Il futuro dell’aeroporto di Perugia richiede nuovi contratti
La gestione operativa dell’infrastruttura di volo umbra si trova a un punto di svolta decisivo che richiede risposte immediate da parte delle istituzioni. I sindacati Fit Cisl e Ugl Trasporti hanno lanciato un monito formale alla Regione Umbria, sottolineando la necessità di dare attuazione pratica alle intese siglate in Prefettura nel 2025. Al centro della disputa vi è il mancato incremento del personale, nonostante l’aeroporto S. Francesco di Assisi abbia registrato un consolidamento straordinario dei volumi di traffico. Le sigle dei lavoratori chiedono che l’aumento dei transiti passeggeri, certificato dai dati ufficiali, si traduca finalmente in un potenziamento della pianta organica attraverso nuove assunzioni stabili e qualificate.
Bilancio dei transiti e prospettive di sviluppo per Perugia
I numeri dell’ultimo anno delineano un quadro di crescita strutturale per lo scalo. Con circa 620.000 passeggeri registrati nel 2025 e una performance nel primo trimestre del 2026 che promette di superare ogni record precedente, l’aerostazione ha dimostrato una vitalità superiore alle aspettative. Questi traguardi, frutto dell’impegno congiunto dei dipendenti Sase e delle ditte in appalto, pongono le basi per l’ambizioso obiettivo del milione di passeggeri annui. Raggiungere tale soglia permetterebbe all’aeroporto S. Francesco di Assisi di acquisire una maggiore autonomia finanziaria, riducendo progressivamente la dipendenza dai fondi pubblici e garantendo un beneficio diretto per i contribuenti del territorio.
Accordi sindacali e stallo delle procedure amministrative
Nonostante i successi commerciali, le relazioni industriali segnano il passo a causa di impegni rimasti inapplicati. Gli accordi del 2025 prevedevano non solo una crescita del numero di addetti proporzionale al traffico, ma anche l’adeguamento del valore dei buoni pasto, che sarebbe dovuto entrare in vigore a gennaio 2026. Attualmente, queste disposizioni sono considerate “lettera morta” dalle rappresentanze sindacali, che imputano il blocco alla volontà del socio di maggioranza regionale. Lo stallo sembra essere legato all’imminente rinnovo del consiglio di amministrazione della società di gestione Sase, una dinamica politica che sta rallentando l’evoluzione dell’aeroporto S. Francesco di Assisi proprio nella sua fase più delicata.
Richiesta di confronto urgente con la presidenza regionale
La delega strategica sullo scalo rimane in capo alla presidenza della Regione Umbria, alla quale è stato reiterato l’invito per un tavolo di confronto urgente. Le organizzazioni sindacali lamentano una mancanza di coinvolgimento nelle linee guida del futuro piano industriale e nelle scelte organizzative che non possono limitarsi alla sola continuità territoriale. Per sostenere i nuovi volumi di traffico a Perugia, è indispensabile un adeguamento amministrativo e strutturale profondo. I lavoratori, attraverso le loro rappresentanze, hanno chiarito che non sono disposti ad attendere i tempi lunghi della politica. In assenza di una convocazione immediata per discutere il futuro dell’aeroporto S. Francesco di Assisi, scatteranno le procedure di mobilitazione previste dalle normative vigenti sul diritto di sciopero.

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