbiamo passato un pomeriggio trascinando mobili, scatoloni o elettrodomestici.

Hai caricato tutto in macchina, hai rispettato gli orari, hai fatto il tuo dovere da cittadino perugino modello. Ma appena varchi l’ingresso, ecco la sorpresa: “Non si può entrare. Non riceviamo più niente.” Perché secondo l’operatrice il mezzo non è adatto.

Guardi l’orologio. Segna 17:00, la chiusura è prevista per le 18:00. Non 17:05, non 17:10. No: le 17:00.

E allora ti prende quella sensazione che ogni perugino conosce bene: un misto tra incredulità, stanchezza e quel classico “ma sul serio?!”.

Perché qui non si parla di essere furbi o di arrivare fuori tempo. Qui si parla di essere in orario, eppure trattati come se stessi chiedendo un favore.

E mentre cerchi di capire cosa stia succedendo, arriva il colpo di grazia: sei costretto a uscire dall’isola ecologica con tutto il carico.

Provi a chiedere almeno un carrello — niente di che, solo per non farti il giro completo con roba pesante sulle spalle. E indovinate? Un altro no. Categorico. Senza un minimo di buon senso.

E allora ti ritrovi lì, fuori dai cancelli, con la schiena piegata e la pazienza al limite. E pensi: ma è possibile che un cittadino che rispetta le regole venga trattato così?

Perugini e cari cittadini tutti, questa non è solo la storia di una persona. È la storia di tanti di noi. Di chi si impegna, di chi rispetta gli orari, di chi ci mette tempo e fatica per fare la raccolta correttamente — e viene ripagato con porte chiuse, toni rigidi e zero collaborazione.

E allora sì, è giusto raccontarlo. Perché un servizio pubblico deve essere all’altezza della città che rappresenta. Perché Perugia merita rispetto. E perché i cittadini che fanno la loro parte non possono essere trattati come un fastidio, ma come una risorsa.

Se vogliamo una città più pulita, più ordinata, più moderna… dobbiamo cominciare dalle cose semplici: accoglienza, cortesia, buon senso.

Tre cose che, quel giorno, all’Isola Ecologica di Collestrada, sono rimaste chiuse dentro i bidoni della spazzatura!

✍️ Prof.ssa Yessenia Barros

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