Casaioli risponde a Porzi, articolo di dubbio gusto, confonde i cittadini

Sulle scelte fatte da un amministrazione, che non possono essere a senso unico.

Casaioli risponde a Porzi, articolo di dubbio gusto, confonde i cittadini

Casaioli risponde a Porzi, articolo di dubbio gusto, confonde i cittadini

Trovo questo articolo di dubbio gusto e soprattutto che tende a confondere i cittadini sulle scelte fatte da un amministrazione, che non possono essere a senso unico….. quando si parla di mettere 5miloni per risistemare le strade, si parla di risorse che derivano direttamente dai bilanci comunali, cioè che nella spesa del comune di Perugia si è deciso di impiegare risorse che provengono direttamente dalle entrare comunali.


di Cristiana Casaioli


Penso che nessuno può negare che questo importo denota un fortissimo impegno per risolvere (sicuramente non totalmente) il problema della manutenzione strade. Diverse invece sono le fonti di finanziamento che invece riguardano le piste ciclabili: queste derivano da stanziamenti che il governo centrale fa a favore degli enti pubblici.

Per i cittadini sono più importanti le strade o le piste ciclabili?

Questo per incentivare (in questo caso) sistemi di mobilità alternativa: sono precisi fondi destinati quali quelli del PINQUA del PNRR e fondi europei… in questo caso l’amministrazione ha partecipato a bandi con progetti che sono stati ritenuti meritevoli di finanziamento.  Aggiungo anche che questo tipo di finanziamenti non prevedono stanziamenti per manutenzioni stradali. In Italia e in Europa non si finanziano le manutenzioni ma le opere/cc

 

1 Commento

  1. Gentile Signora Cristina Casaioli, le rispondo direttamente e non con un articolo in quanto non intendo dare vita a sterili polemiche. Come ho già scritto in altre occasioni, lo stato delle strade di Perugia non solo ritengo sia una sorta di mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini, ma un brutto biglietto da visita per i turisti, tenendo presente che il turismo per Perugia, e per l’Umbria tutta, è una fonte di risorsa economica non indifferente. Comunque, siamo in un Paese democratico e pertanto ha tutto il diritto di definire il mio intervento “articolo di dubbio gusto”. Vorrei invece fare chiarezza. Nella dichiarazione dell’assessore Numerini, da me fedelmente riportata, era chiaramente specificato che i finanziamenti per le piste ciclabili provengono dal Piano di rigenerazione urbana, dal Ministero delle infrastrutture e trasporti e dal Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PINQUA). Tuttavia, è del tutto comprensibile che faccia un certo effetto apprendere che per le piste ciclabili si spendano più soldi, indipendentemente dalla loro provenienza, che non per la sistemazione delle strade, quando lo stesso assessore aveva dichiarato testualmente che “l’amministrazione comunale è ben consapevole della situazione della viabilità cittadina e sa anche che per i cittadini il tema delle strade è il più importante”. I cittadini che sono costretti a percorrere strade molto dissestate e poi sentono che verranno fatte piste ciclabili immagino non apprezzino anche se i denari, ripeto, sono finalizzati, cioè provengono da stanziamenti del governo a favore degli enti pubblici, oppure da fondi europei. A proposito di finanziamenti statali mi risulterebbe che esiste un “Decreto sicurezza accessibilità aree interne” del 12.10 2021 in cui il Ministero delle infrastrutture avrebbe destinato 300 Ml per la messa in sicurezza e la manutenzione straordinaria della rete viaria utile all’accessibilità delle aree interne. Questo per sottolineare che esisterebbero risorse statali anche per la manutenzione della rete viaria statale/provinciale/comunale. Non sono né un economista né un uomo di legge, ma un Docente di Chimica Organica, dell’Università di Bologna, ora in pensione, e quindi ero più al dentro dei finanziamenti (Ministeriali, CNR o Europei) per la ricerca scientifica che non dei fondi per le infrastrutture. Pertanto, la mia notazione era non di ordine tecnico, ma politico, cioè nasceva dalla constatazione della mancanza di coerenza tra le affermazioni e l’indirizzo politico/amministrativo. Chiudo, pregandola di usare non solo il cognome, ma anche il mio nome (Gianni) perché non vorrei essere confuso con la Signora Donatella Porzi, con tutto il dovuto rispetto, che, pur avendo lo stesso cognome, non conosco affatto.

    Gianni Porzi

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