Trasporto ferroviario: l’Umbria difende la Orte-Roma

Trasporto ferroviario: l'Umbria difende la Orte-Roma
ph. tommyB
Il consiglio regionale si mobilita a Perugia sui treni 

Perugia, 13 07 2026 – L’Assemblea legislativa della Regione Umbria ha espresso un voto favorevole in merito alla tutela dei collegamenti dei treni regionali. L’atto di indirizzo è stato approvato a Perugia all’interno dell’Aula di Palazzo Cesaroni con una votazione che ha visto 13 preferenze a favore espresse dai rappresentanti della maggioranza consiliare e 6 pareri contrari manifestati da esponenti dell’opposizione. Il documento politico scaturisce da una iniziativa condivisa e sottoscritta dai consiglieri regionali Letizia Michelini, Cristian Betti, Stefano Lisci, Maria Grazia Proietti appartenenti al Partito Democratico, Fabrizio Ricci del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, Luca Simonetti del Movimento 5 Stelle e Bianca Maria Tagliaferri della formazione Unione Democratica – Patto Civico. L’approvazione formale impegna le istituzioni regionali a intraprendere azioni celeri per salvaguardare il transito dei convogli sulla tratta strategica.

La mozione approvata definisce le linee guida per l’azione della Giunta guidata dall’esecutivo regionale, sollecitando un intervento forte e continuativo nei confronti dei principali soggetti che gestiscono la rete e le regole dei trasporti nazionali. L’atto chiede nello specifico di portare avanti con determinazione le trattative e il confronto con i vertici di Rete Ferroviaria Italiana, di Trenitalia e dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti per ottenere una revisione approfondita di tutte quelle norme e disposizioni tariffarie o di ripartizione delle tracce che potrebbero danneggiare la mobilità locale. Tra le richieste principali figura l’istituzione ufficiale da parte del Governo nazionale di un tavolo permanente di discussione tecnica e politica che veda la partecipazione diretta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti insieme alle amministrazioni delle Regioni confinanti interessate dai medesimi disagi sulla tratta.

L’obiettivo primario della mobilitazione istituzionale è assicurare la permanenza costante dei treni regionali e interregionali umbri lungo i binari della linea direttissima nel tratto compreso tra le stazioni di Orte e Roma. Le forze politiche intendono contrastare fermamente il rischio di un instradamento sistematico dei convogli destinati ai pendolari sulla rete definita come linea lenta. Questo eventuale spostamento provocherebbe infatti un inevitabile e cospicuo allungamento dei tempi di viaggio giornalieri per i lavoratori e gli studenti. Di conseguenza, il documento stabilisce che la tutela del diritto alla mobilità dei cittadini debba avere una priorità assoluta rispetto alle dinamiche di mercato del settore ferroviario. La Giunta dovrà inoltre relazionare in modo periodico all’Assemblea legislativa riguardo agli sviluppi dei tavoli e valutare richieste di indennizzi economici o ristori strutturali per gli utenti qualora si registrassero dei peggioramenti nel servizio offerto.

La prima firmataria del testo, Letizia Michelini, ha illustrato i motivi urgenti che hanno spinto alla presentazione dell’atto, evidenziando le storiche problematiche affrontate dalla popolazione umbra. I passeggeri subiscono da molto tempo disagi quotidiani causati da ritardi cronici, improvvise soppressioni di corse e un calo generale degli standard di qualità della flotta.

Gli interventi: 

Enrico Melasecche (Lega): Esprime contrarietà alla mozione della maggioranza, accusandola di rifiutare il dialogo e di aver dimostrato incapacità gestionale, delegando gli interessi dell’Umbria alla Toscana. Sottolinea la gravità della situazione (chiedendo interventi pratici su vandalismi e aria condizionata) e sollecita la Regione a far valere l’accordo di programma vigente, spingendo l’Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art) ad aprirsi alle richieste regionali.

Cristian Betti (Pd): Difende la mozione e l’operato della Giunta, spostando la responsabilità sulla totale assenza del Ministro dei Trasporti Salvini. Accusa l’opposizione di “mutismo selettivo” per coprire il Governo e reitera la necessità di istituire un tavolo istituzionale congiunto con i territori limitrofi e il Ministero per risolvere i disagi quotidiani dei pendolari.

Francesco De Rebotti (Assessore ai Trasporti): Distingue nettamente tra Alta Velocità e trasporto regionale, evidenziando i problemi strutturali dell’Umbria (come il binario unico) e la gestione critica della tratta Orte-Roma. Spiega che il settore dei pendolari è penalizzato da una delibera pericolosa dell’Art e dalla priorità politica data solo ai treni veloci. Chiede l’apertura immediata di un tavolo di coordinamento nazionale con il Ministero e le altre Regioni, confermando un confronto serrato con Rfi per il monitoraggio dei cantieri estivi.

Eleonora Pace (FdI): Evidenzia una spaccatura nei toni tra l’Assessore e il capogruppo del Pd. Accusa la maggioranza di aver respinto per arroganza e per logiche di “bandierina” la mozione presentata dal centrodestra, perdendo così l’opportunità di approvare un documento unitario e condiviso per tutelare i pendolari umbri.

Fabrizio Ricci (AVS): Sostiene con forza la mozione della maggioranza, inquadrando il problema non come un deficit gestionale, ma come una precisa scelta politica a livello nazionale. Denuncia il fatto che il trasporto pubblico sia trattato come un bene di mercato sacrificato in favore dell’Alta Velocità, intaccando così il diritto costituzionale alla mobilità dei cittadini.


La principale preoccupazione attuale deriva dall’applicazione della Delibera numero 49 del 2026 emanata dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti. Questo provvedimento rischia di alterare gli equilibri normativi riducendo lo spazio di transito riservato ai servizi di pubblica utilità per favorire le tratte ad alta redditività commerciale.

L’Umbria si trova in una condizione di svantaggio infrastrutturale strutturale causato dall’assenza di fermate dirette dell’Alta Velocità sul proprio territorio, un fattore che rischia di aumentare l’isolamento geografico della regione con ripercussioni negative sull’economia, sul turismo e sui livelli occupazionali. Nonostante i tentativi di dialogo avviati dalla Regione con i gestori della rete e le reiterate richieste inviate al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, non sono ancora giunti riscontri concreti ed efficaci capaci di riequilibrare i diritti dei viaggiatori locali rispetto alle esigenze dei treni di mercato veloci sulla tratta Firenze-Roma.

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