Tpl tagli, lotte sindacali, criticità storiche ed innovazione

breve analisi di una situazione difficile

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Tpl tagli, lotte sindacali, criticità storiche ed innovazione

riceviamo da Alexandru Rares Cenusa
Tpl tagli, lotte sindacali, criticità storiche ed innovazione  Diciamolo subito: la situazione del Tpl su gomma in Umbria è difficile. Ormai i tempi delle gestioni ATAM o APM sembrano non solo lontani, ma addirittura frutto della fantasia per chi non le ha conosciute.

Ci riferiamo a quando gli autobus correvano in tutta Perugia con frequenze che negli orari di punta potevano scendere addirittura all’ordine dei 10 minuti, ed esistevano linee che collegavano ogni trenta minuti zone estremamente periferiche delle colline perugine.

Bene. Questi tempi sono finiti. Sono finiti per tutta una serie di mutamenti economici, di orientamenti politici e, come dimostrato da recenti vicende giudiziarie, anche a causa di una gestione definita dagli inquirenti “azzardata”, che ha portato a situazioni debitorie tali da rendere impossibile il ritorno dei tempi passati.

Detto questo, spezzata cioè una lancia (ma anche più di una) in favore della attuale giunta guidata da Donatella Tesei, è necessario fare un’analisi che speriamo l’Assessore Enrico Melasecche, nella sua grande e rinomata capacità di ascolto e comunicazione, non consideri come un attacco alla sua persona. Stiamo parlando di analizzare i punti deboli della gestione del Tpl umbro.

Confidando nella possibilità di essere di spunto

Confidando nella possibilità di essere di spunto anziché di intralcio, diciamo immediatamente che, oltre a dover fronteggiare una situazione economica difficile, l’Assessore Melasecche (ma anche il suo team di dirigenti e consulenti), devono venire a patti con due verità.

La prima è di ordine amministrativo. La riorganizzazione in lotti della Regione Umbria. Tale provvedimento viene visto come legalmente ed economicamente ineluttabile dall’esecutivo regionale e dal suo assessore alla mobilità. Melasecche ha affermato recentemente che oltre ad essere “legalmente obbligato”, porterà ingenti risparmi quantificati dall’Assessore nell’ordine di 13 milioni (10 per la Regione e 3 per gli enti locali).

Tale scelta viene però aspramente osteggiata dai sindacati del Tpl che paventano una riduzione di qualità del servizio. Qualità appunto. Veramente di “qualità” è ad oggi possibile parlare? A Perugia ormai solo chi non ha un mezzo privato si sposta ancora con l’autobus. L’assessorato di Melasecche, e la presidenza di Donatella Tesei, non sembrano aver spezzato con il passato degli ultimi 15 anni.

Tagli, tagli, tagli. Tagli lineari di chilometri di linee imputate a carenze di finanziamenti pubblici e di bigliettazione. A Perugia, ma anche in tutto il resto dell’Umbria, ormai ci si affida al mezzo pubblico solo come ultima risorsa quando la scelta è “o bere o affogare”. In pratica, anche se l’attuale conduzione dell’assessorato alla mobilità starebbe portando benefici economici alle casse regionali, l’oggettivo effetto sull’utenza è altresì rimasto invariato.

Un deciso rinnovamento con mezzi ecologici

Gli autobus e le corse sono sempre di meno. È vero che adesso la flotta regionale sta andando incontro ad un deciso rinnovamento con mezzi ecologici, ma a cosa serve avere autobus ecologici se l’utenza non c’è? Ancor di più; a cosa servono questi mezzi se a, causa della mancanza di utenza, gli indirizzi gestionali sembrano rimanere i tagli lineari? Sembrerebbe quasi di essere incastrati nella dicotomia

“Finanziamento pubblico – Tagli lineari” che caratterizzò la gestione della holding regionale unica “Umbria Mobilità” (ma anche di precedenti soggetti). Con tutta la dovuta umiltà di fronte a chi dirige il Tpl umbro: non sarà forse che dalle parti dell’assessorato regionale sarebbe utile un deciso rinnovamento di idee ed orientamenti? Con questo non si intende ovviamente dire che l’attuale Assessore non sia competente in materia, né che il suo team dirigenziale e di consulenti lasci a desiderare.

Le capacità non mancano

Tutt’altro. Lo scrivente è convinto che le capacità non manchino. D’altro canto però la realtà ci mostra un Tpl ridotto ormai quasi ad un guscio vuoto. Quindi forse, per rendere dinamico e attraente il Tpl, serve qualcosa di diverso da autobus ecologici e graziosi pannelli luminosi alle fermate?

