Cyberbullismo, il Viminale: “Cambiate la legge o impugnamo”. Porzi: “Osservazioni sbagliate”

Insediata prima Commissione consiliare, Nicchi presidente e Porzi vice

PERUGIA – La legge sul Cyberbullismo va cambiata, pena l’impugnativa del Consiglio dei Ministri. C’è scritto questo sul documento arrivato a Palazzo Cesaroni e a Palazzo Donini direttamente dal Viminale, con una serie di prescrizioni per modificare il provvedimento, approvato all’unanimità dall’Aula e firmato dalla presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Donatella Porzi e dal consigliere regionale (SeR) Silvano Rometti.

Il problema, stando al documento, è che la legge, parlando di prevenzione e contrasto e prevedendo l’istituzione di un tavolo, andrebbe ad invadere le competenze del Governo in merito al mantenimento dell’ordine pubblico. Osservazioni rigettate dalla prima firmataria del provvedimento, la presidente di Palazzo Cesaroni Porzi.

“Spero – dice Porzi –  che sia dovuta ad una svista, ad un malinteso o ad un equivoco la manifestata volontà del Ministero dell’Interno, retto da Matteo Salvini, di impugnare la legge regionale dell’Umbria sul Cyberbullismo a causa di un conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato. Secondo il Viminale infatti il provvedimento umbro, approvato all’unanimità dall’Aula, invaderebbe le competenze del Governo”.

“Il Ministero dell’Interno – spiega la presidente Porzi – solleva dubbi di legittimità costituzionale per alcune parti, che risulterebbero lesive della competenza esclusiva statale. Non so quale sarà la decisione della presidente Marini, l’organo competente per l’eventuale ricorso in caso di impugnativa del Governo – dice la presidente Porzi –, ma intendo rilevare che le contestazioni al provvedimento non hanno ragion d’essere, frutto forse di un efficientismo fuori luogo nei confronti di una legge di civiltà che vuole rafforzare e creare sinergie con le attività degli organi competenti, in virtù del fatto che chi è nei territori conosce meglio le problematiche di chi è a Roma”.

“Sottolineando che leggi analoghe delle altre Regioni (Lombardia, Lazio, Liguria e Friuli Venezia Giulia) non sono state impugnate – conclude la presidente Porzi – ribadisco il fatto che il provvedimento umbro non presenta alcunché di ‘sovversivo’: non abbiamo certo inteso con la nostra normativa di sostituirci o sovrapporci agli organi dello Stato, abbiamo solo messo a disposizione uno strumento in più, volto a rafforzare lo sforzo di tanti soggetti coinvolti nella lotta al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo che è una vera piaga del nostro secolo”.

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