Stazione Sant’Anna, proseguono i lavori, in funzione nel 2022

 
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Stazione Sant’Anna, proseguono i lavori, in funzione nel 2022

Proseguono i lavori nel cantiere di piazzale Europa. Un po’ di luce si vede alla stazione sant’Anna, dove per anni erbacce alte e degrado avevano preso il sopravvento. Gli spazi per i nuovi binari e le massicciate si vedono dall’alto, attraversando il Viale Roma. Si percepisce una fine dei lavori, con i treni e il ripristino della stazione che potrebbe essere nel 2022.

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I lavori erano partiti nel febbraio 2018 con un anno di ritardo rispetto a quanto preventivato, e avrebbero dovuto durare 800 giorni. In questi giorni dovevano essere rifatti e consolidato i ponti, raddoppiare la tratta fino a Piscille, consolidare la galleria Pallotta ed elettrificare l’intera tratta. Ma poi vi fu un blocco e quegli 800 giorni diventarono di più, fino ad arrivare ad oggi

Della situazione della ex Fcu due giorni fa si è parlato anche in seconda commissione regionale. “La situazione della FCU paga tutt’oggi gli errori e la trascuratezza del passato – ha esordito il Presidente della Seconda Commissione Consiliare Permanente, Valerio Mancini (Lega) – ma questo è il momento di restituire dignità a un’infrastruttura centrale e indispensabile per gli umbri. Nel corso dell’audizione espletata dalla Seconda Commissione il 10 febbraio scorso alla presenza dell’Assessore Regionale alle infrastrutture e trasporti, Enrico Melasecche, del Direttore di Busitalia, Velio del Bolgia, del Presidente della Provincia di Perugia, Luciano Bacchetta, e del Presidente dell’Associazione ‘Il Mosaico’ Carlo Reali, sono state discusse tante criticità che erano già ben note a tutti poiché permangono ormai da anni. La chiusura della FCU predisposta nel settembre 2017 ha portato a un crollo del numero degli utenti – ha ricordato Mancini – l’Ingegnere Del Bolgia ha riportato dati allarmanti: si è passati da una media di 6500 passeggeri giornalieri dei primi anni duemila a soli 1200/1300 di oggi.

Una delle problematiche più urgenti da risolvere, anche per ovviare al calo drastico degli utenti, è quella tempi di percorrenza – ha sottolineato Mancini – il treno impiega difatti un’ora e cinquanta minuti per raggiungere Perugia-Ponte San Giovanni da Città di Castello, e questo porta molti utenti a preferire altri mezzi. Nella tratta all’interno del comune di Perugia sono presenti ben quattro croci di Sant’Andrea che impongono al treno a fermarsi, un assurdo unico in Italia, per consentire l’attraversamento di veicoli o pedoni prima di riprendere la corsa – ha denunciato Mancini – questa è una problematica che va risolta, ed è necessario che anche
l’amministrazione comunale del capoluogo faccia la sua parte affinché vengano realizzati i lavori necessari per modificare la viabilità.

Occorre poi una revisione degli orari, anche se è stata rappresentata dal Direttore di Busitalia la difficoltà di agire in tale direzione poiché la decisione spetta a Rete Ferroviaria Italiana, che non ha mai accolto le istanze provenienti dagli utenti: questo atteggiamento è inaccettabile. Sulla base di quanto emerso nel corso della seduta di commissione, abbiamo stabilito che nell’arco di tre settimane, partendo dalle esigenze degli utenti ben rappresentate dal Presidente Carlo Reali, elaboreremo una serie di proposte in accoglimento delle necessità dei cittadini – ha reso noto il Presidente – che condivideremo con l’Assessore Enrico Melasecche, per poi metterle sul
tavolo di RFI.

Quello che ancora ci domandiamo – ha incalzato Mancini – è quale sia la logica di un gestore di servizio che perde 5000 passeggeri al giorno senza interrogarsi sulle motivazioni e senza predisporre adeguate soluzioni. È importante che anche l’amministrazione comunale di Perugia si renda disponibile a collaborare, perché le problematiche legate alla FCU hanno portato ingenti danni anche al capoluogo, sottraendo all’Ateneo Perugino studenti che, non avendo facili collegamenti con la città, hanno ripiegato su altre mete fuori regione. È importante che in questa fase tutti i soggetti coinvolti dialoghino e facciano ciascuno la propria parte – ha
concluso Mancini – al fine di ristabilire la funzionalità dell’intera tratta della Ferrovia Centrale Umbra, dalla Toscana fino al Lazio”.

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