Umbria mobilità TPL, giustizia e giustizialismo 2015, le elezioni regionali

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Umbria mobilità TPL, giustizia e giustizialismo 2015, le elezioni regionali

di Federico Novelli Segretario Regionale PSI
Il movimento cinque stelle attacca violentemente la presidente Marini e l’assessore Rometti su Umbria Mobilità: “ “A parere del M5S non può dichiararsi un successo lo scorporo di una società, nata nel 2010 e venduta appena 4 anni dopo, a causa dell’enormità di debiti accumulati, in una ‘bad company‘ – ossia Umbria Mobilità TPL – cui sono rimasti in capo i debiti pregressi (che al 31/12/2013 erano di circa 75 milioni di euro), ed in una ‘good company‘ – ossia Umbria Mobilità Esercizio – la parte appetibile venduta a BusItalia, società controllata dal gruppo Ferrovie dello Stato”. “un vero e proprio disastro, pagato da tutti i cittadini umbri; un’operazione di collettivizzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti”.

Il movimento fa l’esposto e prosegue la crociata giustizialista

“Nei prossimi giorni il M5S presenterà un esposto alla Procura della Corte dei Conti affinché venga attentamente valutato se vi sia stato un danno erariale nei confronti dei Cittadini umbri”. Il movimento fa l’esposto e prosegue la crociata giustizialista. Venerdì, 22 Settembre 2017 conferenza stampa a Palazzo Cesaroni dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, su Umbria Mobilità.

Presenti l’allora senatore pentastellato Stefano Lucidi e il consigliere comunale M5S di Terni Federico Pasculli. Rilanciano, chiedono l’attivazione immediata di una commissione di inchiesta: “La Commissione di inchiesta su Umbria Mobilità, deve essere attivata immediatamente, per fare finalmente chiarezza”.

Siamo di fronte ad un nuovo e plateale fallimento della politica”. Lucidi parla di “Umbria Immobilità”, la Carbonari di «una somma non riconciliata 13 milioni di euro fra Umbria Mobilità e Regione Umbria non sono mica spiccioli”. La chiarezza è finalmente arrivata il 10 maggio 2022, solo attraverso una sentenza della Corte di Cassazione. Non erano infatti bastate le due precedenti sentenze della Corte dei Conti Regionale e di quella Centrale.

Entrambe avevano sconfessato in pieno l’ipotesi accusatoria su due fronti: accanto alla pronuncia di rito dichiarativa del difetto di giurisdizione la Magistratura contabile aveva evidenziato sempre la correttezza dell’operato degli amministratori.

 Ora la Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha sconfessato

La Procura regionale presso la Corte dei Conti, tuttavia, aveva sempre deciso di impugnarle. Ora la Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha sconfessato l’impostazione della Procura e sancito “ nell’operato degli amministratori regionali e provinciali una condotta insindacabile nel merito alla stregua di scelte né irragionevoli, né abnormi ed anzi dotate di giustificazione palesata nell’esigenza di non interrompere il TPL”. Voglio esprimere tutta la soddisfazione del Partito Socialista per questa sentenza e tutta la nostra vicinanza alla Presidente Marini, ai nostri assessori ai Trasporti Silvano Rometti e Giuseppe Chianella, che hanno molto bene operato nel solco della grande cultura amministrativa di cui i socialisti sono portatori da più di un secolo, oltre che a tutti gli amministratori coinvolti.

Amministratori tutti il cui operato è stato sempre improntato alla salvaguardia dell’interesse pubblico. Eppure sottoposti alla gogna politico-mediatica-giudiziaria che da anni conosciamo molto bene. All’orgia giustizialista hanno partecipato, oltre ai cinquestelle, i leghisti – ricordo, sempre nel luglio 2017 i consiglieri regionali della Lega nord, Emanuele Fiorini e Valerio Mancini, in una conferenza stampa sul tema dichiaravano

”Da anni denunciamo sprechi di denaro, inefficienze e problemi, intervenga la magistratura” – ed altri pezzi della allora opposizione regionale. Travalicando i limiti della critica queste forze politiche, molti loro esponenti e militanti hanno alimentato violente polemiche, persino all’indirizzo delle persone degli amministratori e dei loro affetti più cari, distorcendo la loro immagine di persone ed amministratori, come ha bene ricordato la Marini.

A questo punto due riflessioni rivolte a tutte le altre forze politiche della sinistra umbre, al Partito Democratico, ad Articolo Uno, Sinistra Italia, Rifondazione, Verdi, Italia Viva, Azione, + Europa, Partito Radicale, cui quindici giorni fa avevo rivolto un appello ad intraprendere tutti insieme una strada fortemente garantista .

La prima: non ho letto ripensamenti da parte dei cinque stelle (ne da parte delle altre forze politiche della allora opposizione regionale) rispetto a quelle violente campagne, nemmeno una parola di autocritica. Eppure sono ormai coinvolti nelle alleanze con il centrosinistra in molte amministrazioni locali, a partire dalle Province di Terni e di Perugia ed in molti comuni. Credo che fare finta di nulla da parte nostra, senza pretendere dal movimento parole di chiarezza sui metodi da loro adottati in questi anni, non sia utile a costruire alleanze solide e non sia compreso dai cittadini.

La seconda: il 12 giugno ci sono i referendum sulla giustizia

E’ una ambiguità che finirà per alimentare ancora il giustizialismo. La seconda: il 12 giugno ci sono i referendum sulla giustizia. I quesiti rimasti toccano temi di grandissimo rilievo, come la c.d. carcerazione preventiva e la separazione delle carriere, che incidono profondamente sui diritti costituzionali dei cittadini e sull’equilibrio tra i poteri dello Stato. Facciamo come se nulla fosse o ne discutiamo?
Federico Novelli Segretario Regionale PSI

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