Quindi cosa fare? Di pensieri alternativi la regione sembra essere piena. Personaggi noti quali il Colonnello Alessio Trecchiodi, l’Architetto Luigi Fressoia, Michele Guaitini, l’ing. Rino Fruttini, e tanti altri hanno proposto di volta in volta idee e progetti. Tuttavia, non avendo chi scrive la presunzione di saperne di più dell’Assessore Enrico Melasecche, e del suo team, la linea seguita da questi ultimi ci porta ad una importante constatazione.

Holding Umbria Mobilità

Se 13 saranno i milioni risparmiati, e se la suddivisione in 4 lotti della regione (ritorno alla situazione pre – Holding Umbria Mobilità) consentirà snellimento nelle gare di assegnazione e negli adempimenti burocratici, perché non utilizzare tutto il tempo, e soprattutto i soldi risparmiati, per investire sul potenziamento del Tpl?

Perché non sfruttare questa riorganizzazione per uscire dalla dicotomia che lega il tpl ai finanziamenti pubblici e alla bigliettazione (effettiva o prevista)? Se, come sembra, si riuscirà a giungere ad un netto risparmio di soldi e tempi della burocrazia, non sarà ora di rischiare investendo su nuovi approcci al servizio per farlo crescere rendendolo più attrattivo per l’utenza?

Dicevamo in precedenza di due verità. La seconda verità è che l’Umbria è un territorio difficile per il settore trasporti. Pochi abitanti. Un territorio vasto e a tratti impervio. Comunità piccole e sparse in una regione dall’orografia tormentata che ha condizionato lo sviluppo infrastrutturale.

Questa è la scacchiera su cui l’assessore Enrico Melasecche, e la presidente regionale Donatella Tesei, devono impostare le scelte del Tpl umbro. Chiaramente appare difficile giocare su un terreno del genere con regole mutuate da scacchiere congeniali che caratterizzano gli orientamenti trasportistici “mainstream”(città e regioni densamente popolate, con meno criticità orografiche, che generano grandi flussi di bigliettazione e fondi pubblici).

La scelta è tra un ripensamento delle regole e delle strategie da adottare, puntando ad una soluzione “umbra” del problema, oppure continuare a ragionare come le grandi e congeniali realtà del Tpl, soffrire di conti che non tornano, tagliare, ridurre il servizio, allontanare la poca utenza, per poi dover tagliare ancora. Spesso l’assessore Melasecche, molto attivo sui social, ha lamentato di essere in un meccanismo in cui il bravo amministratore deve far quadrare i conti. Indubbiamente è vero.

Tuttavia un bravo amministratore deve avere anche il coraggio di cogliere opportunità.

Dal momento che, come egli stesso afferma, l’Assessore ha avuto il coraggio di prendere di petto questioni burocratiche ed economiche spinose, dal momento che, sembrerebbe, si possa sbloccare un tesoretto non indifferente con la suddivisione in lotti della regione, si può ritenere che non gli mancherà il coraggio per investire su maggiore integrazione dei vari vettori Tpl (ferro e gomma) con la mobilità privata e dolce (monopattino e biciletta), su un aumento della frequenza delle corse del servizio (vera conditio sine qua non), in attesa anche della reclamizzata imminente riapertura della ex Fcu Perugia Sant’Anna – Ponte San Giovanni.

Riduzione di costi di abbonamento, campagne di incentivi, biglietti a prezzi scontati, aumento corse speciali in concomitanza di eventi e orari di punta scolastici, potrebbero poi rappresentare la seconda parte della via umbra al Tpl regionale.

Simili provvedimenti peraltro stanno dimostrando tutta la loro validità sia in Italia che nel Nord Europa. Come dimostrato dallo stesso Assessore Melasecche nella istituzione di corse autobus in concomitanza con i voli dell’aeroporto San Francesco di Perugia, investire offrendo un servizio adeguato e mirato al territorio è una scommessa che ripaga.

Magari non sempre ripagherà con i meri introiti da bigliettazione, magari ci vorranno finanziamenti regionali e locali integrativi, ma se si considerano altri fattori quali diminuzione di traffico veicolare, riduzione dell’inquinamento e quindi miglioramento della qualità della vita, i soldi investiti in trasporti efficienti e calibrati fruttano sempre, magari anche sotto forma di una riduzione dei costi di manutenzioni stradali, sanità e altri svariati costi sostenuti anch’essi con finanziamenti pubblici al pari dei trasporti.

Alexandru Rares Cenusa

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