Salviamo Collestrada, due presidi per dire «no» al Mini-Nodo di sette chilometri

 
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Salviamo Collestrada, due presidi per dire «no» al Mini-Nodo di sette chilometri

“Ci stiamo opponendo alla realizzazione del progetto, così com’è stato presentato, perché non andrebbe minimamente a risolvere i flussi di traffico che interessano Collestrada e Madonna del Piano”. A dirlo è la presidente del comitato Salviamo Collestrada, Simonetta Cianetti durante la protesta pacifica che si è svolta domenica pomeriggio in due punti diversi, a Collestrada e a Madonna del Piano, l’inizio e la fine del cosiddetto “Nodo di Perugia”.

Un progetto vecchio di 20 anni e inadeguato. Una variante di 7 km da Collestrada a Madonna del Piano, un impatto ambientale grave che non risolverebbe in alcun modo il problema del traffico nel tratto Collestrada – Ponte san Giovanni. “Non sarà risolutivo e sarà un’opera devastante per il territorio – spiega la presidente -, andrà a distruggere un borgo medievale intatto ed andrà ad interessare quelle che sono le peculiarità del bosco planiziale, andando a distruggere le falde acquifere e a interferire sui flussi migratori degli animali. Un’opera che non ha nessun senso – spiega -, proprio perché non andrà a risolvere il problema del traffico. Sono stati presentati moltissimi progetti, che andavano in una direzione soltanto, la sostenibilità e l’ecologismo, come anche l’Europa ci sta indicando. Ma non sono mai stati presi in considerazione e invece con questo progetto si aggiungerà cemento al cemento”.



Salviamo Collestrada. E questo quello che hanno ripetuto alcune centinaia di persone che ieri pomeriggio si sono ritrovate a Collestrada e Madonna del Piano. Due presidi per dire «no» al Mini-Nodo, l’opera stradale che dovrebbe unire le due frazioni per alleggerire il traffico sul tratto della E45.

Un progetto – come già detto – che non andrebbe a risolvere il problema del traffico. “Siamo oltre 25 associazioni – dice Luciana Renzini, Fondatrice del Comitato Salviamo Collestrada- ma continuano ad arrivare adesioni, dentro c’è il FAI, Italia Nostra, Legambiente, il WWF, e altre associazioni sensibili alle tematiche dell’ambiente, oltre alle 50/60 imprese familiari al di là del Tevere che sarebbero danneggiate. Una petizione che ha raccolto 5000 firme nella petizione Salviamo Collestrada. Tutti partendo da posizioni diverse siamo riusciti a forza di studiare e capito insieme la preziosità di questo territorio che non è un territorio normale, ma non lo facciamo per Collestrada, abbiamo capito che Collestrada è l’Umbria è l’Italia”.

“Si dovrebbe pensare a qualcosa di diverso – continua Simonetta Cianetti , dal raddoppio della rampa su Ponte San Giovanni, dall’allargamento con una terza corsia in superstrada, ma quello che non è mai stato preso in considerazione e l’implementazione della rete ferroviaria che andrebbe a distrarre i flussi di mobilità delle automobili a privilegio di una delle ferrovie, il famoso tram-treno di una metropolitana di superfice. Il traffico dei mezzi  pesanti, dagli studi fatti dal Comune nel 2018, ci attesta sul circa il 6/7%, non è nemmeno questo che risolverebbe il problema dell’attraversamento. I flussi consistenti – ha concluso la presidente – sono al mattino e al pomeriggio, in direzione Roma al mattino o in direzione Città di Castello alla sera. Sono pendolari e non mezzi pesanti che attraversano il territorio. Tradotto in termini più chiari, il ‘Nodino’ non risolverebbe, se non in misura marginale, l’intasamento che in alcune ore della giornata si registra nella tratta Collestrada-Ponte San Giovanni. Pertanto, se l’obiettivo è risolvere questo problema, si tratta di un intervento inutile, di soldi pubblici gettati al vento”.



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