Collestrada un borgo medievale da preservare, la protesta per salvare il Nodo 📸 FOTO E VIDEO 🔴

 
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Collestrada un borgo medievale da preservare, la protesta per salvare il Nodo

Un progetto vecchio di 20 anni e inadeguato. Una variante di 7 km da Collestrada a Madonna del Piano, un impatto ambientale grave che non risolverebbe in alcun modo il problema del traffico nel tratto Collestrada – Ponte san Giovanni. Un progetto che verrebbe a costare 209 milioni di euro. Salviamo il Nodo di Perugia è quanto chiedono tutti insieme, un coordinamento di Comitati, associazioni e imprese, con la collaborazione delle scuole del posto, che hanno organizzato una manifestazione pacifica nella giornata del 2 maggio, in due punti diversi a Collestrada e Madonna del Piano, l’inizio e la fine del nodino.

Una questione che rischia di compromettere irreparabilmente l’ecosistema del territorio tra Perugia ed Assisi con la realizzazione di una bretella stradale di 7 km il cui tracciato sarà realizzato all’interno della zona di Collestrada. Un’opera che prevede quasi due chilometri di gallerie e molti viadotti, in dispregio di tutti quei vincoli naturalistici, paesaggistici, storici e architettonici posti a salvaguardia delle aree interessate, risolverebbe solo in misura marginale, come dimostriamo sotto dati alla mano, il problema dell’intasamento del traffico.

“Siamo oltre 25 associazioni – dice Luciana Renzini, Fondatrice del Comitato Salviamo Collestrada- ma continuano ad arrivare adesioni, dentro c’è il FAI, Italia Nostra, Legambiente, il WWF, e altre associazioni sensibili alle tematiche dell’ambiente, oltre alle 50/60 imprese familiari al di là del Tevere che sarebbero danneggiate. Una petizione che ha raccolto 5000 firme nella petizione Salviamo Collestrada. Tutti partendo da posizioni diverse siamo riusciti a forza di studiare e capito insieme la preziosità di questo territorio che non è un territorio normale, ma non lo facciamo per Collestrada, abbiamo capito che Collestrada è l’Umbria è l’italia”.

Il punto cruciale è questo: gli studi sui flussi di traffico elaborati nell’ambito dei procedimenti amministrativi relativi ai rapporti Comune di Perugia – Eurocommercial dimostrano che solo il 15%, massimo 20% del flusso di traffico interessa la E45 in direzione Roma al mattino o in direzione Città di Castello alla sera. Tradotto in termini più chiari, il ‘Nodino’ non risolverebbe, se non in misura marginale, l’intasamento che in alcune ore della giornata si registra nella tratta Collestrada-Ponte San Giovanni. Pertanto, se l’obiettivo è risolvere questo problema, si tratta di un intervento inutile, di soldi pubblici gettati al vento.



Ma c’è di più. Il Piano regionale dei trasporti 2014-2024, approvato il 15 dicembre dal Consiglio regionale con delibera n.42, riporta a pagina 182 i dati di traffico rilevati nelle arterie principali intorno a Perugia comprese nei tratti da Bosco, Ospedalicchio, Madonna del Piano, Corciano. Ebbene, dei 200mila veicoli leggeri in transito solo 14mila sono di attraversamento, pari al 7%, mentre gli altri si disperdono in Perugia e dintorni prendendo strade secondarie; dei 14mila mezzi pesanti e combinati solo 6mila sono di attraversamento. In totale solo 20mila mezzi sono di attraversamento.

Non basta. Perché nel Piano regionale dei trasporti si indica che l’intervento prioritario rispetto al progetto del Nodo di Perugia riguarda la tratta Madonna del Piano – Corciano. E la descrizione dettagliata delle zone SIC/ZSC, Zona Speciale di conservazione, Ansa degli Ornali e bosco di Collestrada (decreto Ministero Ambiente del 2014 quindi dopo l’approvazione del progetto preliminare) e la loro interazione/interferenza con un’ipotesi di realizzazione del parcheggio di scambio per il raddoppio della ferrovia posto addirittura vicino al confine con Ospedalicchio. Insomma, non si parla assolutamente di interazione con l’ipotesi Nodino. Inoltre, il Piano regionale dei trasporti evidenzia che le soluzioni vanno ricercate nella mobilità alternativa e nel potenziamento ad esempio della strada del Pantano.

E veniamo all’ambiente. L’intervento ‘Nodino’ è molto impattante. Le opere ipotizzate nel progetto riesumato (come detto è vecchio di 20 anni) determinerebbero inevitabilmente lo stravolgimento numerose sorgenti e delle falde acquifere, oltre al peggioramento dell’inquinamento acustico ed atmosferico con inevitabile ricaduta sulla vegetazione e sui flussi migratori tra l’ansa degli Ornali del Tevere e il bosco.

Il pregio del cono panoramico, con la sua particolare morfologia visibile da ogni punto stradale, merita di essere custodito e non devastato. Il borgo medioevale di Collestrada e la sua storia, il bosco autoctono caratterizzato da rare essenze conservate nei secoli (il bosco patrimonio paesaggistico e naturalistico di valore inestimabile, il turismo culturale/religioso regionale (la via di San Francesco), rimarrebbero deturpate per decenni dalle massicce opere, specie la galleria artificiale. E sono ipotizzabili conseguenze su zone agricole di pregio, agriturismo e attività economiche.

E allora, che fare? Se si vuole risolvere il problema dell’intasamento del traffico nella zona Collestrada-Ponte San Giovanni interventi molto più razionali ed efficaci della cervellotica scelta del Nodino ci sono. Interventi di adeguamento e razionalizzazione della rete stradale sulla tratta di ‘E45’ compresa tra lo svincolo di Ponte San Giovanni e lo svincolo di Collestrada con la SS 75 (direzione Assisi Foligno), infatti, risolverebbero – o quanto meno alleggerirebbero in modo sostanziale – i problemi di traffico persistenti sulle tratte citate, in special modo con il raddoppio delle corsie in uscita per Perugia e per Assisi-Foligno. Ovviamente tutto ciò affiancato dagli interventi sulle ferrovie e sul trasporto pubblico, puntando alla sostenibilità limitando il trasporto su gomma.
Da ultimo l’ipotesi di una variante in pianura, proposta dai comitati 20 anni fa e mai presa in considerazione, che da Bosco o dalla Perugia-Ancona, passando a lato dell’aeroporto, raggiunga la zona Ponte Nuovo/San Martino in Campo.



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