Busitalia Regione non ha versato fondi al 100% dei servizi mesi lockdown

 
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Busitalia Regione non ha versato fondi al 100% dei servizi mesi lockdown

Nella riunione con Busitalia Umbria del 24 luglio l’USB ha preso atto che la Regione non ha ancora versato i fondi relativi al 100% dei servizi relativi ai mesi del lockdown, nonostante i decreti ministeriali, oggi divenuti legge, lo impongano. Condizione che determina ancora una volta una snervante attesa, da parte dei lavoratori dei trasporti, rispetto al recepimento di quanto loro dovuto e stabilito per legge.

Lo afferma, in una nota, il Sindacato unitario di base.

L’Azienda non ha perso tempo ad attuare i fondi di solidarietà, ove i lavoratori si sono visti dimezzati gli stipendi, senza aspettare che i decreti governativi fossero stati trasformati in legge e soprattutto senza prendere atto del fatto che il governo garantiva i finanziamenti senza decurtazione a seguito del calo dei servizi.

Così, dal 17 marzo, Busitalia Umbria ha posto in cassa integrazione un quarto della forza lavoro, fregandosene del fatto che sarebbero stati versati i contributi al 100%.
  • Siamo difronte al paradosso

Siamo difronte al paradosso, spiega USB: l’Azienda continua a reclamare finanze da parte della Regione, la Regione dichiara, già da mesi orsono, di aver versato i fondi alle aziende, il tutto sotto un silenzio assordante dei sindacati compiacenti; come al solito sono sempre i lavoratori ed i cittadini che pagano le conseguenze del profitto privato!

  • costretti a viaggiare in autobus privi di aria condizionata

Per soddisfare al profitto di Busitalia, i lavoratori e i cittadini-utenti sono costretti a viaggiare in autobus privi di aria condizionata con un numero insufficiente di finestrini. In questi autobus le temperature raggiungono livelli insostenibili (45 gradi centigradi e oltre).

Per noi tutto ciò è inammissibile!

Si è tornati, inoltre, a far salire le persone dalla porta anteriore senza le sufficienti protezioni anti covid per i conducenti, in un contesto in cui l’emergenza sanitaria non è per nulla finita.

In merito a questo, l’USB ha presentato denuncia presso le strutture competenti e “iamo in attesa di risposte”, dicono.

«Per tutti questi motivi è riportato nel dispaccio -, ci vediamo costretti a tornare sul piede di guerra, cercando di dare giustizia ad un mondo falsato dagli interessi privati, consolidati a spese dei cittadini e soprattutto dei lavoratori»

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