A Monte Cucco il Nibbio 01 recupera i dispersi nella neve
Monte Cucco, 7-04-2026 – Una complessa operazione di salvataggio si è conclusa con successo nel tardo pomeriggio odierno sulle vette dell’Appennino umbro-marchigiano. L’allarme è scattato intorno alle ore 17:00, quando la centrale operativa è stata informata della presenza di due persone in grave difficoltà. I soggetti si trovavano intrappolati in un settore impervio del massiccio, circondati da accumuli nevosi che rendevano impossibile ogni movimento in sicurezza. La situazione climatica e la morfologia del terreno hanno subito delineato un quadro di potenziale pericolo evolutivo, richiedendo una mobilitazione immediata e coordinata delle forze di emergenza regionali.
Il primo passaggio cruciale ha riguardato la localizzazione esatta dei dispersi. Il Tecnico di Centrale Operativa del SASU, operando all’interno della struttura del 118, ha sfruttato sistemi tecnologici avanzati di geolocalizzazione. Incrociando i dati del software cartografico specifico con la profonda conoscenza dei sentieri locali, gli specialisti sono riusciti a ottenere coordinate millimetriche. Questa rapidità nella fase di individuazione ha permesso di ridurre drasticamente i tempi di attesa, evitando che il calo delle temperature e l’oscurità imminente peggiorassero ulteriormente le condizioni fisiche dei due malcapitati, ormai fermi da tempo. In considerazione della zona estremamente scoscesa, è stato disposto l’invio immediato dell‘elicottero Nibbio 01. Il velivolo ha trasportato un’equipe multidisciplinare composta da personale medico, infermieristico e un tecnico specializzato nel recupero in quota. Parallelamente, le squadre di terra del SASU si sono mosse verso l’area della fonte “Acqua Ghiacciata”, situata a circa 1400 metri di altitudine. I due escursionisti sono stati avvistati proprio a ridosso di un insidioso nevaio, dove la pendenza e il ghiaccio avevano bloccato ogni via di fuga. Gli operatori hanno eseguito le manovre di imbarco con estrema perizia, prelevando i soggetti direttamente dal versante montuoso.
Una volta a bordo e successivamente trasportati in una zona sicura, i superstiti sono stati sottoposti a uno scrupoloso controllo clinico. Nonostante il forte stress psicologico e l’esposizione prolungata al freddo d’alta quota, i medici non hanno riscontrato traumi o patologie acute. L’intervento si è dunque risolto senza conseguenze sanitarie gravi, confermando l’efficacia del protocollo d’urgenza. La sinergia tra le unità aeree e le squadre territoriali ha garantito una risoluzione tempestiva di un evento che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.

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