Martinisi, dall’Umbria al Mondiale dei sommelier 2026

Martinisi, dall’Umbria al Mondiale dei sommelier 2026

Andrea Martinisi punta al titolo globale a Lisbona 

AUCKLAND, 26-03-2026 – Il firmamento dell’enologia internazionale si prepara ad accogliere uno dei suoi protagonisti più brillanti, in una sfida che unisce idealmente il cuore dell’Italia alle terre della Nuova Zelanda.

Andrea Martinisi, professionista originario di Brufa, è stato ufficialmente designato per rappresentare lo stato oceanico all’ASI Best Sommelier of the World 2026. La prestigiosa kermesse globale si svolgerà a Lisbona dall’11 al 17 ottobre, mettendo a confronto i massimi esperti del settore in una contesa che richiede competenza tecnica, sensibilità sensoriale e una sconfinata cultura del vino, come riporta il comunicato di Michael Johnson – Media Liaison.

La traiettoria professionale di Martinisi rappresenta un esempio di dedizione e crescita costante, la sua base operativa èAuckland, le radici del suo talento affondano nel panorama della ristorazione d’eccellenza italiana. È nel Bel Paese che il sommelier ha mosso i primi passi, formandosi in templi del gusto come il Grand Hotel Villa Feltrinelli e lo St. Hubertus, sotto la guida dello chef pluristellato Norbert Niederkofler. Queste esperienze giovanili hanno forgiato una visione della sommellerie che unisce il rigore tecnico alla capacità di narrare il prodotto, doti che lo hanno poi proiettato verso le vette del mercato globale.

Il suo curriculum internazionale vanta collaborazioni di altissimo profilo, tra cui il passaggio fondamentale all’Hotel TerraVina con il leggendario Gérard Basset e l’esperienza presso The Fat Duck di Heston Blumenthal, icona della cucina d’avanguardia con tre stelle Michelin. Questo bagaglio di conoscenze ha permesso a Martinisi di imporsi rapidamente anche in Nuova Zelanda, dove ha collezionato titoli di Sommelier dell’anno e riconoscimenti prestigiosi da parte delle testate di settore più influenti, consolidando la sua posizione di leader nel Beverage Management.

La partecipazione al mondiale di Lisbona non è un debutto assoluto, ma il culmine di una scalata iniziata anni fa. Nel 2023, Martinisi ha conquistato un eccezionale ottavo posto nella competizione mondiale di Parigi, siglando il miglior piazzamento di sempre per un rappresentante neozelandese. Tale risultato, unito al secondo posto ottenuto nell’edizione Asia-Oceania a Tokyo, lo colloca di diritto tra i favoriti per il titolo del 2026. La sua determinazione è palpabile: l’obiettivo dichiarato è quello di superare i propri limiti, portando sul palco portoghese una sintesi perfetta tra l’eleganza italiana e il dinamismo della nuova scuola enologica.

Attualmente parte del team di Normanby Fine Wines & Spirits a Mount Eden, Martinisi continua a lavorare sulla selezione e sulla cultura del bere consapevole. La sua missione a Lisbona sarà quella di tenere alta la bandiera di due nazioni: quella che lo ha adottato professionalmente e quella che gli ha trasmesso la passione originaria per la terra. Per l’Umbria, la sua presenza al concorso ASI rappresenta un motivo di vanto, testimoniando come la scuola della sommellerie locale sia in grado di produrre profili di caratura mondiale capaci di influenzare i trend del consumo globale.

Il ruolo del sommelier moderno, come interpretato da Martinisi, va oltre il semplice servizio a tavola. Si tratta di una figura ponte capace di tradurre le complessità di un terroir per un pubblico internazionale sempre più esigente. La competizione di ottobre sarà un banco di prova durissimo, dove la teoria accademica si scontrerà con prove pratiche di servizio e degustazioni alla cieca di estrema difficoltà. Tuttavia, la solidità tecnica dimostrata negli anni e la capacità di mantenere la calma sotto pressione rendono il professionista umbro uno dei candidati più temibili per la vittoria finale.

La comunità dei sommelier italiani seguirà con attenzione le performance di Andrea a Lisbona, vedendo in lui un ambasciatore dell’identità enoica nazionale integrata con successo in un contesto multiculturale. In un settore in continua evoluzione, la storia di Martinisi ricorda che la curiosità e il coraggio di confrontarsi con diverse culture del vino sono le chiavi per raggiungere l’Olimpo della professione. L’appuntamento portoghese segnerà dunque una tappa fondamentale per la sua carriera e per l’intera scena della sommellerie internazionale, pronta a scoprire chi sarà l’erede dei grandi maestri del passato.

Infine, l’approccio di Martinisi alla gara si distingue per una preparazione meticolosa che copre ogni aspetto della viticoltura mondiale, dai distillati rari agli abbinamenti più complessi. La sua esperienza come Group Beverage Director per realtà come The Grove e Baduzzi gli ha permesso di affinare una gestione dello stress fuori dal comune, elemento essenziale per scalare la classifica ASI.

Lisbona attende dunque un professionista maturo, capace di rappresentare la Nuova Zelanda con un tocco umbro inconfondibile, puntando a migliorare ulteriormente il già storico risultato parigino per incidere il proprio nome nell’albo d’oro dei più grandi sommelier del pianeta.

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